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Giurisdizionale

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il termine giurisdizione (dal latino iurisdictio, a sua volta derivato da ius dicere), in diritto, viene utilizzato con diversi significati tra loro connessi. Può, infatti, designare: in senso oggettivo, la funzione pubblica (funzione giurisdizionale) consistente nell'applicazione del diritto oggettivo, interpretandone le norme e rendendole operanti nel caso concreto, per risolvere le controversie in posizione di terzietà, ossia di indipendenza rispetto alle parti e di indifferenza riguardo all'esito della controversia; in senso soggettivo, l'insieme degli organi che esercitano tale funzione, i giudici; la sfera di competenza di un giudice o, con significato più generale ma meno appropriato, di un organo pubblico. Quale sinonimo di giurisdizione, nei primi due significati, si usa anche l'espressione amministrazione della giustizia, sebbene la giurisdizione, in senso oggettivo e soggettivo, si distingua dall'amministrazione propriamente detta. D'altra parte, questa espressione viene usata anche con un diverso significato, per indicare le funzioni amministrative connesse alla giurisdizione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ingiunzione a demolire: no al ricorso diretto in Cassazione
Il Cittadino ha proposto ricorso per cassazione contro il provvedimento di ingiunzione a demolire emesso dal Pubblico Ministero per reati edilizi, lamentando la mancata notifica di precedenti atti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'ingiunzione a demolire emessa dal Pubblico Ministero è un atto esecutivo non giurisdizionale. Pertanto, non è direttamente impugnabile con ricorso per cassazione. Il rimedio corretto per contestare tale provvedimento è l'incidente di esecuzione davanti al giudice competente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Compenso aggiuntivo: negato al presidente facente funzioni
Un Presidente di sezione di una Commissione tributaria ha richiesto un compenso aggiuntivo per aver svolto temporaneamente le funzioni di Presidente della Commissione stessa. La Corte d'Appello aveva parzialmente accolto la domanda, distinguendo tra compiti amministrativi e giurisdizionali. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Ministero dell'Economia e delle Finanze, negando qualsiasi compenso aggiuntivo. I giudici di legittimità hanno chiarito che la sostituzione del presidente rientra già nei doveri e nella qualifica del presidente di sezione, le cui funzioni sono omogenee. Pertanto, l'attività di supplenza non dà diritto a indennità extra, in quanto già coperta dal trattamento economico ordinario previsto per il ruolo di provenienza. La Cassazione ha così rigettato definitivamente la domanda del magistrato tributario.
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Ordinamento penitenziario: canali TV e diritti
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza che imponeva a un istituto penitenziario di garantire a un detenuto in regime differenziato la visione di canali televisivi aggiuntivi. Secondo l'ordinamento penitenziario, la pretesa di accedere a specifiche emittenti non configura un diritto soggettivo all'informazione, ma riguarda le modalità di esercizio del diritto stesso. Tali modalità sono rimesse alla discrezionalità dell'amministrazione penitenziaria, rendendo il reclamo del detenuto di natura generica e non suscettibile di tutela giurisdizionale.
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Truffa processuale: la Cassazione nega il reato
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per tentata truffa processuale, ribadendo che indurre un giudice in errore non configura il reato di truffa. Il caso riguardava un soggetto accusato di aver simulato un incidente stradale per ottenere un risarcimento tramite una causa civile. La Suprema Corte ha chiarito che la decisione del giudice non è un atto di disposizione patrimoniale della vittima, ma un atto di potere pubblico, rendendo il fatto penalmente irrilevante ai sensi dell'art. 640 c.p.
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Ineleggibilità Ordini: il limite dei due mandati è assoluto
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, stabilendo la sussistenza della causa di ineleggibilità ordini per due consiglieri che avevano già svolto due mandati, anche se parziali. Il ricorso è stato rigettato, chiarendo che la contestazione sull'ineleggibilità personale può essere sollevata anche dopo le elezioni e che il limite dei due mandati è una norma inderogabile volta a garantire l'avvicendamento delle cariche.
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Prescrizione quinquennale interessi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando che la prescrizione per interessi e sanzioni tributarie è quinquennale e non decennale. La Corte ha chiarito che il termine più lungo di dieci anni si applica solo quando il debito è accertato da una sentenza passata in giudicato. Nel caso di specie, mancando una pronuncia giurisdizionale irrevocabile, la prescrizione quinquennale interessi e sanzioni rimane la regola generale, in applicazione degli articoli 2948 c.c. e 20 d.lgs. 472/97.
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