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Gravi Difetti Dell'Immobile

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Gravi difetti dell’immobile: la casa è salva, il venditore paga
L'Acquirente compra un immobile e scopre gravi infiltrazioni nello scantinato a distanza di pochi mesi dal rogito. Il compratore avvia un accertamento tecnico e cita in giudizio la Venditrice e l'impresa costruttrice per ottenere il risarcimento. La Venditrice eccepisce la prescrizione decennale della garanzia, sostenendo che i lavori erano terminati oltre dieci anni prima rispetto all'azione legale. I giudici di merito accertano che la data formale di ultimazione e i dati catastali provano il rispetto dei termini di legge. La Corte di Cassazione respinge il ricorso della Venditrice per inammissibilità e difetto di specificità dei motivi. L'azione per gravi difetti dell'immobile rimane tempestiva e la condanna al risarcimento di oltre ottantamila euro a carico della parte venditrice e del costruttore diventa definitiva.
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Gravi difetti dell’immobile: tecnici e assicurazioni condannati
Un condominio e diversi proprietari agiscono in giudizio contro l'impresa costruttrice, il venditore, il direttore dei lavori e il progettista strutturale a causa di allagamenti negli scantinati e di un pessimo isolamento acustico. I tecnici eccepiscono la propria estraneità e invocano le polizze assicurative. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità concorrente e solidale di tutte le figure professionali. I vizi riscontrati costituiscono gravi difetti dell'immobile per errata valutazione geologica e acustica. La Suprema Corte stabilisce che il progettista strutturale non può ignorare le criticità del terreno note dalla perizia. Respinte anche le eccezioni delle assicurazioni: la copertura indennitaria opera sull'intero debito solidale verso i danneggiati, mentre la conoscenza pregressa del rischio esclude la garanzia per il tecnico.
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Gravi difetti dell’immobile: la riparazione esclude i danni
Due acquirenti citano in giudizio il venditore e la ditta installatrice lamentando persistenti malfunzionamenti all'impianto di condizionamento. Gli acquirenti chiedono la riduzione del prezzo e il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali per il mancato pieno godimento della casa. La società installatrice aveva comunque sostituito a proprie spese le tubazioni e riparato l'impianto. I giudici di merito e la Corte di Cassazione respingono le richieste risarcitorie. La Cassazione chiarisce che la tutela per gravi difetti dell'immobile presuppone una reale perdita economica o la privazione dell'uso abitativo. I meri disagi personali e i fastidi transitori legati ai lavori di ripristino non costituiscono un danno non patrimoniale risarcibile.
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Gravi difetti dell’immobile: la tutela decennale del compratore
Un compratore ha citato in giudizio la società venditrice per ottenere il risarcimento dei danni dovuti a gravi infiltrazioni d'acqua nel garage acquistato. I giudici di merito hanno respinto la richiesta qualificandola come semplice garanzia contrattuale per vizi della vendita, considerandola prescritta ed escludendo la tutela per gravi difetti dell'immobile. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione e ha accolto il ricorso del compratore. Gli Ermellini hanno stabilito che l'acquirente può precisare la domanda iniziale per invocare la responsabilità decennale del costruttore-venditore. Tale garanzia tutela la solidità del bene per dieci anni dal completamento dei lavori. La Suprema Corte ha rinviato la causa a un'altra sezione della Corte d'Appello per riesaminare il merito.
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Gravi difetti dell’immobile: la garanzia supera la conciliazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa edile e del suo garante, confermando la condanna al risarcimento dei danni per oltre centomila euro in favore di alcuni proprietari. L'edificio presentava gravi difetti dell'immobile, tra cui infiltrazioni di umidità, problemi agli infissi e carenze nell'isolamento acustico. I giudici hanno stabilito che le clausole di un precedente verbale di conciliazione non eliminano la garanzia legale prevista dall'articolo 1669 del codice civile. Tale norma tutela esigenze di ordine pubblico e copre i vizi gravi ed emergenti non prevedibili. La Corte ha inoltre sanzionato l'impresa e il garante per lite temeraria, condannandoli al pagamento di somme aggiuntive a favore della controparte e della cassa delle ammende.
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Gravi difetti dell’immobile: riparazioni e prescrizione
Alcuni acquirenti di appartamenti hanno riscontrato gravi difetti dell'immobile, tra cui il cedimento di un muro di contenimento e vistose spaccature murali. I venditori-costruttori hanno eccepito la prescrizione annuale dell'azione di garanzia. La Corte di Cassazione ha chiarito che il termine di prescrizione non decorre se i difetti continuano ad aggravarsi e la consapevolezza completa delle loro cause matura solo successivamente. Inoltre, l'esecuzione di lavori di riparazione da parte della ditta costituisce un riconoscimento implicito dei vizi, che azzera il tempo trascorso e fa partire un nuovo termine annuale di prescrizione dalla fine delle riparazioni. I proprietari vincono il ricorso e la causa viene rinviata per una nuova decisione.
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Gravi difetti immobile: Cassazione annulla per errore d’appello
Alcuni proprietari di villette a schiera citano in giudizio l'impresa costruttrice per crepe e distacchi di intonaco, qualificandoli come gravi difetti dell'immobile. L'impresa si difende sostenendo che il diritto alla garanzia fosse scaduto (prescrizione) e che i vizi non fossero gravi. La Corte d'Appello dà torto ai proprietari per un motivo procedurale, ritenendo che avessero contestato solo la prescrizione e non la gravità dei difetti. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, accertando che i proprietari avevano invece contestato entrambi i punti. La Corte d'Appello ha quindi commesso un errore non pronunciandosi su un motivo essenziale del ricorso. La sentenza è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
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