La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15391/2024, ha stabilito che per la sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità nei casi di reati di lieve entità legati agli stupefacenti, si applica la normativa speciale (art. 73, co. 5-bis, d.P.R. 309/90) e non la nuova procedura generale introdotta dall'art. 545-bis c.p.p. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore Generale, confermando la correttezza della decisione del giudice di primo grado che aveva disposto la sanzione sostitutiva senza seguire l'iter procedurale previsto dalla riforma Cartabia, ritenendolo non applicabile alla fattispecie specifica.
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