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Grimaldelli

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34 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Furto consumato: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imputato accusato di furto consumato e possesso ingiustificato di chiavi alterate. Il ricorrente sosteneva che il reato dovesse essere qualificato come tentato e contestava la riconducibilità degli attrezzi da scasso rinvenuti nelle sue vicinanze. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che le motivazioni della sentenza di appello erano logiche e che non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove in sede di legittimità.
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Particolare tenuità del fatto e precedenti penali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per possesso ingiustificato di chiavi alterate e porto di oggetti atti a offendere a carico di un soggetto trovato con un cacciavite e infissi asportati. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto, ma i giudici hanno ritenuto che le modalità della condotta e i precedenti penali specifici dell'imputato escludessero tale beneficio. La sentenza ribadisce che la valutazione sulla gravità dell'offesa richiede un'analisi congiunta della condotta e della colpevolezza, rendendo il ricorso inammissibile.
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Possesso ingiustificato di grimaldelli: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli a carico di un soggetto fermato alla guida di un'auto contenente arnesi da scasso. Nonostante le contestazioni sulla legittimità della perquisizione e sulla proprietà del veicolo, i giudici hanno ribadito che la disponibilità immediata degli strumenti nel vano portiera configura il reato. La Corte ha inoltre escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa dell'abitualità della condotta del ricorrente.
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Possesso ingiustificato di grimaldelli: la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale di un soggetto per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli e arnesi atti allo scasso. Il ricorrente era stato trovato in possesso di una pluralità di strumenti senza fornire alcuna giustificazione plausibile. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando il diniego della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche. La decisione si fonda sulla pericolosità della condotta e sulla personalità negativa del reo, condannandolo anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Porto d’armi e oggetti atti ad offendere: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto d'armi e oggetti atti ad offendere e possesso ingiustificato di strumenti da scasso a carico di un soggetto sorpreso in circostanze sospette. Il ricorrente era stato trovato in possesso di quattro coltelli e numerosi arnesi atti all'apertura di serrature in prossimità di esercizi commerciali chiusi. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, sottolineando che la gravità del contesto e i precedenti penali del soggetto precludono il riconoscimento delle attenuanti generiche e della lieve entità del fatto.
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Pena sostitutiva: limiti al diniego del giudice
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un soggetto condannato per possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità penale e il diniego delle attenuanti generiche, ma ha annullato la sentenza in merito al rifiuto della **pena sostitutiva**. Il giudice di merito non può negare la sostituzione della pena detentiva breve con quella pecuniaria basandosi esclusivamente sui precedenti penali del condannato, poiché la normativa vigente richiede una valutazione legata specificamente al fatto oggetto di giudizio.
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Prescrizione del reato e sospensione termini
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per possesso ingiustificato di strumenti da scasso. Il punto centrale riguarda la prescrizione del reato, dichiarata non maturata a causa dei periodi di sospensione processuale non conteggiati dalla difesa, portando all'inammissibilità del ricorso e alla sanzione pecuniaria.
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Possesso ingiustificato grimaldelli: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato e possesso ingiustificato di grimaldelli. La Corte ha confermato che il possesso di una vasta gamma di attrezzi da scasso costituisce un reato autonomo e non viene assorbito nel reato di furto, in quanto la loro quantità suggerisce una finalità criminale più ampia. Anche il motivo relativo al mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche è stato ritenuto inammissibile.
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Prescrizione reato: annullata condanna per grimaldelli
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per possesso ingiustificato di grimaldelli a causa dell'intervenuta prescrizione del reato. Nonostante i motivi di ricorso dell'imputato fossero stati ritenuti infondati, la Corte ha specificato che non erano 'manifestamente' infondati. Questa distinzione ha permesso ai giudici di rilevare d'ufficio la causa di estinzione del reato, portando all'annullamento definitivo della sentenza senza la necessità di un nuovo processo.
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Ricorso inammissibile e prescrizione: la decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per possesso ingiustificato di grimaldelli. La Corte ha stabilito che un ricorso inammissibile, a causa della manifesta infondatezza dei motivi, impedisce la formazione di un valido rapporto di impugnazione e, di conseguenza, preclude la possibilità di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, anche se questa è maturata durante il giudizio di legittimità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento e possesso di grimaldelli: la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per possesso ingiustificato di grimaldelli. La Corte ha stabilito che una precedente condanna con sentenza di patteggiamento per reati contro il patrimonio è sufficiente a integrare il presupposto soggettivo del reato, poiché il patteggiamento implica un accertamento della responsabilità. Respinte anche le doglianze sulla mancata concessione delle attenuanti generiche.
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Possesso di grimaldelli: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso. La Corte ha ribadito che la nozione di 'strumenti' è molto ampia e include qualsiasi arnese potenzialmente idoneo ad aprire serrature. Ha inoltre confermato che la motivazione sulla pena può essere sintetica se questa è inferiore alla media edittale, e che la discrezionalità del giudice del merito è stata correttamente esercitata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Tentato furto e desistenza: quando non è volontaria
La Corte di Cassazione conferma la condanna per tentato furto, chiarendo che non si configura desistenza volontaria se l'abbandono dell'azione criminale è causato dall'arrivo di terzi che rende rischioso il proseguimento. Il caso riguarda due individui sorpresi a forzare la serratura di un'autovettura.
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Ricorso Cassazione inammissibile: motivi specifici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza una critica specifica alla motivazione della sentenza impugnata. Anche la richiesta di attenuanti generiche viene rigettata per manifesta infondatezza, confermando che il ricorso cassazione inammissibile è la conseguenza di una impugnazione non mirata.
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