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Giurisdizione

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1382 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Strumento urbanistico e ICI: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza una causa cruciale sull'imponibilità ICI di un terreno. Il caso riguarda la legittimità di avvisi di accertamento emessi da un Comune, annullati in secondo grado a seguito dell'annullamento dello strumento urbanistico di riferimento. Il Comune ricorrente contesta il difetto di giurisdizione del giudice tributario e l'omessa valutazione di una successiva delibera di sanatoria. Data la rilevanza e i contrasti giurisprudenziali sull'efficacia retroattiva della sanatoria ai fini fiscali, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento in pubblica udienza.
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Giurisdizione giudice ordinario per progressioni
Una ricercatrice di un ente pubblico ha impugnato l'esito di un concorso interno per una progressione di carriera. I giudici di merito hanno negato la propria competenza, ritenendola del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha invece affermato la giurisdizione del giudice ordinario, poiché la contrattazione collettiva applicabile configurava la progressione come un avanzamento all'interno della medesima area professionale omogenea e non come un passaggio a un'area diversa, che avrebbe implicato una novazione del rapporto di lavoro.
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Giurisdizione spesa sanitaria: a chi spetta decidere?
Due società sanitarie hanno citato in giudizio una Regione per ottenere il pagamento di prestazioni erogate extra-budget, sostenendo che i risparmi derivanti dalla chiusura di altre strutture dovessero essere usati per tali pagamenti. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la questione rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo. La decisione si fonda sul principio che la domanda non riguarda un diritto soggettivo al pagamento, ma contesta le scelte discrezionali della Pubblica Amministrazione nella gestione della spesa sanitaria, configurando un caso di cattivo uso del potere. Di conseguenza, la competenza sulla giurisdizione spesa sanitaria in questi casi è del giudice amministrativo.
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Danno da legittimo affidamento: Giudice Ordinario
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la domanda di risarcimento per danno da legittimo affidamento, proposta dall'acquirente di un immobile basata su un titolo edilizio poi rivelatosi illegittimo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Il caso riguardava acquirenti di appartamenti che, a seguito di un'azione dei vicini per violazione delle distanze legali, avevano chiesto di essere risarciti dal Comune che aveva rilasciato il permesso. La Suprema Corte ha chiarito che tale azione non contesta l'esercizio del potere amministrativo, ma lamenta la lesione di un diritto soggettivo (l'integrità patrimoniale), sorto a causa dell'affidamento incolpevole sulla regolarità dell'atto.
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Clausole penali regolamento scavi: giurisdizione
Una società di servizi contesta le clausole penali imposte da un Comune per ritardi nei lavori di scavo, sostenendo la giurisdizione amministrativa. La Cassazione, invece, stabilisce che si tratta di penali di natura civilistica, derivanti da un'accettazione negoziale accessoria all'autorizzazione. La controversia rientra quindi nella giurisdizione del giudice ordinario.
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Giurisdizione scelta sede: decide il giudice ordinario
Un dipendente pubblico, vincitore di concorso, si è visto negare la possibilità di scegliere la sede di lavoro vicino casa in base alla Legge 104/1992. La Corte di Cassazione ha stabilito che la questione sulla giurisdizione per la scelta della sede spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La decisione chiarisce che, una volta conclusa la fase concorsuale con la graduatoria finale, ogni controversia relativa all'assegnazione della sede rientra nella gestione del rapporto di lavoro di natura privatistica.
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Giurisdizione ripetizione indebito: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione stabilisce che la giurisdizione sulla ripetizione di indebito pensionistico spetta al giudice ordinario e non alla Corte dei Conti, qualora l'azione si fondi su una precedente sentenza passata in giudicato. In questo caso, il credito dell'ente previdenziale acquista autonomia, trasformando l'azione in una mera richiesta di restituzione di somme non dovute, perdendo la sua originaria natura pensionistica.
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Giurisdizione pubblico impiego e decadenza: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29946/2023, ha stabilito che la competenza a decidere sulla legittimità della 'decadenza' di un dipendente pubblico, disposta a causa di presunte false dichiarazioni fornite al momento dell'assunzione, spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La Corte ha chiarito che tale atto non riguarda la fase concorsuale, ma la gestione del rapporto di lavoro già instaurato, configurandosi come una reazione dell'amministrazione che agisce in veste di datore di lavoro privato. La decisione consolida il principio della giurisdizione del giudice ordinario nelle controversie del pubblico impiego privatizzato.
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Giurisdizione controversie lavoro: il caso NATO
Un cittadino bosniaco, assunto localmente dal contingente militare italiano in Bosnia, ha promosso una causa per differenze retributive. La Corte di Cassazione ha confermato il difetto di giurisdizione dei tribunali italiani, stabilendo che per le controversie di lavoro di civili impiegati da forze NATO, la competenza spetta ai giudici dello Stato ospitante (Bosnia), in applicazione della Convenzione di Londra. Si tratta di un'importante pronuncia sulla giurisdizione nelle controversie di lavoro connesse a missioni internazionali.
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Giurisdizione italiana per compensi legali a stranieri
Una professionista legale ha agito per il recupero dei propri compensi contro ex clienti residenti in un paese extra-UE. Il tribunale di primo grado aveva negato la propria competenza. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato tale decisione, stabilendo la sussistenza della giurisdizione italiana basandosi sul criterio del luogo in cui i servizi professionali sono stati effettivamente resi, come previsto dai regolamenti europei.
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Giurisdizione manleva: chi giudica gestore e regione?
Una società di gestione del servizio idrico, condannata a risarcire dei cittadini, chiedeva di essere manlevata dall'Ente Regionale. La Cassazione, affrontando la questione della giurisdizione manleva, ha stabilito che la competenza a decidere su tale richiesta spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo, cassando con rinvio la sentenza di merito.
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Giurisdizione domanda di manleva: decide il giudice?
Una società di gestione idrica, condannata a risarcire alcuni utenti, ha chiamato in causa un ente regionale. La Cassazione stabilisce che la giurisdizione sulla domanda di manleva spetta al giudice ordinario, in quanto connessa alla richiesta principale dei consumatori, riformando la decisione del Tribunale.
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Associazione per delinquere: giurisdizione e limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due cittadini stranieri condannati per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. La difesa sosteneva che il reato fosse stato istigato da agenti sotto copertura e che mancasse la giurisdizione italiana. La Corte ha ribadito che l'associazione per delinquere sussiste anche con una struttura minima, se vi è un programma criminoso stabile, e che la giurisdizione italiana è radicata quando l'attività del gruppo, sebbene composto da stranieri, ha effetti concreti sul territorio nazionale, come il rifornimento del mercato italiano.
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Giurisdizione amministrativa per danni da pandemia
Un gruppo di cittadini ha citato in giudizio lo Stato e alcuni suoi rappresentanti per i danni subiti a causa della gestione della pandemia. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18540/2023, ha stabilito che la competenza a decidere su tali controversie spetta alla giurisdizione amministrativa. La Corte ha chiarito che le azioni contestate non sono meri comportamenti materiali, ma espressione del potere discrezionale della Pubblica Amministrazione nella gestione di un servizio pubblico, come quello sanitario.
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Revoca finanziamento pubblico: la giurisdizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17757/2023, chiarisce la questione della giurisdizione in caso di revoca di un finanziamento pubblico. Il caso riguarda un'imprenditrice agricola a cui era stato revocato un contributo per la realizzazione di un progetto ambientale, a causa di difformità riscontrate in fase esecutiva. La Corte ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice ordinario, e non a quello amministrativo, quando la revoca del finanziamento pubblico deriva da un presunto inadempimento del beneficiario agli obblighi assunti dopo la concessione. Si tratta di una controversia su diritti e obblighi, non di un riesame del potere discrezionale dell'amministrazione.
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Giurisdizione reati all’estero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla giurisdizione per reati all'estero, stabilendo che per procedere contro un cittadino italiano per un delitto commesso interamente fuori dall'Italia (nel caso di specie, maltrattamenti in famiglia in Giordania), è sufficiente la sua presenza, anche solo temporanea, nel territorio nazionale dopo la commissione del fatto ma prima dell'esercizio dell'azione penale. La successiva partenza dell'imputato non incide sulla giurisdizione ormai radicata. La Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato, confermando la condanna.
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Giurisdizione minori: residenza abituale prevale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 663/2023, ha stabilito che in materia di responsabilità genitoriale per minori con doppia cittadinanza, la giurisdizione spetta al giudice dello Stato di residenza abituale dei bambini. Questo criterio, basato sul principio di vicinanza e sull'interesse superiore del minore, è inderogabile e non può essere modificato neanche con il consenso dei genitori. La Corte ha quindi annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente affermato la giurisdizione italiana in un caso di separazione riguardante minori residenti negli Stati Uniti, chiarendo che le norme della Convenzione dell'Aja del 1961 prevalgono.
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Giudicato interno giurisdizione: quando vincola il giudice
Una società impugnava una sanzione per lavoro irregolare. Dopo un lungo iter processuale, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: se la giurisdizione del giudice tributario non viene contestata nel primo ricorso per cassazione, si forma un 'giudicato interno sulla giurisdizione'. Di conseguenza, il giudice del rinvio non può più dichiarare il proprio difetto di giurisdizione e deve decidere la causa nel merito.
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Giurisdizione Ordinaria: Danni da opere pubbliche
Un comune realizza dei lavori che causano danni strutturali e immissioni rumorose a un'abitazione privata. I proprietari agiscono in giudizio per ottenere il risarcimento e un'ordinanza che fermi i disturbi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso del comune, confermando la giurisdizione ordinaria. La Corte ha stabilito che quando la causa non contesta le scelte della Pubblica Amministrazione, ma lamenta i danni derivanti dalla cattiva esecuzione materiale dell'opera, la competenza spetta al giudice civile, in quanto si verte in tema di lesione di diritti soggettivi.
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Giudicato implicito sulla giurisdizione: il caso
Dei vice procuratori onorari chiedono il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. Il Tribunale rigetta nel merito. In appello, la Corte dichiara il difetto di giurisdizione. La Cassazione cassa la sentenza, affermando che si è formato il giudicato implicito sulla giurisdizione perché la questione non era stata appellata, impedendo al giudice di secondo grado di rilevarla d'ufficio.
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