LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.lgs. n. 270 del 1999

0 provvedimenti

Amministrazione straordinaria: sanzioni congelate o dovute?
Una società in amministrazione straordinaria ometteva la compilazione del quadro IVA per l'anno 2005, presentando poi una dichiarazione integrativa per riportare un credito d'imposta nel 2006. L'Agenzia delle Entrate emetteva una cartella di pagamento negando il credito e applicando sanzioni e interessi. La Commissione Tributaria Regionale riteneva legittime le sanzioni, nonostante l'apertura della procedura concorsuale. La società ricorreva in Cassazione, sostenendo che l'amministrazione straordinaria bloccasse sanzioni e interessi per debiti sorti quando l'impresa era ancora in bonis. La Suprema Corte, rilevando la complessità della questione e il potenziale contrasto con il principio della parità di trattamento dei creditori, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione di rilievo nomofilattico.
Continua »
Azione revocatoria: calcolo del periodo sospetto
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria promossa da una procedura di amministrazione straordinaria contro una società fornitrice. Il punto centrale della decisione riguarda il calcolo del periodo sospetto: la Suprema Corte ha stabilito che tale periodo deve decorrere dalla data del decreto di ammissione alla procedura e non dal deposito della domanda. Sono stati inoltre confermati i criteri per la prova della conoscenza dell'insolvenza, basati su indizi gravi e concordanti, e l'irrilevanza delle prassi generali di settore rispetto ai termini d'uso consolidati tra le parti.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: quando non interviene?
La Corte di Cassazione nega l'accesso al Fondo di Garanzia INPS a un gruppo di lavoratori il cui rapporto di lavoro era proseguito con una nuova società a seguito di una cessione d'azienda. Nonostante l'insolvenza del datore di lavoro originario, il presupposto per l'intervento del Fondo, ovvero la cessazione del rapporto di lavoro, non si era verificato. Di conseguenza, la responsabilità per il TFR e le retribuzioni maturate si trasferisce sul nuovo datore di lavoro, rendendo inefficaci nei confronti dell'INPS eventuali accordi di deroga alla responsabilità solidale.
Continua »
Vincolo del giudice del rinvio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione chiarisce la portata del vincolo del giudice del rinvio, stabilendo che esso si estende non solo al principio di diritto, ma anche agli accertamenti di fatto che ne costituiscono il presupposto. Nel caso di specie, la revoca di un concordato preventivo per informazioni ingannevoli su un'operazione di leveraged buy-out è stata confermata, poiché la Corte d'Appello si è correttamente attenuta alle valutazioni fattuali già espresse dalla Cassazione in una precedente pronuncia.
Continua »
IMU cessazione attività: si paga anche se inutilizzati
Una società in liquidazione ha contestato gli avvisi di accertamento IMU per i suoi immobili industriali non più in uso a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19471/2024, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che, ai fini dell'IMU cessazione attività, l'imposta è dovuta sulla base del possesso e dell'iscrizione catastale dell'immobile, a prescindere dal suo effettivo utilizzo. La Corte ha distinto tali beni dagli "immobili collabenti", che sono esenti perché privi di rendita, e ha confermato che la liquidazione volontaria non dà diritto a una sospensione automatica del tributo.
Continua »
IMU immobili strumentali: si paga anche se inutilizzati
Una società in liquidazione ha contestato il pagamento dell'IMU per i suoi immobili industriali, resi inutilizzati dalla cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di versare l'IMU per gli immobili strumentali sorge dal semplice possesso e dall'iscrizione al catasto con attribuzione di una rendita. La cessazione volontaria dell'attività produttiva non è una causa di sospensione o esenzione dal tributo, a differenza di specifiche procedure concorsuali previste dalla legge.
Continua »
IMU immobili strumentali: si paga anche se inutilizzati
Una società in liquidazione ha impugnato gli avvisi di accertamento IMU per immobili non più utilizzati a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per l'IMU immobili strumentali i presupposti impositivi sono il possesso e l'iscrizione catastale del bene, risultando irrilevante l'effettivo utilizzo. La Corte ha confermato che l'obbligazione tributaria persiste anche in caso di cessata attività.
Continua »
IMU su immobili strumentali: obbligo anche senza attività
Una società industriale in liquidazione ha contestato un avviso di accertamento IMU per l'anno 2018, relativo a immobili non più utilizzati a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. Secondo la Corte, il presupposto per l'applicazione dell'IMU su immobili strumentali è il possesso dell'immobile e la sua iscrizione in catasto con attribuzione di una rendita, a prescindere dal suo effettivo utilizzo produttivo. L'imposta ha natura patrimoniale e non reddituale; pertanto, la cessazione dell'attività non estingue né sospende l'obbligazione tributaria.
Continua »
Contratto a tempo determinato: tutele e cessione
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di contratto a tempo determinato, la cui durata complessiva ha superato i limiti legali e contrattuali. L'ordinanza conferma che la conversione in rapporto a tempo indeterminato ha effetto retroattivo e si trasferisce alla società acquirente in caso di cessione d'azienda. Tuttavia, se l'azienda cessionaria si trova in amministrazione straordinaria, la domanda di pagamento dell'indennità risarcitoria non può essere decisa dal giudice del lavoro, ma deve essere insinuata nella procedura concorsuale.
Continua »
Bancarotta fraudolenta: onere della prova e distrazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un amministratore per bancarotta fraudolenta patrimoniale e preferenziale. La sentenza chiarisce che, in presenza di operazioni sospette e prive di giustificazione economica, spetta all'amministratore l'onere della prova sulla corretta destinazione dei beni sociali. Il caso riguarda una società fallita dopo un'operazione di acquisizione di asset da un grande gruppo in amministrazione straordinaria. La Corte ha ritenuto distrattivi i pagamenti verso una società collegata e amministrata dallo stesso imputato, in quanto privi di documentazione giustificativa e di reale vantaggio per l'impresa fallita, consolidando i principi sugli 'indici di fraudolenza' e sulla responsabilità gestoria.
Continua »
Amministrazione straordinaria IMU: si paga subito?
Una società in amministrazione straordinaria ha ottenuto dai giudici di merito il differimento del pagamento dell'IMU, con esclusione di sanzioni e interessi, equiparando la sua situazione a quella del fallimento. Il Comune creditore ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che tale agevolazione non sia estensibile. La Suprema Corte, data la rilevanza nomofilattica della questione sull'amministrazione straordinaria IMU e la necessità di approfondire il coordinamento tra norme tributarie e concorsuali, ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
Continua »
Commissario straordinario pubblico ufficiale: la Cassazione
Un sindacalista è stato condannato per violenza nei confronti di un commissario straordinario per costringerlo a revocare la risoluzione di un contratto. La Cassazione ha confermato la condanna, specificando che, sebbene la risoluzione del contratto sia un atto di natura privatistica, la fase decisionale che la precede rientra nella funzione pubblica. Pertanto, ai fini del reato di cui all'art. 336 c.p., il commissario straordinario è considerato pubblico ufficiale quando la condotta illecita mira a influenzare le sue scelte gestionali dettate da finalità pubblicistiche.
Continua »
Fondo di garanzia INPS: no intervento se il lavoro prosegue
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Fondo di garanzia INPS non è tenuto a intervenire per il pagamento di TFR e retribuzioni maturate presso un datore di lavoro insolvente, se il rapporto di lavoro del dipendente prosegue senza interruzioni con l'azienda cessionaria. La continuità del rapporto lavorativo esclude il presupposto fondamentale per l'accesso al Fondo, ovvero la cessazione del lavoro a causa dell'insolvenza del datore. Gli accordi sindacali che escludono la responsabilità solidale del nuovo datore non sono opponibili all'INPS.
Continua »
Agevolazioni IMU e amministrazione straordinaria
Una società in amministrazione straordinaria ha richiesto l'applicazione delle agevolazioni IMU, previste per fallimenti, che consentono di differire il pagamento dell'imposta. La Corte di Cassazione ha negato tale possibilità, stabilendo che le norme fiscali di favore, come le agevolazioni IMU, sono di stretta interpretazione e non possono essere estese per analogia a procedure diverse da quelle espressamente contemplate dalla legge, anche se con finalità liquidatorie.
Continua »
Ammissione passivo fideiussore: no senza pagamento
Una banca, in qualità di fideiussore, ha richiesto l'ammissione al passivo di una società in amministrazione straordinaria per un credito derivante da una garanzia, prima di aver effettivamente pagato il creditore garantito. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, ribadendo un principio consolidato: l'ammissione passivo fideiussore è possibile solo dopo il pagamento del debito. La richiesta di ammissione condizionata è stata ritenuta illegittima, poiché il diritto di regresso del fideiussore sorge solo con l'effettivo esborso. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il ricorso della banca volto a ottenere un privilegio pignoratizio, in quanto basato su una contestazione di accertamenti di fatto non sindacabili in sede di legittimità.
Continua »
Credito prededucibile: non si trasferisce al fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito prededucibile sorto durante un'amministrazione giudiziaria antimafia non conserva automaticamente tale status privilegiato nel successivo fallimento dell'impresa. La Corte ha negato la cosiddetta "consecuzione" tra le due procedure, evidenziando le loro diverse finalità: la prima è una misura di prevenzione, la seconda una procedura concorsuale basata sull'insolvenza. Pertanto, la prededuzione, essendo una priorità processuale, cessa con la procedura in cui è nata.
Continua »
Crediti prededucibili: no tra procedure diverse
La Cassazione chiarisce che i crediti prededucibili sorti durante un'amministrazione giudiziaria antimafia non sono automaticamente tali in una successiva amministrazione straordinaria, data la diversità di finalità e presupposti tra le due procedure. La richiesta di una società fornitrice è stata respinta.
Continua »
Credito in prededuzione: no tra procedure diverse
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito sorto durante un'amministrazione giudiziaria (misura antimafia) non mantiene il suo status di credito in prededuzione se l'impresa debitrice entra successivamente in amministrazione straordinaria (procedura per insolvenza). La Corte ha negato l'esistenza di una "consecuzione" tra le due procedure, data la loro diversa natura e finalità, affermando che la prededuzione è una priorità processuale legata alla singola procedura in cui sorge.
Continua »