Una lavoratrice, trasferita per legge da una società pubblica a un Ministero, ha chiesto che nel calcolo del suo assegno ad personam venissero incluse alcune indennità (premio di produzione, indennità di rischio e di funzione) e il valore della polizza sanitaria precedentemente goduti. Il Ministero si opponeva, ritenendo tali voci variabili. La Corte di Cassazione ha stabilito che le indennità di rischio, funzione e il premio di produzione, essendo stati pagati in modo fisso e continuativo, devono essere inclusi nell'assegno ad personam per evitare un peggioramento dello stipendio. Al contrario, il valore della polizza sanitaria va escluso, poiché la lavoratrice beneficia già della copertura previdenziale del Ministero. Il ricorso del Ministero è stato quindi accolto solo parzialmente.
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