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Inframuraria

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Aggettivo che significa 'dentro le mura', utilizzato in ambito giuridico per indicare la detenzione all'interno di un istituto penitenziario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Custodia cautelare: quando il carcere è inevitabile
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di furto aggravato, rigettando la richiesta di arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La decisione si fonda sulla pericolosità sociale del soggetto, desunta da numerosi precedenti per rapina, truffa ed evasione. La Corte ha chiarito che la custodia cautelare deve rispondere a un pericolo di reiterazione attuale e concreto, valutato sulla base della personalità del reo e della sua incapacità di rispettare prescrizioni meno afflittive in passato.
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Pericolosità sociale: stop ai benefici penitenziari
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego dell'affidamento in prova ai servizi sociali. La decisione si fonda sulla persistente pericolosità sociale del soggetto, desunta da numerosi precedenti penali, legami con organizzazioni criminali dedite al narcotraffico e precedenti episodi di evasione. La Corte ha rilevato l'assenza di una revisione critica delle condotte passate, confermando che la stabilità delle condizioni di salute rende il regime carcerario compatibile con la detenzione, escludendo così anche la detenzione domiciliare.
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Pericolosità sociale e custodia in carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di tentata rapina aggravata e porto di armi clandestine. Nonostante la richiesta di arresti domiciliari basata su una confessione parziale, i giudici hanno ravvisato un'elevata pericolosità sociale. La decisione sottolinea che le modalità violente del fatto e i precedenti penali rendono la misura carceraria l'unica idonea a contenere il rischio di recidiva, escludendo che la parziale ammissione di colpa attenui le esigenze cautelari.
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Custodia cautelare in carcere e reati di mafia
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di partecipazione ad associazione mafiosa. Nonostante la difesa avesse richiesto gli arresti domiciliari invocando la marginalità del ruolo (assistenza in operazioni finanziarie digitali) e la presunta rescissione dei legami con il clan, i giudici hanno ribadito il principio della doppia presunzione. Per il reato di cui all'art. 416-bis c.p., la custodia cautelare in carcere è l'unica misura adeguata, salvo prova contraria di una totale e irreversibile interruzione dei rapporti con l'organizzazione, non ravvisata nel caso di specie.
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Osservazione scientifica in carcere: è obbligatoria?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i condannati per specifici reati gravi, l'osservazione scientifica in carcere della durata di almeno un anno è un presupposto obbligatorio e non sostituibile per accedere a misure alternative alla detenzione, come l'affidamento in prova. Un percorso riabilitativo svolto all'esterno, anche se di analogo contenuto, non è considerato equipollente. La Corte ha rigettato il ricorso di un detenuto, confermando che la normativa vigente impone che tale valutazione avvenga all'interno dell'istituto penitenziario, sebbene con il possibile ausilio di esperti esterni.
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Custodia cautelare: quando è legittima in carcere?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della custodia cautelare in carcere per un indagato per truffa aggravata. La difesa sosteneva la sproporzione della misura rispetto alla pena prevedibile. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la custodia cautelare in carcere è legittima se le altre misure sono inadeguate a causa dell'elevato pericolo di recidiva dell'indagato, anche se la pena finale potrebbe essere inferiore ai limiti per l'accesso a misure alternative.
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