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Furto Tentato Aggravato

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto tentato aggravato: ricorso inammissibile per il Lavoratore
Un Lavoratore è stato condannato per furto tentato aggravato e possesso ingiustificato di chiavi alterate. L'uomo era entrato in una pertinenza di un immobile forzando l'accesso, con l'intento di rubare beni. Ha presentato ricorso, sostenendo che il fatto dovesse essere qualificato come violazione di domicilio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la condanna, ritenendo che le argomentazioni difensive fossero già state esaminate e respinte dai giudici precedenti. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Furto tentato aggravato: tra refurtiva resa e pena confermata
Una cliente ha prelevato quattordici prodotti cosmetici per un valore di oltre duecentocinquanta euro dagli scaffali di un supermercato. Il personale di vigilanza l'ha bloccata prima dell'uscita senza acquisti, recuperando l'intera merce. I giudici di merito l'hanno condannata per furto tentato aggravato. L'imputata ha presentato ricorso in Cassazione contestando la validità della querela aziendale, il mancato riconoscimento dello sconto di pena per danno di speciale tenuità e il diniego della conversione del carcere in pena pecuniaria. La Suprema Corte ha rigettato integralmente il ricorso. I giudici hanno confermato che la querela era valida, che il valore dei beni non era modesto e che la restituzione successiva non riduce la gravità del reato. I precedenti penali giustificano il rifiuto delle pene sostitutive.
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Furto tentato aggravato: pena al minimo e ricorso inammissibile
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di Appello che lo condannava per il reato di furto tentato aggravato. La difesa lamentava l'eccessiva severità della pena inflitta rispetto alla reale entità del fatto commesso. I Supremi Giudici hanno tuttavia rilevato che i giudici di merito hanno quantificato la sanzione esattamente nel minimo edittale previsto dalla legge, ossia otto mesi di reclusione e 310 euro di multa, calcolando la riduzione per il tentativo e senza applicare aumenti per la recidiva. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Furto tentato aggravato: auto forzata e ricorso respinto
Una persona ha forzato la maniglia di un'automobile parcheggiata per rubare gli oggetti all'interno, integrando il reato di furto tentato aggravato. La difesa ha impugnato la condanna sostenendo l'assenza dello strumento da scasso e richiedendo la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la presenza dell'aggravante dell'effrazione grazie ai rilievi fotografici del veicolo manomesso. Inoltre, la Suprema Corte ha escluso l'applicazione della particolare tenuità poiché la pena edittale massima per il delitto contestato supera la soglia prevista dalla legge. La ricorrente ha subito la condanna definitiva e il pagamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Furto tentato aggravato: ricorso generico e condanna confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un cittadino condannato per il reato di furto tentato aggravato. I giudici di legittimità hanno rilevato che l'unico motivo di ricorso presentato dal difensore era del tutto generico, privo di specifiche ragioni di diritto e di riferimenti concreti alla motivazione della sentenza della Corte d'Appello. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna, rigettando l'impugnazione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Furto tentato aggravato: ricorso inutile contro la pena del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un uomo condannato per il reato di furto tentato aggravato. L'imputato contestava la misura della pena e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. I giudici di legittimità hanno chiarito che la graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non può essere ridiscussa in Cassazione, se adeguatamente motivata. Anche il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto corretto, poiché basato su elementi decisivi ben evidenziati nella sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto tentato aggravato: scatola rotta, ma non ruba? Annullato
Due donne vengono accusate di furto tentato aggravato per aver rotto la confezione di un'autoradio in un negozio, riponendo poi l'oggetto sullo scaffale. Il Tribunale le proscioglie per mancanza di querela, ma con una motivazione contraddittoria: prima nega il furto, qualificandolo come danneggiamento, poi lo definisce furto tentato ma esclude l'aggravante senza spiegazioni. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Procuratore, annullando la sentenza perché palesemente illogica. Il caso dovrà essere giudicato di nuovo, tenendo anche conto delle nuove norme che richiedono la querela della persona offesa per procedere.
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Furto tentato aggravato: analisi della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto tentato aggravato nei confronti di un soggetto sorpreso a smontare termosifoni in una struttura pubblica dismessa. La difesa contestava la prova del tentativo e la sussistenza delle aggravanti, ma i giudici hanno ritenuto decisivi il possesso di strumenti da scasso e la presenza di un'auto pronta per il trasporto della refurtiva. Sono state confermate le aggravanti della violenza sulle cose e dell'esposizione alla pubblica fede, escludendo inoltre l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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