I proprietari di un appartamento hanno fatto causa a un'associazione culturale situata nel locale sottostante per via di forti rumori notturni causati dalla musica. La Corte d'appello ha vietato l'attività musicale fino all'insonorizzazione e ha condannato l'associazione e la sua rappresentante legale, in proprio, al risarcimento dei danni. La Cassazione ha confermato l'intollerabilità delle immissioni rumorose e la risarcibilità del danno al riposo e alla vita familiare, anche in assenza di una malattia medica provata. Tuttavia, accogliendo il ricorso della rappresentante, la Suprema Corte ha stabilito che la responsabilità personale dell'amministratore di un'associazione non riconosciuta è sussidiaria. Di conseguenza, ha annullato la condanna personale della rappresentante, confermando solo quella dell'associazione.
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