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Inadempimento

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723 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Risoluzione contratto appalto per grave inadempimento
Un'azienda committente ha ottenuto la risoluzione del contratto di appalto di servizi di vigilanza a causa del grave inadempimento della società fornitrice. Quest'ultima aveva prima ridotto drasticamente il personale e poi interrotto completamente il servizio. Il Tribunale ha accolto la domanda del cliente, dichiarando il contratto risolto, rigettando la richiesta di pagamento delle fatture da parte del fornitore per il periodo non lavorato e condannandolo al pagamento delle spese legali.
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Revoca sospensione condizionale: quando è legittima?
La Corte di Cassazione conferma la revoca della sospensione condizionale della pena a un condannato che non aveva adempiuto all'obbligo di risarcimento. La Corte ha stabilito che la semplice presentazione di certificazioni reddituali non è sufficiente a dimostrare un'assoluta impossibilità economica, onere che spetta interamente al condannato.
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Risoluzione contratto leasing: la guida completa
Il Tribunale di Milano ha sentenziato sulla risoluzione contratto leasing per grave inadempimento dell'utilizzatore. La società concedente ha ottenuto la restituzione di un immobile commerciale a seguito del mancato pagamento dei canoni. La decisione si fonda sull'attivazione di una clausola risolutiva espressa, confermando che l'inadempimento dell'utilizzatore porta alla cessazione del contratto e all'obbligo di riconsegna del bene.
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Inadempimento non imputabile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava la risoluzione di un contratto di appalto per grave inadempimento. Il caso riguardava una società costruttrice che non aveva completato i lavori a causa di un ostacolo (una cabina elettrica) presente sul terreno. La Suprema Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel non valutare adeguatamente la questione dell'inadempimento non imputabile. Per la risoluzione del contratto, infatti, non basta un grave inadempimento, ma è necessario che questo sia colposo. Il processo è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Responsabilità professionale geometra: il caso
Analisi di un'ordinanza della Cassazione sulla responsabilità professionale del geometra. Il caso riguarda la richiesta di risarcimento danni per la mancata approvazione di un piano di lottizzazione. La Suprema Corte ha escluso la responsabilità del tecnico, poiché l'insuccesso del progetto era dovuto a fattori esterni non imputabili alla sua condotta, come la necessità di acquisire terreni di terzi e le modifiche al piano regolatore comunale.
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Inadempimento preliminare vendita: quando è grave?
La Corte di Cassazione conferma che l'inadempimento preliminare vendita da parte del promittente venditore è da considerarsi grave se l'immobile presenta irregolarità edilizie, anche solo su pertinenze come garage o depositi. La gravità sussiste soprattutto quando il venditore aveva contrattualmente garantito la piena conformità urbanistica del bene, legittimando il recesso del promissario acquirente e la sua richiesta di restituzione del doppio della caparra.
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Clausola risolutiva espressa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione di un contratto di leasing immobiliare per inadempimento. La controversia verteva sulla validità di una clausola risolutiva espressa, contestata dalla società utilizzatrice perché ritenuta generica. La Corte ha stabilito che la clausola era sufficientemente specifica e che la sua applicazione prevale sulla valutazione legale della gravità dell'inadempimento prevista dalla L. 124/2017, poiché la volontà delle parti è sovrana. Rigettati anche i motivi relativi alla mancata conversione del rito processuale e al presunto omesso esame del diritto di riscatto, considerato estinto con la risoluzione del contratto.
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Valutazione inadempimento: l’analisi globale del contratto
In un caso di compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha stabilito che la valutazione dell'inadempimento non può limitarsi a un singolo episodio, come il mancato pagamento di una rata. I giudici devono effettuare una valutazione globale e sinergica del comportamento di entrambe le parti per determinare la gravità della violazione e le sue conseguenze. L'ordinanza ribalta le decisioni dei gradi inferiori che si erano concentrate esclusivamente sulla condotta della promissaria acquirente, ordinando un nuovo esame che tenga conto dell'intero contesto contrattuale.
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Caparra confirmatoria: vendita a terzi e recesso
Un acquirente versa una caparra confirmatoria per un camper, ma il venditore vende il veicolo a un'altra persona prima della data di saldo. La Corte di Cassazione conferma il diritto dell'acquirente di recedere dal contratto e ottenere il doppio della caparra. La vendita a un terzo costituisce un grave inadempimento contrattuale da parte del venditore, legittimando la richiesta dell'acquirente, a prescindere dalle modalità di pagamento offerte per il saldo.
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Risoluzione Appalto Pubblico: Riserve e Risarcimento
In un caso di risoluzione appalto pubblico per un'opera autostradale, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio cruciale. A seguito della terminazione del contratto per grave inadempimento della stazione appaltante, le richieste economiche dell'impresa non vanno più considerate come 'riserve' contrattuali, ma come una richiesta di risarcimento del danno secondo le norme generali del codice civile. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente limitato il risarcimento applicando la logica delle riserve, rinviando il caso per una nuova e completa valutazione dei danni subiti dall'appaltatrice.
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Obbligo di informazione avvocato: compenso a rischio
Un avvocato si è visto negare il diritto al compenso per non aver adempiuto al suo obbligo di informazione verso i clienti in merito ai rischi e alla probabile soccombenza in una causa. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23763/2024, ha confermato la decisione, sottolineando che la violazione del dovere informativo costituisce un grave inadempimento che può annullare il diritto alla parcella, a prescindere dalla complessità tecnica della controversia.
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Onere prova nesso causale: chi lo deve dimostrare?
Un'azienda subisce un furto e accusa la società di vigilanza di inadempimento. La Cassazione chiarisce che, in caso di inadempimento contrattuale, l'onere della prova del nesso causale tra la condotta del debitore e il danno subito spetta al creditore. Senza questa prova, la richiesta di risarcimento non può essere accolta.
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Inadempimento locatore: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un conduttore che, a seguito di uno sfratto per morosità, lamentava l'inadempimento del locatore per la presunta inidoneità dell'immobile a uso commerciale. I giudici hanno stabilito che i motivi di ricorso non sollevavano questioni di diritto, ma miravano a una inammissibile rivalutazione dei fatti già accertati nei precedenti gradi di giudizio, confermando la risoluzione del contratto per colpa del conduttore.
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Compenso professionale: niente parcella se c’è imperizia
Un professionista agisce per ottenere il pagamento dei suoi onorari relativi alla redazione di un piano di concordato preventivo per una società, successivamente dichiarata fallita. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, negando il diritto al compenso professionale a causa della grave negligenza e imperizia dimostrate dal professionista nell'esecuzione dell'incarico. La prestazione, resa in modo del tutto inidoneo, è stata qualificata come un totale inadempimento contrattuale, legittimando il rifiuto del pagamento.
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Contratto preliminare inadempimento: chi paga?
La Corte d'Appello di Napoli ha confermato la sentenza di primo grado in un caso di contratto preliminare inadempimento. La promittente venditrice è stata ritenuta la parte inadempiente per non aver cancellato un'ipoteca, fornito i certificati necessari e saldato i debiti condominiali. Di conseguenza, è stata rigettata la sua richiesta di risoluzione del contratto ed è stata confermata l'esecuzione in forma specifica a favore del promissario acquirente, che aveva designato un terzo per l'acquisto.
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Inadempimento locatrice: non si può sospendere il canone
La Corte di Cassazione ha stabilito l'inammissibilità del ricorso di un conduttore che aveva sospeso il pagamento del canone per la mancanza del certificato di agibilità dell'immobile. Poiché il conduttore ha continuato a utilizzare il bene per lo scopo pattuito (laboratorio di analisi), la sua sospensione del pagamento è stata considerata un grave inadempimento e contraria a buona fede, legittimando la risoluzione del contratto a suo sfavore. La Corte ha sottolineato la necessità di valutare comparativamente la gravità dei rispettivi inadempimenti.
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Consegna documenti vendita: obbligo del venditore
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione di un contratto di vendita per una quota di un aeromobile ultraleggero. La causa verteva sulla mancata consegna documenti vendita da parte del venditore, un'associazione sportiva. La Corte ha stabilito che, ai sensi dell'art. 1477 c.c., il venditore ha l'obbligo inderogabile di fornire tutti i titoli necessari al trasferimento della proprietà, anche in presenza di normative speciali che pongono oneri di comunicazione a carico dell'acquirente. La mancata consegna di tale documentazione costituisce un inadempimento grave che giustifica la risoluzione del contratto e la restituzione del prezzo pagato.
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Responsabilità professionale: nesso causale e CTU
La Corte di Cassazione interviene su un caso di responsabilità professionale di un architetto, accusato di aver causato la perdita di un contributo pubblico per la ricostruzione post-sisma. L'ordinanza chiarisce che, a fronte dell'inadempimento del professionista, il giudice non può negare il risarcimento per mancata prova del nesso causale senza prima aver utilizzato gli strumenti a sua disposizione, come la Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), per accertare se il cliente avrebbe avuto diritto al beneficio. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, rinviando per una nuova valutazione.
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Contratto preliminare inadempimento: caparra e termini
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20625/2024, ha stabilito che la mancata consegna della certificazione di conformità urbanistica entro il termine pattuito per il rogito costituisce un grave contratto preliminare inadempimento. Tale mancanza legittima il promissario acquirente a recedere dal contratto e a richiedere la restituzione del doppio della caparra versata. La Corte ha chiarito che le normative speciali sulla destinazione d'uso non eliminano la necessità dell'atto amministrativo formale che attesti la piena regolarità dell'immobile, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Clausola risolutiva espressa e buona fede: il caso
Una società immobiliare ha citato in giudizio una promissaria acquirente per la risoluzione di un contratto preliminare, invocando una clausola risolutiva espressa per la mancata stipula del rogito. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha respinto il ricorso. Ha stabilito che, anche in presenza di una clausola risolutiva espressa, il giudice deve valutare il comportamento delle parti secondo il principio di buona fede. La risoluzione non è automatica se la condotta della parte inadempiente, nel contesto generale del rapporto, appare conforme a tale principio.
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