Tre soggetti si sono introdotti in una villetta forzando la serratura e hanno asportato radiatori, infissi e tubi di rame, caricandoli su un furgone e allontanandosi per dieci chilometri. La Corte d'Appello ha confermato la condanna per furto in abitazione consumato, escludendo il mero tentativo e negando la particolare tenuità del fatto. Gli imputati hanno ricorso in Cassazione lamentando che le forze dell'ordine li avevano monitorati durante l'azione e contestando l'omessa pronuncia sulla richiesta di sanzioni sostitutive. La Suprema Corte ha chiarito che il furto in abitazione è consumato poiché i beni sono usciti dalla sfera di controllo della vittima. Tuttavia, ha accolto il ricorso sulle sanzioni sostitutive, annullando la sentenza con rinvio poiché la Corte d'Appello aveva omesso di motivare su tale specifica richiesta espressa dalla difesa.
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