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Immobili Collabenti

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Unità immobiliari in rovina, non in grado di produrre reddito, che vengono registrate in una categoria catastale apposita (F/2) e sono prive di rendita catastale, risultando quindi non tassabili ai fini IMU.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Immobili collabenti: guida alla categoria F/2
La Corte di Cassazione ha stabilito che la classificazione di un fabbricato come immobili collabenti (categoria F/2) dipende esclusivamente dallo stato di fatto oggettivo della struttura. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato il declassamento di alcuni immobili, sostenendo che il degrado fosse imputabile alla sola inerzia del proprietario e non a eventi eccezionali. I giudici hanno invece chiarito che non esiste un obbligo per il privato di mantenere l'immobile in condizioni di produttività fiscale. Se l'edificio è oggettivamente fatiscente e inidoneo all'uso, deve essere iscritto in catasto senza attribuzione di rendita, a prescindere dalle cause soggettive che hanno determinato la rovina.
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IMU Immobili Strumentali: dovuta anche con attività ferma?
Una società in liquidazione contestava il pagamento dell'IMU su immobili strumentali non più utilizzati. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che per l'IMU è sufficiente il possesso di un immobile iscritto al catasto con rendita, indipendentemente dal suo effettivo utilizzo produttivo. La cessazione volontaria dell'attività non sospende l'obbligo tributario.
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IMU su immobili strumentali: è dovuta se l’attività cessa?
Una società in liquidazione ha contestato gli avvisi di accertamento IMU per i suoi immobili non più utilizzati, sostenendo che l'imposta non fosse dovuta a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'IMU su immobili strumentali si fonda sul possesso e sull'iscrizione catastale del bene, a prescindere dal suo effettivo utilizzo produttivo. La cessazione dell'attività non costituisce, quindi, una causa di esenzione o sospensione del tributo.
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IMU cessazione attività: si paga anche se inutilizzati
Una società in liquidazione ha contestato gli avvisi di accertamento IMU per i suoi immobili industriali non più in uso a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19471/2024, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che, ai fini dell'IMU cessazione attività, l'imposta è dovuta sulla base del possesso e dell'iscrizione catastale dell'immobile, a prescindere dal suo effettivo utilizzo. La Corte ha distinto tali beni dagli "immobili collabenti", che sono esenti perché privi di rendita, e ha confermato che la liquidazione volontaria non dà diritto a una sospensione automatica del tributo.
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IMU immobili strumentali: si paga anche se inutilizzati
Una società in liquidazione ha contestato il pagamento dell'IMU per i suoi immobili industriali, resi inutilizzati dalla cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di versare l'IMU per gli immobili strumentali sorge dal semplice possesso e dall'iscrizione al catasto con attribuzione di una rendita. La cessazione volontaria dell'attività produttiva non è una causa di sospensione o esenzione dal tributo, a differenza di specifiche procedure concorsuali previste dalla legge.
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IMU immobili strumentali: si paga anche se inutilizzati
Una società in liquidazione ha impugnato gli avvisi di accertamento IMU per immobili non più utilizzati a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per l'IMU immobili strumentali i presupposti impositivi sono il possesso e l'iscrizione catastale del bene, risultando irrilevante l'effettivo utilizzo. La Corte ha confermato che l'obbligazione tributaria persiste anche in caso di cessata attività.
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IMU su immobili strumentali: obbligo anche senza attività
Una società industriale in liquidazione ha contestato un avviso di accertamento IMU per l'anno 2018, relativo a immobili non più utilizzati a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. Secondo la Corte, il presupposto per l'applicazione dell'IMU su immobili strumentali è il possesso dell'immobile e la sua iscrizione in catasto con attribuzione di una rendita, a prescindere dal suo effettivo utilizzo produttivo. L'imposta ha natura patrimoniale e non reddituale; pertanto, la cessazione dell'attività non estingue né sospende l'obbligazione tributaria.
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Riduzione IMU immobili storici: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha annullato la decisione di una commissione tributaria regionale che aveva concesso una riduzione IMU per immobili storici sulla base di una tutela culturale indiretta. La Corte ha chiarito che il beneficio fiscale spetta solo in presenza di una dichiarazione formale di interesse culturale (tutela diretta) e non per immobili soggetti a vincoli paesaggistici o di contesto. Il caso riguardava anche la distinzione tra immobili collabenti (esenti) e inabitabili (con imposta ridotta), su cui il giudice di merito aveva commesso un errore di fatto. La Corte ha quindi affermato il principio secondo cui la riduzione IMU per immobili storici non può essere estesa per analogia.
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Immobili collabenti: tassazione ICI esclusa dalla Cass.
Una società si opponeva ad avvisi di accertamento ICI per il 2008-2009 emessi da un Comune, contestando la tassazione di immobili collabenti (cat. F/2) e di immobili ritenuti rurali. La Cassazione ha accolto il ricorso della società sugli immobili collabenti, stabilendo che non sono tassabili né come fabbricati (perché privi di rendita) né come aree edificabili. Ha però accolto il ricorso del Comune sugli immobili rurali, affermando la decisività della classificazione catastale per l'esenzione. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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