Un arrotino ambulante si oppone al sequestro di attrezzi (cacciaviti, pinze, grimaldelli) trovati nel suo veicolo, sostenendo siano strumenti di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro probatorio. Secondo i giudici, anche oggetti di uso comune possono essere sequestrati se esiste la necessità di compiere accertamenti per verificare eventuali alterazioni o il loro legame con un reato. La motivazione del provvedimento, anche se sintetica, è valida se indica chiaramente la finalità investigativa. L'appello dell'uomo è stato quindi respinto con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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