La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa edile e del suo garante, confermando la condanna al risarcimento dei danni per oltre centomila euro in favore di alcuni proprietari. L'edificio presentava gravi difetti dell'immobile, tra cui infiltrazioni di umidità, problemi agli infissi e carenze nell'isolamento acustico. I giudici hanno stabilito che le clausole di un precedente verbale di conciliazione non eliminano la garanzia legale prevista dall'articolo 1669 del codice civile. Tale norma tutela esigenze di ordine pubblico e copre i vizi gravi ed emergenti non prevedibili. La Corte ha inoltre sanzionato l'impresa e il garante per lite temeraria, condannandoli al pagamento di somme aggiuntive a favore della controparte e della cassa delle ammende.
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