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Geolocalizzazione

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La tecnologia che permette di identificare la posizione geografica in tempo reale di un oggetto o di una persona, in questo caso tramite dispositivi installati su veicoli.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto in abitazione: Ricorso inammissibile per prove schiaccianti
La Suprema Corte ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per vari episodi di furto in abitazione. Il ricorrente contestava la condanna sostenendo fosse basata solo sulla geolocalizzazione. Tuttavia, la Corte ha ritenuto il motivo generico, evidenziando che la decisione si fondava su prove concrete come pedinamenti e intercettazioni telefoniche. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Prove nel furto in abitazione: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per una serie di furti aggravati, analizzando l'efficacia delle prove nel furto in abitazione. La decisione si sofferma sull'utilizzabilità delle dichiarazioni rese da testimoni deceduti prima del dibattimento e sul valore dei dati di geolocalizzazione telefonica, considerati determinanti se corroborati da intercettazioni ambientali e riconoscimenti vocali effettuati dalla polizia giudiziaria.
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Titolare del trattamento: chi è secondo la Cassazione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26969/2023, ha chiarito un punto cruciale in materia di privacy: un'impresa di trasporti diventa titolare del trattamento dei dati di geolocalizzazione dei propri veicoli nel momento in cui le vengono fornite le credenziali di accesso al sistema, anche se non le utilizza mai. La mera disponibilità del potere decisionale sui dati è sufficiente per assumere tale qualifica e i relativi obblighi, ribaltando la decisione del tribunale di merito che aveva escluso la responsabilità della società.
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Geolocalizzazione: prova chiave nel furto aggravato
La Corte di Cassazione conferma la validità della geolocalizzazione come grave indizio di colpevolezza in un caso di furto aggravato. La sentenza analizza come i dati del traffico telefonico, incrociati con le immagini di videosorveglianza, possano formare un quadro probatorio solido, sufficiente a giustificare la custodia cautelare in carcere, respingendo il ricorso dell'indagato che ne contestava la natura meramente congetturale.
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Controllo a distanza lavoratore: il Telepass è illecito?
Un lavoratore è stato licenziato sulla base di dati provenienti da un dispositivo di telepedaggio aziendale e da un palmare. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, stabilendo che il datore di lavoro non aveva fornito l'adeguata informativa preventiva sull'uso del dispositivo di telepedaggio per il controllo a distanza del lavoratore. Di conseguenza, i dati raccolti sono stati ritenuti inutilizzabili a fini disciplinari e le restanti contestazioni non erano sufficienti a giustificare il recesso.
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