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Indebita Percezione Di Erogazioni

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Reato previsto dall'art. 316-ter del codice penale, che punisce chi ottiene illecitamente contributi, finanziamenti o altre erogazioni pubbliche omettendo di comunicare informazioni dovute.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ex Funzionario percepisce stipendio e pensione: condanna per Indebita percezione di erogazioni
Un ex funzionario pubblico ha continuato a ricevere lo stipendio dopo il pensionamento, cumulandolo con la pensione per anni e causando un danno significativo all'Erario. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per "indebita percezione di erogazioni", chiarendo un errore materiale nella precedente sentenza che aveva erroneamente indicato un altro articolo. La Corte ha respinto i motivi di ricorso, ritenendo provato l'elemento psicologico del reato e inapplicabile la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura pubblica della condotta e la restituzione delle somme avvenuta solo dopo l'avvio di una procedura di regolarizzazione.
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Indebita percezione di erogazioni: quando il sequestro è illegittimo
Un Lavoratore agricolo era indagato per indebita percezione di erogazioni statali, avendo ricevuto contributi PAC. L'accusa sosteneva che avesse perso il diritto ai fondi perché il contratto di vendita con riserva di proprietà tra sua madre e l'ente finanziatore era stato risolto. Il Tribunale aveva disposto il sequestro preventivo dei beni. La Corte di Cassazione, invece, ha annullato tale decisione. Ha chiarito che il contratto di affitto tra madre e figlio era valido e che la madre manteneva la disponibilità dei terreni, anche dopo la risoluzione del suo contratto di vendita. Pertanto, il Lavoratore aveva un titolo legittimo per i contributi.
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Falsa Dichiarazione per Contributi: La Cassazione e l’Indebita Percezione di Erogazioni
Due persone, Il Coniuge e La Coniuge, sono state condannate per indebita percezione di erogazioni. Hanno falsamente dichiarato, tramite autocertificazione, che un immobile inagibile a L'Aquila dopo il sisma era la loro abitazione principale, pur risiedendo altrove. Questo ha permesso loro di ottenere contributi pubblici per l'acquisto di una nuova casa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i loro ricorsi, confermando la condanna e la confisca della somma di 388.544 euro percepita indebitamente.
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Indebita percezione di erogazioni: quando il silenzio costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Signora, confermando la sua condanna per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. La Signora aveva continuato a prelevare la pensione della madre defunta dal conto corrente, non avendo comunicato il decesso all'INPS. I giudici di merito avevano accertato l'omissione e l'utilizzo del conto. La Cassazione ha ritenuto le argomentazioni della ricorrente prive di specificità e volte a una non consentita rilettura dei fatti, condannandola al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione firmato personalmente: condanna e multa
L'Imputato, condannato per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello. Tuttavia, egli ha sottoscritto l'atto di tasca propria, senza avvalersi della firma di un difensore abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per violazione delle norme procedurali. La legge stabilisce infatti che il ricorso per Cassazione firmato personalmente dal cittadino non sia valido. Di conseguenza, l'Imputato ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali, oltre a una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale: stop a pregiudizi
Un imprenditore, accusato di indebita percezione di fondi pubblici e falso ideologico, chiedeva in appello la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale per ascoltare due fornitori come testimoni. La Corte d'appello respingeva la richiesta ritenendo i testimoni preventivamente inattendibili. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'imprenditore, stabilendo che il giudice non può escludere una prova testimoniale presumendone l'inattendibilità prima ancora di averla assunta. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Indebita percezione: soglia di punibilità mensile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. Il caso riguardava un'indebita percezione di erogazioni assistenziali. La Corte ha confermato che il reato da contestare era quello previsto dall'art. 316-ter c.p. e non la truffa aggravata. Crucialmente, ha stabilito che la soglia di punibilità deve essere valutata su ogni singola erogazione mensile, e non sul totale percepito, quando l'illecito deriva da omissioni periodiche e non da un'unica condotta iniziale.
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Indebita percezione: Cassazione annulla arresti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari per un amministratore accusato di indebita percezione di erogazioni pubbliche relative ai fondi Covid. La sentenza chiarisce la distinzione con la truffa aggravata e stabilisce che l'aggravante per danno superiore a 100.000 euro non giustifica la misura cautelare, escludendo inoltre che i fondi nazionali rientrino negli interessi finanziari dell'UE.
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Indebita percezione: quando il risparmio è reato
La Corte di Cassazione chiarisce che una falsa dichiarazione di reddito per ottenere un'esenzione dal contributo unificato non configura il reato di falso ideologico, ma quello di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Se l'importo risparmiato, pari a 43 euro nel caso di specie, è inferiore alla soglia di punibilità di 3.999,96 euro, il fatto non costituisce reato ma solo un illecito amministrativo. La sentenza viene quindi annullata senza rinvio.
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Indebita percezione: no reato se l’illecito è dopo
Un pescatore ottiene un contributo per la riconversione professionale ma viene trovato a bordo di un peschereccio tempo dopo. La Cassazione lo assolve dal reato di indebita percezione di erogazioni, chiarendo che il reato si configura solo se la condotta illecita è posta in essere per ottenere il contributo, non se avviene successivamente alla sua legittima erogazione. La violazione successiva può avere conseguenze amministrative, ma non penali ai sensi dell'art. 316-ter c.p.
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Indebita percezione NASPI: reato unitario, no prescrizione
Una lavoratrice è stata condannata per indebita percezione NASPI, avendo ricevuto l'indennità di disoccupazione per due anni pur lavorando all'estero. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: il reato è unitario e la prescrizione decorre solo dalla riscossione dell'ultima rata. La Corte ha confermato che l'omessa comunicazione del nuovo impiego integra il reato, respingendo la tesi della prescrizione parziale e della tenuità del fatto.
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