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Giudice Del Rinvio — Anno 2022

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124 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Giudice Del Rinvio

Provvedimenti

Alibi falso e omicidio: la Cassazione conferma il carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per L'Indagato, accusato di concorso in omicidio aggravato. La difesa contestava l'attendibilità delle dichiarazioni del Collaboratore di giustizia e la ricostruzione della consegna dell'auto della vittima al Rottamatore. I giudici hanno chiarito la differenza tra alibi fallito (neutro) e alibi falso (indizio di colpevolezza). Nel caso specifico, L'Indagato ha precostituito un alibi falso, sostenendo di trovarsi all'ufficio postale durante il delitto, smentito dagli orari pomeridiani delle ricevute conservate per sette anni. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo l'alibi falso un valido riscontro estrinseco della chiamata in correità e confermando la sussistenza delle esigenze cautelari.
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Detrazione IVA indebita: il Fisco vince contro l’errore in fattura
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una società la detrazione dell'IVA applicata erroneamente su servizi di trasporto per merci destinate all'esportazione, qualificati come operazioni non imponibili. La Commissione Tributaria Regionale aveva inizialmente riconosciuto il diritto alla detrazione per il solo fatto che l'imposta fosse stata esposta in fattura e pagata. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che non è ammessa la detrazione IVA indebita per operazioni non imponibili. Il committente non può detrarre l'imposta erroneamente addebitata, ma deve richiederne la restituzione al fornitore, il quale a sua volta potrà chiedere il rimborso allo Stato. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Connivenza non punibile: stare in auto col partner non è spaccio
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una donna condannata per spaccio in concorso con il fidanzato, per il solo fatto di averlo accompagnato in auto durante le consegne. La difesa ha sostenuto l'ipotesi di connivenza non punibile, evidenziando l'assenza di un contributo attivo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della donna, annullando la condanna con rinvio. I giudici hanno chiarito che, per configurare il concorso di persone e non la semplice connivenza non punibile, occorre dimostrare un consapevole contributo materiale o morale che agevoli l'azione criminosa, come un effettivo e intenzionale rafforzamento della sicurezza del complice. Rigettati invece i ricorsi dei coimputati relativi alla quantificazione della pena.
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Notifica a mezzo posta privata: per la Cassazione è valida
Una contribuente ha impugnato l'iscrizione ipotecaria eseguita dall'agente della riscossione. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato inammissibile l'appello, ritenendo inesistente la notifica effettuata tramite un operatore postale privato non abilitato. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della contribuente, stabilendo che la notifica a mezzo posta privata senza licenza non è inesistente, ma semplicemente nulla. Tale nullità viene sanata se il destinatario si costituisce in giudizio. Inoltre, la tempestività dell'appello è salvaguardata se l'atto è effettivamente giunto a destinazione prima della scadenza dei termini di legge. La Suprema Corte ha quindi cassato la decisione e rinviato la causa per un nuovo esame nel merito.
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