L'Imputato è stato condannato per il reato di furto aggravato di energia elettrica mediante manomissione dell'impianto. L'uomo ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione, chiedendo una nuova valutazione delle prove a proprio favore e invocando la non punibilità per particolare tenuità del fatto. I Supremi Giudici hanno dichiarato l'inammissibilità totale del ricorso. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non consente di reinterpretare gli elementi di fatto già accertati nei precedenti gradi. Inoltre, la particolare tenuità del fatto non trova applicazione per il reato contestato, a causa dei limiti edittali previsti dalla legge, fissati da tre a dieci anni di reclusione. L'Imputato ha subito la condanna definitiva al pagamento delle spese di giudizio e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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