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Rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale: stop a pregiudizi

Un imprenditore, accusato di indebita percezione di fondi pubblici e falso ideologico, chiedeva in appello la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale per ascoltare due fornitori come testimoni. La Corte d’appello respingeva la richiesta ritenendo i testimoni preventivamente inattendibili. La Cassazione ha accolto il ricorso dell’imprenditore, stabilendo che il giudice non può escludere una prova testimoniale presumendone l’inattendibilità prima ancora di averla assunta. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 112 Anno 2022
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Pubblicato il 30 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il diritto alla prova e la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale

Nel processo penale, il diritto di difendersi provando rappresenta un pilastro fondamentale per garantire un giusto processo. Spesso, durante il giudizio di secondo grado, la difesa richiede la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale per assumere nuove prove decisive che potrebbero ribaltare l’esito della condanna. La Corte di Cassazione è intervenuta di recente su questo delicato tema, chiarendo i limiti del potere del giudice di rifiutare l’ascolto di testimoni chiave. Non è consentito ai giudici d’appello respingere una richiesta di prova basandosi su un giudizio preventivo di inattendibilità dei testimoni, poiché la credibilità di una persona può essere valutata soltanto dopo la sua effettiva audizione in aula.

Il caso dell’imprenditore e dei finanziamenti pubblici

La vicenda nasce da un controllo su un finanziamento pubblico concesso a una società nell’ambito di un patto territoriale per l’agricoltura. L’Imprenditore, in qualità di legale rappresentante, era stato accusato di aver ottenuto indebitamente l’ultima quota del finanziamento statale. Secondo l’accusa, l’Imprenditore aveva presentato documentazione falsa per dimostrare il completamento degli investimenti richiesti. In particolare, la contestazione riguardava l’emissione di due assegni a favore di due fornitori. L’accusa sosteneva che tali assegni non fossero un pagamento reale e immediato, ma solo un espediente per documentare spese non ancora effettivamente sostenute, grazie a un accordo con i fornitori stessi per ritardare l’incasso.

Il rifiuto dei giudici d’appello di ascoltare i testimoni

Nei primi due gradi di giudizio, i giudici avevano ritenuto l’Imprenditore colpevole di concorso in falso ideologico e indebita percezione di erogazioni pubbliche. Durante il processo d’appello, la difesa dell’Imprenditore aveva chiesto espressamente la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale. La richiesta mirava a sentire come testimoni i due fornitori che avevano ricevuto gli assegni. Questi ultimi avrebbero dovuto chiarire le circostanze e le tempistiche dei pagamenti, smentendo l’esistenza di qualsiasi accordo fraudolento per posticipare l’incasso dei titoli. Tuttavia, la Corte d’appello aveva rigettato l’istanza difensiva direttamente nella sentenza finale, ritenendo che i testimoni fossero inattendibili a priori, in quanto soggetti potenzialmente coinvolti o interessati a negare le accuse.

Perché non si può giudicare un testimone prima di ascoltarlo

La decisione della Corte d’appello si fondava su un cortocircuito logico. I giudici di secondo grado avevano ipotizzato che i fornitori, se sentiti, avrebbero reso dichiarazioni false per evitare una propria responsabilità penale o per favorire l’Imprenditore. La Corte di Cassazione ha censurato duramente questo approccio. I giudici di legittimità hanno ricordato che la valutazione sulla credibilità di un testimone non può mai essere anticipata. Il codice di procedura penale impone che il giudizio sull’attendibilità avvenga solo dopo che la testimonianza è stata effettivamente raccolta in aula, nel rispetto del contraddittorio tra le parti.

Le motivazioni della decisione sulla rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale

Nelle motivazioni della sentenza, la Suprema Corte ha spiegato che il rifiuto di ammettere una prova testimoniale non può basarsi sulla presunzione di inattendibilità del teste. La rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale deve essere concessa quando la prova richiesta è decisiva e idonea a eliminare le incertezze del quadro probatorio. Escludere un testimone ritenendolo “interessato” o “complice” prima ancora di averlo ascoltato viola le regole fondamentali del processo. Il giudice non può anticipare la valutazione del contenuto della prova prima della sua acquisizione, poiché questo comportamento lede il diritto di difesa e altera la corretta formazione del convincimento del giudice.

Le conclusioni sul caso concreto e il rinvio a giudizio

La Corte di Cassazione ha quindi accolto il ricorso presentato dall’Imprenditore, annullando la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’appello. Il processo dovrà ora essere interamente celebrato di fronte a una diversa sezione della Corte d’appello, la quale dovrà attenersi al principio di diritto enunciato. I giudici del nuovo processo non potranno negare l’ascolto dei fornitori basandosi su pregiudizi circa la loro credibilità. Questa decisione riafferma con forza che la verità processuale si costruisce attraverso il confronto delle prove in aula e che nessun cittadino può essere condannato senza che le prove a suo favore siano state debitamente esaminate e valutate dal giudice.

Cosa si intende per rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale in appello?
Si tratta della riapertura della fase di raccolta delle prove durante il processo di secondo grado, decisa dal giudice quando ritiene di non poter decidere sulla base dei soli atti già acquisiti.

Il giudice può rifiutare un testimone perché lo ritiene bugiardo in anticipo?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che la credibilità di un testimone può essere valutata soltanto dopo che la sua deposizione è stata effettivamente raccolta in aula.

Cosa succede se la Cassazione accoglie il ricorso per mancata audizione di un teste?
La sentenza di condanna viene annullata e il processo viene rinviato a una diversa sezione della Corte d’appello, che dovrà procedere a un nuovo giudizio ascoltando i testimoni esclusi.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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