La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14148/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando una condanna per furto con destrezza. Un individuo, fingendosi cliente, aveva sottratto denaro dal retrobottega di un esercizio commerciale. La Corte ha ribadito che l'aggravante della destrezza sussiste anche quando l'astuzia non è diretta sulla persona della vittima, ma sul bene da sottrarre. Inoltre, ha precisato che il reato è consumato, e non solo tentato, nel momento in cui ci si impossessa della refurtiva, anche se questa viene poi restituita dopo l'intervento delle forze dell'ordine.
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