LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Gestione Separata

Pagina 20 di 39

763 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Gestione separata INPS: obbligo anche con reddito sotto i 5000€
L'ente previdenziale ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi per l'anno 2009 relativi alla Gestione separata INPS. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto e non dovuto, poiché il reddito del professionista era inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Innanzitutto, ha chiarito che la prescrizione quinquennale non era decorsa, poiché il termine di pagamento originario era stato prorogato al 6 luglio 2010, rendendo tempestiva la richiesta dell'ente del 6 luglio 2015. Inoltre, ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS per un professionista iscritto all'albo dipende dall'abitualità dell'attività, non dal superamento della soglia di 5.000 euro, che rileva solo per il lavoro occasionale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: la proroga salva l’INPS
Un ingegnere ha proposto opposizione contro due avvisi di addebito dell'ente previdenziale per contributi dovuti alla Gestione Separata negli anni 2007 e 2008. La Corte d'Appello ha dichiarato prescritto il diritto dell'ente. L'ente ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la scadenza del pagamento era stata prorogata da un decreto ministeriale, spostando in avanti l'inizio del termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, tenendo conto anche dei differimenti temporali disposti per legge. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Eccezione di prescrizione: l’INPS perde per l’errore dei giudici
Un ingegnere ha contestato la richiesta dell'Ente Previdenziale di pagare oltre settemila euro per contributi previdenziali alla Gestione Separata relativi all'anno 2008. Il professionista ha sollevato l'eccezione di prescrizione, poiché la richiesta di pagamento era arrivata solo nel 2015, ben oltre il termine di cinque anni previsto dalla legge. La Corte d'Appello ha tuttavia condannato il lavoratore senza esaminare questa difesa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che il giudice di merito non può ignorare le eccezioni sollevate dalle parti. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione del caso.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata: l’avvocato perde contro l’INPS
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata per un avvocato che, pur iscritto all'albo, non versava i contributi soggettivi alla Cassa Forense ma solo il contributo integrativo di solidarietà. Avendo superato la soglia di reddito di 5.000 euro, il professionista è tenuto al pagamento dei contributi previdenziali all'INPS. La Corte ha inoltre chiarito che la prescrizione quinquennale dei contributi decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, tenendo conto anche dei rinvii ufficiali dei termini fiscali (come il differimento al 6 luglio 2010 per i redditi 2009). Di conseguenza, la richiesta dell'INPS notificata il 30 giugno 2015 è tempestiva. Il ricorso del professionista è stato rigettato.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata INPS: nullo l’addebito sotto i 5000€
L'INPS ha emesso un avviso di addebito contro un avvocato, iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense, pretendendo il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. Il professionista ha contestato l'atto evidenziando che il proprio reddito annuo era inferiore alla soglia di 5.000 euro e che l'attività non era svolta in modo abituale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando l'annullamento dell'addebito. I giudici hanno chiarito che l'Iscrizione Gestione Separata INPS richiede l'abitualità dell'attività professionale, la cui prova spetta interamente all'ente previdenziale e non può essere desunta automaticamente dal solo ammontare del reddito. Di conseguenza, l'INPS perde la causa e deve rimborsare le spese legali.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un professionista il pagamento dei contributi per la gestione separata. Il professionista riteneva che il debito fosse estinto per il decorso del tempo. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la prescrizione contributi previdenziali inizia a decorrere solo dalla scadenza dei termini di pagamento, tenendo conto anche delle proroghe governative dei termini di versamento delle imposte. Inoltre, l'invio di un avviso bonario da parte dell'ente previdenziale prima della scadenza del termine prorogato interrompe validamente il decorso del tempo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato prescritti i contributi, e ha rinviato la causa per un nuovo giudizio.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata: reddito minimo ma contributi dovuti
L'Istituto Previdenziale ha richiesto il pagamento dei contributi previdenziali a un avvocato, iscritto all'albo ma non alla cassa di categoria, per i redditi prodotti in due annualità. La Corte d'Appello aveva escluso l'obbligo ritenendo l'attività occasionale poiché il reddito era inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente pubblico, stabilendo che l'iscrizione Gestione Separata è obbligatoria in caso di esercizio abituale della professione. L'abitualità va valutata ex ante, considerando indici come l'apertura della partita IVA o l'iscrizione all'albo, e non ex post basandosi solo sul basso reddito. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Gestione Separata INPS: quando l’avvocato con reddito minimo vince
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS contro un avvocato iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense. L'ente previdenziale pretendeva il pagamento dei contributi alla Gestione Separata INPS per l'anno 2010. La professionista aveva prodotto un reddito inferiore a 5.000 euro. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo di iscrizione scatta solo in presenza di un'attività professionale abituale o, se occasionale, al superamento della soglia di 5.000 euro. Poiché l'INPS non ha fornito la prova dell'abitualità dell'attività della professionista, l'avvocato è stato dichiarato esente dall'obbligo contributivo.
Continua »
Prescrizione contributi INPS: quadro RR vuoto non è dolo
L'INPS ha richiesto a un professionista il pagamento dei contributi per la Gestione Separata. Il professionista ha eccepito la prescrizione del credito, essendo trascorso il termine di cinque anni. L'ente previdenziale ha sostenuto che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un doloso occultamento del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS. I giudici hanno chiarito che l'omessa compilazione del quadro RR non equivale automaticamente a un occultamento intenzionale, soprattutto perché l'ente dispone di autonomi poteri ispettivi per verificare i redditi. Di conseguenza, la prescrizione contributi INPS è confermata, poiché il primo atto interruttivo è stato notificato oltre i cinque anni dall'esigibilità del credito.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva INPS
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010 alla Gestione Separata. La Corte d'Appello ha ritenuto il diritto prescritto. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del termine di pagamento. Di conseguenza, se un decreto proroga la scadenza del versamento delle imposte e dei contributi (nel caso specifico, al 6 luglio 2011), anche il termine di inizio della prescrizione viene spostato in avanti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata INPS: quando l’ente perde la causa
L'INPS ha richiesto il pagamento dei contributi previdenziali a un avvocato per l'anno 2009, sostenendo l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata. Il professionista aveva percepito un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte d'Appello ha annullato la pretesa dell'ente previdenziale, rilevando la mancanza di prova sull'abitualità dell'attività professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'onere della prova spetta all'istituto previdenziale. Di conseguenza, l'Iscrizione Gestione Separata INPS non è obbligatoria in automatico per la sola apertura della partita IVA, se l'attività è occasionale e il reddito è minimo. L'INPS perde il ricorso e viene condannato a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: omissione RR non è dolo
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un professionista il pagamento dei contributi per la gestione separata del 2009. L'avviso di addebito è stato notificato oltre i cinque anni dalla scadenza. L'Ente ha sostenuto che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione contributi previdenziali. La Corte d'Appello ha respinto la tesi, ritenendo l'omissione insufficiente a dimostrare il dolo e superabile con ordinari controlli. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione sulla decorrenza dei termini e sulla possibilità per il giudice di rilevarla d'ufficio, ha disposto il rinvio della causa alla sezione ordinaria per la decisione in pubblica udienza.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: Quadro RR vuoto non è dolo
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi per la Gestione separata relativi all'anno 2008. Il professionista ha eccepito la prescrizione del credito, sostenendo che il termine di cinque anni fosse già decorso al momento della notifica dell'avviso di pagamento nel 2014. L'INPS ha contestato la decisione, sostenendo che la prescrizione fosse sospesa a causa della mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi (ritenuta occultamento doloso) e che il termine iniziale fosse prorogato da un decreto ministeriale. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa alla Sezione Quarta civile per approfondire la rilevabilità d'ufficio della corretta decorrenza del termine, non decidendo ancora il vincitore ma rinviando la discussione sul tema della prescrizione contributi previdenziali.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: silenzio non è dolo
L'INPS ha richiesto il pagamento di contributi previdenziali per l'anno 2009 a un libero professionista iscritto alla Gestione Separata. La Corte d'Appello ha dichiarato prescritta la pretesa, poiché l'avviso di pagamento è stato notificato oltre i cinque anni dalla scadenza originaria. L'ente previdenziale ha sostenuto che la mancata compilazione del "quadro RR" nella dichiarazione dei redditi costituisse un doloso occultamento del debito, idoneo a sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di chiarire se il giudice possa individuare d'ufficio l'esatta decorrenza del termine di prescrizione e l'impatto delle proroghe fiscali, ha rimesso la causa alla Sezione Quarta civile per una decisione in pubblica udienza. Il fulcro del contenzioso ruota attorno alla prescrizione contributi previdenziali.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva INPS
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro la decisione che dichiarava prescritti i contributi dovuti da un professionista per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva calcolato la prescrizione contributi Gestione Separata a partire dal termine ordinario del 16 giugno 2010. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che il termine di pagamento era stato prorogato al 6 luglio 2010 da un decreto ministeriale. Di conseguenza, la richiesta di pagamento inviata dall'ente il 1° luglio 2015 è tempestiva poiché rientra nel limite dei cinque anni. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame dei fatti.
Continua »
Iscrizione gestione separata: albo professionale non basta
L'INPS ha richiesto a un ingegnere il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2007. Il professionista si è opposto, evidenziando che il suo reddito annuo era inferiore a 5.000 euro e che non svolgeva l'attività in modo abituale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'iscrizione gestione separata non è automatica per il solo fatto di essere iscritti all'albo professionale. L'obbligo scatta solo in presenza di un esercizio abituale della professione. Se l'attività è occasionale e il reddito non supera la soglia di 5.000 euro, non sussiste alcun obbligo contributivo. Poiché l'ente previdenziale non ha dimostrato l'abitualità del lavoro dell'ingegnere, quest'ultimo non deve pagare i contributi richiesti e l'INPS è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: l’INPS perde in Cassazione
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi per l'anno 2011 relativi alla Gestione separata. L'ente previdenziale ha notificato la richiesta oltre il termine di cinque anni, sostenendo che la prescrizione fosse sospesa a causa della mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi, configurando un doloso occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che la semplice omissione del quadro RR non equivale a un occultamento intenzionale se i redditi sono stati comunque dichiarati. Di conseguenza, è stata dichiarata la prescrizione contributi previdenziali, poiché l'istituto avrebbe potuto accertare il debito tramite i normali controlli incrociati con l'Agenzia delle Entrate.
Continua »
Gestione separata INPS: niente contributi per redditi minimi
L'ente previdenziale ha richiesto a un avvocato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione separata INPS per l'anno 2010. L'avvocato, pur iscritto all'albo, non era iscritto alla Cassa Forense e aveva percepito un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. L'ente previdenziale sosteneva che la partita IVA e l'iscrizione all'albo dimostrassero l'abitualità dell'attività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, stabilendo che l'abitualità dell'attività professionale non può essere presunta in modo automatico. Spetta all'ente previdenziale dimostrare che l'attività sia stata svolta con continuità. Di conseguenza, in mancanza di prove sull'abitualità e dato il reddito minimo, l'attività deve considerarsi occasionale, escludendo l'obbligo di iscrizione e di pagamento dei contributi.
Continua »
Iscrizione alla Gestione separata: quando scatta l’obbligo
L'INPS ha richiesto a un professionista il pagamento dei contributi per gli anni 2009 e 2010. Il professionista riteneva di non dover pagare in quanto già iscritto ad altra forma di previdenza obbligatoria per il lavoro dipendente. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che sussiste l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata per l'attività libero-professionale che non comporta il versamento di contributi capaci di generare una pensione autonoma. Inoltre, la Corte ha chiarito che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza dei termini di pagamento, tenendo conto di eventuali proroghe governative (come quella del 2010 per i redditi 2009), e non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata INPS: l’avvocato perde la causa
L'INPS ha richiesto a un avvocato, contemporaneamente lavoratore dipendente, il pagamento dei contributi previdenziali per l'attività professionale svolta nel 2009. La Corte d'appello aveva escluso l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata e dichiarato comunque prescritto il credito. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS. Ha stabilito che i professionisti non iscritti alla cassa di categoria devono effettuare l'iscrizione Gestione Separata INPS per garantire la copertura assicurativa universale. Inoltre, ha chiarito che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine di pagamento, tenendo conto di eventuali proroghe di legge, e non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »