Con l'ordinanza 30701/2025, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro la decisione della Corte d'Appello. La Corte ha ritenuto che, avendo l'imputato già usufruito della sospensione condizionale della pena e mancando un'occupazione lavorativa, la prognosi di futura astensione da reati fosse negativa. L'inammissibilità del ricorso, attribuita a colpa del ricorrente, ha comportato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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