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Gestione Separata — Anno 2024

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106 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Gestione Separata

Provvedimenti

Decorrenza pensione computo: decide la domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24926/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della pensione con computo in Gestione Separata. Il trattamento pensionistico non parte dalla data di maturazione dei requisiti, ma dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di computo. Questo perché il computo è una facoltà che il lavoratore esercita attivamente con una richiesta specifica, e solo da quel momento i contributi versati in altre gestioni possono essere utilizzati. La sentenza ha quindi accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la decisione della Corte d'Appello che aveva fissato una decorrenza anteriore, legata al perfezionamento del diritto.
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Pensione con cumulo: decorrenza dalla domanda
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza della pensione con cumulo di contributi versati in gestioni diverse (nella specie, Gestione Separata e AGO) non può essere retroattiva al momento del raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi. Il trattamento pensionistico decorre, invece, dal momento della presentazione della domanda con cui l'assicurato esercita la facoltà di unificare i periodi contributivi. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva riconosciuto una decorrenza anteriore, chiarendo che il montante contributivo complessivo si costituisce giuridicamente solo con la richiesta del pensionato.
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Decorrenza pensione cumulo: la data della domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un punto cruciale sulla decorrenza pensione cumulo. È stato stabilito che, in caso di pensione di vecchiaia a carico della Gestione Separata con l'inclusione di contributi versati in altre gestioni, la data di decorrenza del trattamento non è quella di maturazione dei requisiti, ma quella di presentazione della domanda con cui si esercita l'opzione di cumulo. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la sentenza d'appello che aveva fissato una decorrenza anteriore.
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Decorrenza pensione cumulo: la domanda è decisiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza della pensione in regime di cumulo contributivo, specificamente per la Gestione Separata, non può essere retroattiva alla data di maturazione dei requisiti. Il momento determinante è la data di presentazione della domanda con cui l'assicurato esercita la facoltà di unire i contributi versati in diverse gestioni. Secondo la Corte, solo con tale richiesta si perfeziona il montante contributivo unico necessario per la liquidazione della pensione, annullando così una precedente decisione della Corte d'Appello che aveva concesso la retroattività.
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Decorrenza pensione cumulo: decide la domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24773/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione cumulo. Un lavoratore aveva maturato i requisiti per la pensione in gestione separata ma ha richiesto il cumulo con contributi di un'altra gestione solo anni dopo. La Corte ha chiarito che la pensione non può decorrere dalla data di maturazione dei requisiti, ma solo dalla data della domanda con cui si esercita la facoltà di cumulo. La decisione ribalta la sentenza d'appello, affermando che il montante contributivo unico si forma solo al momento della richiesta esplicita del pensionato.
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Gestione separata avvocati: no sanzioni pre-2011
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24590/2024, ha stabilito che un'avvocatessa iscritta all'Albo ma non alla Cassa Forense per reddito insufficiente è comunque tenuta all'iscrizione e al versamento dei contributi alla Gestione separata INPS per l'anno 2010. Tuttavia, applicando una sentenza della Corte Costituzionale, ha annullato le sanzioni civili per l'omessa contribuzione, proteggendo il legittimo affidamento della professionista per il periodo antecedente a una legge chiarificatrice del 2011. L'obbligo contributivo sulla Gestione separata avvocati è quindi confermato, ma senza oneri sanzionatori retroattivi.
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Prescrizione contributi: il dies a quo corretto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24586/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza della prescrizione contributi. Il caso riguardava contributi previdenziali del 2009 non versati da un professionista. La Corte ha chiarito che il termine di prescrizione decorre non dalla scadenza ordinaria, ma da quella differita da un D.P.C.M. specifico. La Corte territoriale aveva errato nel non considerare tale differimento, e la Cassazione ha cassato la sentenza, sottolineando che l'individuazione del 'dies a quo' è un elemento preliminare che il giudice di legittimità può e deve verificare d'ufficio.
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Prescrizione contributi: il DPCM sposta il termine
La Corte di Cassazione ha stabilito che la proroga del termine per il versamento dei contributi, disposta con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.), sposta in avanti anche la data da cui inizia a decorrere la prescrizione contributi. Nel caso esaminato, riguardante una professionista e l'ente previdenziale, è stato chiarito che il differimento si applica a tutte le attività economiche per cui sono previsti gli studi di settore, a prescindere dalla scelta fiscale soggettiva del singolo contribuente. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'ente è stata ritenuta tempestiva, ribaltando la decisione della Corte d'Appello.
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Gestione Separata: Cassazione su prescrizione e dolo
Un avvocato con reddito inferiore alla soglia minima ha contestato un avviso di addebito per contributi alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 24195/2024, ha stabilito che la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non è sufficiente a provare l'occultamento doloso del debito e, quindi, non sospende automaticamente la prescrizione. La Corte ha confermato che l'obbligo di iscrizione dipende dall'abitualità dell'attività, ma ha cassato la sentenza d'appello per un'errata valutazione della prescrizione, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Gestione separata avvocati: obbligo sotto i 5000 euro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24192/2024, ha stabilito che un avvocato iscritto all'albo, ma non alla Cassa Forense per reddito inferiore a 5.000 euro, non è automaticamente esonerato dall'iscrizione alla gestione separata. Il criterio determinante non è il reddito, ma l'abitualità dell'attività professionale, che il giudice di merito deve accertare. Un reddito basso è solo uno degli indizi, non la prova decisiva per qualificare l'attività come occasionale. La Corte ha quindi cassato la decisione d'appello che escludeva l'obbligo contributivo basandosi unicamente sulla soglia di reddito.
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Gestione Separata avvocati: quando è obbligatoria
Un avvocato ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per un anno in cui il suo reddito era inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo per i professionisti iscritti ad albo non dipende dalla soglia di reddito, ma dal carattere di 'abitualità' dell'esercizio della professione. Tale abitualità può essere presunta da elementi come l'iscrizione all'albo e il possesso di partita IVA, rendendo l'iscrizione alla Gestione Separata avvocati un dovere anche con redditi bassi.
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Dies a quo prescrizione: la Cassazione chiarisce
Un professionista contesta una richiesta di contributi INPS per il 2009, eccependo la prescrizione. La Cassazione, riformando la decisione di merito, chiarisce che il dies a quo prescrizione decorre dalla prima scadenza utile per il versamento, anche se sono previsti termini successivi con maggiorazione, accogliendo il ricorso del professionista.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24134/2024, ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando un principio consolidato in materia di prescrizione contributi Gestione separata. Il termine di prescrizione decorre dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Quest'ultima, infatti, non costituisce presupposto del credito, ma una mera esternazione di scienza.
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Prescrizione contributi INPS: la Cassazione decide
Un professionista ha impugnato un avviso di accertamento dell'ente previdenziale per contributi della gestione separata relativi agli anni 2009 e 2010, sostenendo l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24123/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il termine di prescrizione non era decorso, poiché gli atti di richiesta di pagamento da parte dell'ente erano intervenuti tempestivamente, considerando anche i differimenti delle scadenze di pagamento disposti da specifici DPCM. La Corte ha ritenuto irrilevanti le censure di omessa pronuncia, poiché la questione della prescrizione contributi INPS era infondata nel merito.
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Prescrizione contributi gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei contributi gestione separata decorre dalla scadenza del termine di pagamento, anche se questo è stato posticipato da un decreto governativo. In un caso riguardante un professionista, l'ente previdenziale aveva richiesto il pagamento per gli anni 2009 e 2010. La Corte ha ritenuto le richieste tempestive perché i termini di pagamento erano stati differiti, spostando di conseguenza l'inizio del periodo di prescrizione e rendendo legittima l'azione dell'ente.
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Prescrizione contributi INPS: la Cassazione decide
Una professionista ha contestato una richiesta di pagamento per contributi, sostenendo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per la prescrizione contributi INPS, la semplice omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito e, di conseguenza, non sospende il termine di prescrizione. La decisione precedente è stata annullata.
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Gestione Separata Avvocati: obblighi e sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23879/2024, ha chiarito importanti aspetti sulla Gestione Separata Avvocati. Ha confermato l'obbligo di iscrizione anche per chi versa il solo contributo integrativo alla Cassa Forense, ma ha annullato le sanzioni per omessa iscrizione relative a periodi antecedenti al 2011, recependo una decisione della Corte Costituzionale. La soglia di reddito di 5.000 euro non è stata considerata una franchigia, ma un limite superato il quale i contributi sono dovuti sull'intero importo.
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Sanzioni avvocati Gestione Separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23848/2024, ha annullato le sanzioni a carico di un avvocato per la mancata iscrizione alla Gestione Separata dell'ente previdenziale. La decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima l'applicazione retroattiva delle sanzioni per periodi antecedenti alla normativa del 2011. Questo intervento chiarisce l'inapplicabilità delle sanzioni avvocati Gestione Separata per omissioni contributive passate.
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Iscrizione Gestione Separata: obblighi e sanzioni
Un professionista ha impugnato una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo la prescrizione del debito e l'illegittimità delle sanzioni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'obbligo di iscrizione Gestione Separata sussisteva. La Corte ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi del ricorso, sottolineando che la presentazione di una dichiarazione dei redditi correttiva può essere interpretata come un indizio di occultamento del debito, tale da sospendere i termini di prescrizione.
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Prescrizione contributi: il termine decorre dal rinvio
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei contributi. Mentre i tribunali di merito gli avevano dato ragione, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. È stato chiarito che la proroga governativa dei termini di versamento, che sposta l'inizio del calcolo della prescrizione contributi, si applica a tutti i professionisti operanti in settori con studi di settore, anche se personalmente aderiscono a un regime fiscale diverso come quello dei minimi. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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