A seguito di un banale diverbio, l'Esecutore e il Complice sono tornati sul luogo del litigio armati di fucile. L'Esecutore ha sparato a bruciapelo alla Vittima, uccidendola all'apertura della porta, e ha poi esploso altri colpi contro terzi presenti. Condannato all'ergastolo, l'Esecutore ha impugnato la sentenza sostenendo di meritare le circostanze attenuanti generiche per la confessione e le scuse rese ai parenti, contestando inoltre l'aggravante dei futili motivi. Il Complice ha invece eccepito la nullità degli atti per mancata traduzione linguistica. La Corte di Cassazione ha confermato le condanne. I giudici hanno chiarito che la confessione tardiva e utilitaristica a fronte di prove schiaccianti non garantisce sconti di pena, confermando la piena validità degli atti per l'imputato straniero che comprende la lingua italiana.
Continua »