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Furto In Abitazione Consumato

13 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto in abitazione consumato: basta il possesso per pochi istanti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico dell'Imputato per il reato di furto in abitazione consumato, aggravato dalla recidiva. La difesa contestava la consumazione del reato, chiedendo la derubricazione in tentato furto poiché l'uomo aveva trattenuto l'oggetto sottratto, un televisore, per pochissimo tempo. I giudici supremi hanno ribadito che il delitto si considera pienamente integrato nel momento in cui l'agente acquisisce il controllo materiale della refurtiva, anche se il possesso dura per un intervallo temporale estremamente breve. Ritenuti inammissibili e infondati tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli relativi alla recidiva e al ruolo marginale nel fatto, la Corte ha confermato la condanna e inflitto il pagamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Furto in abitazione consumato: reato pieno anche se fermati nel cortile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una persona per il reato di furto in abitazione consumato e falsa attestazione della propria identità. L'imputata sosteneva che il reato dovesse qualificarsi come semplice tentativo, poiché le forze dell'ordine l'avevano bloccata all'interno dell'area condominiale prima dell'uscita definitiva in strada. I giudici hanno chiarito che il delitto si considera pienamente consumato nel momento esatto in cui l'autore esce dall'appartamento con i beni sottratti, conseguendone una signoria autonoma anche solo per breve tempo.
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Furto in abitazione consumato: basta staccare gli infissi
L'Imputato è stato sorpreso a staccare e accatastare le persiane delle finestre di una casa privata. La difesa sosteneva si trattasse solo di un tentativo di furto, poiché l'uomo non aveva ancora portato via i beni dall'area condominiale. La Corte di Cassazione ha invece confermato la condanna per furto in abitazione consumato. Secondo i giudici, staccare gli infissi e accumularli configura la piena e autonoma disponibilità della refurtiva, perfezionando il reato anche se il colpevole viene fermato subito dopo dalle forze dell'ordine. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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Furto in abitazione consumato: condanna anche se fermati nel condominio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo accusato di furto in abitazione consumato. L'imputato sosteneva che il reato dovesse essere qualificato come semplice tentativo, poiché le forze dell'ordine lo avevano fermato nell'area condominiale subito dopo essere uscito dall'appartamento con la refurtiva. I giudici hanno respinto questa tesi, stabilendo che il reato si considera perfezionato nel momento in cui il colpevole consegue l'autonoma disponibilità dei beni sottratti, uscendo dall'abitazione privata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Furto in abitazione consumato: ladro preso fuori casa è reato pieno
Un individuo, condannato per furto in un'abitazione, ha sostenuto che il reato fosse solo tentato, poiché la polizia lo aveva fermato subito dopo l'uscita dall'edificio, impedendogli di consolidare il possesso della refurtiva. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, chiarendo il principio del furto in abitazione consumato. Il reato si considera perfezionato nel momento esatto in cui l'autore esce dall'abitazione con i beni rubati. Questo atto segna la sottrazione definitiva dei beni dalla sfera di controllo della vittima. Di conseguenza, l'intervento immediato delle forze dell'ordine non basta a qualificare il fatto come un semplice tentativo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la condanna confermata.
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Furto in abitazione consumato: tra fuga e arresto immediato
Un uomo è stato sorpreso dai Carabinieri mentre usciva da una casa privata con una borsa contenente beni sottratti poco prima. Nonostante il tentativo di fuga su una bicicletta, i militari lo hanno bloccato immediatamente nei pressi dell'abitazione. La Corte d'Appello aveva inizialmente qualificato il fatto come tentato furto, riducendo la pena. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, stabilendo che si tratta di furto in abitazione consumato. Secondo i giudici, il reato è perfetto quando il colpevole acquisisce l'autonoma disponibilità della refurtiva, anche per breve tempo. L'intervento casuale delle forze dell'ordine, avvenuto dopo che l'imputato era già uscito dall'abitazione con i beni, non permette di degradare la condotta a semplice tentativo.
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Furto in abitazione consumato: criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che il furto in abitazione consumato si realizza nel momento in cui il reo ottiene la piena e autonoma disponibilità della refurtiva, anche per un breve lasso di tempo. Nel caso analizzato, il ricorso dell'imputata è stato dichiarato inammissibile poiché volto a contestare accertamenti di merito già ampiamente motivati nei precedenti gradi di giudizio, confermando la distinzione tra reato tentato e consumato.
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Furto in abitazione consumato: quando è tentativo?
Due individui, condannati per furto in abitazione, hanno presentato ricorso sostenendo che il reato dovesse considerarsi solo tentato, poiché erano stati fermati all'interno dell'edificio subito dopo il colpo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il reato di furto in abitazione consumato si perfeziona nel momento in cui l'agente esce dall'appartamento con la refurtiva, acquisendone così l'autonoma disponibilità, a prescindere dal fatto che venga bloccato prima di lasciare l'area condominiale.
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Furto in abitazione consumato: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto in abitazione consumato. La Corte ha ribadito che il reato si considera consumato, e non tentato, nel momento in cui l'agente acquisisce l'autonoma disponibilità dei beni, anche se viene fermato poco dopo all'interno dell'area condominiale. Inoltre, ha confermato l'aggravante della minorata difesa, poiché l'imputato aveva sfruttato la vulnerabilità di due anziani, usando come pretesto la paura della pandemia da Covid per entrare in casa loro.
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Furto in abitazione consumato: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputate condannate per furto in abitazione. L'ordinanza chiarisce che il reato si considera un furto in abitazione consumato nel momento in cui si ottiene la piena e autonoma disponibilità dei beni rubati, anche se per un breve periodo e anche se l'arresto avviene prima di lasciare l'edificio. La Corte ha inoltre respinto le richieste relative alla concessione delle attenuanti generiche e al riconoscimento del reato continuato.
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Furto in abitazione consumato: quando si perfeziona?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due persone condannate per furto. La Corte chiarisce che il furto in abitazione consumato si realizza nel momento in cui gli autori del reato escono dall'appartamento con la refurtiva, acquisendo così l'esclusivo controllo sui beni, anche se vengono fermati successivamente all'interno dell'area condominiale. La sentenza ribadisce che per la consumazione non è necessario che la refurtiva sia definitivamente fuori dalla sfera di vigilanza della vittima.
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Furto in abitazione consumato: quando si perfeziona?
Tre individui, condannati per furto in abitazione, ricorrono in Cassazione sostenendo che il reato dovesse essere qualificato come tentato e non consumato. La Corte Suprema ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando la decisione dei giudici di merito. La motivazione si fonda sul fatto che, dopo essere usciti dall'abitazione, gli imputati avevano acquisito l'autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva, non essendo monitorati. Questo elemento determina la consumazione del reato di furto in abitazione consumato.
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Furto in abitazione consumato: quando è reato tentato?
Un soggetto condannato per furto in abitazione ricorre in Cassazione chiedendo la riqualificazione del reato in tentato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo un principio chiave: il furto in abitazione consumato si perfeziona nel momento in cui l'agente esce dall'immobile con la refurtiva, acquisendone così l'autonoma disponibilità, anche se viene fermato immediatamente dopo.
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