LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Fumus Commissi Delicti — Anno 2026

Pagina 5 di 18

360 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fumus Commissi Delicti

Provvedimenti

Revoca del sequestro preventivo negata per il reato edilizio
Una società di costruzioni ha richiesto la revoca del sequestro preventivo di un cantiere destinato a un palazzetto dello sport. L'opera era stata bloccata per reati di abuso d'ufficio e violazioni edilizie. La società riteneva caduta la misura dopo l'abrogazione dell'abuso d'ufficio e successivi atti comunali che attestavano l'interesse pubblico dell'opera. Il tribunale ha respinto l'istanza e la Corte di Cassazione ha confermato il blocco. I giudici hanno chiarito che il rinvio a giudizio per il reato edilizio impedisce di ridiscutere gli indizi di colpevolezza. Inoltre, gli atti amministrativi non sanano le irregolarità costruttive e il danno economico lamentato per lo stop ai lavori giustifica, anziché escludere, la necessità di mantenere il vincolo impeditivo.
Continua »
Sequestro preventivo: confermato il blocco beni per evasione
Il Legale Rappresentante di un ente consortile è finito sotto indagine per reati tributari legati al mancato versamento di imposte per oltre due milioni di euro. I giudici avevano disposto il sequestro preventivo dei conti e dei beni dell'ente e dell'indagato. Dopo un primo annullamento in Cassazione per difetto di motivazione sul pericolo di dispersione patrimoniale, il Tribunale del Riesame ha confermato la misura. I giudici hanno chiarito che il pericolo deriva da condotte illecite e distrattive reiterate negli anni dall'amministratore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'indagato, confermando la legittimità della misura cautelare reale e condannandolo al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Circonvenzione di incapace: confermato il sequestro di beni
L'Assistente Familiare ha subito il sequestro preventivo di oltre 440.000 euro, beni ritenuti frutto del reato di circonvenzione di incapace ai danni di un'anziana assistita. L'Amministratore di Sostegno ha denunciato reiterate condotte manipolative e trasferimenti di denaro ingiustificati. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la mancanza dei presupposti del sequestro e la natura volontaria dei regali ricevuti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la misura cautelare reale. I giudici hanno riscontrato concreti elementi di vulnerabilità della vittima e un chiaro pericolo di dispersione dei fondi all'estero. L'Assistente Familiare deve versare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Sequestro preventivo fatture inesistenti: no al blocco beni
Il Pubblico Ministero ha proposto ricorso contro l'annullamento del sequestro preventivo emesso nei confronti di un amministratore accusato di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il Tribunale del Riesame aveva revocato il vincolo patrimoniale, affermando che la falsa fatturazione non genera un profitto d'imposta per chi emette i documenti, bensì solo per chi li utilizza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura. I giudici hanno chiarito che, in materia di sequestro preventivo fatture inesistenti, il giudice non può mutare la richiesta dell'accusa né trasformare d'ufficio la qualificazione del vincolo da profitto a prezzo del reato o estenderlo ad addebiti diversi. Di conseguenza, il dissequestro dei beni dell'amministratore è stato confermato definitivamente.
Continua »
Sequestro probatorio di criptovalute: la Cassazione lo annulla
Il Tribunale di Catania confermava il sequestro probatorio di un portafoglio di criptovalute appartenente a un indagato per associazione a delinquere finalizzata allo streaming illegale e all'autoriciclaggio. L'indagato proponeva ricorso in Cassazione, lamentando la mancanza di prove concrete e una motivazione insufficiente da parte dei giudici del riesame. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il provvedimento impugnato presentava una motivazione del tutto "apparente". I giudici si erano infatti limitati a richiamare generiche transazioni finanziarie senza spiegare il reale legame tra il reato ipotizzato e i beni sequestrati. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato il sequestro probatorio del portafoglio digitale, rinviando il caso al Tribunale di Catania per un nuovo e più approfondito esame dei fatti.
Continua »
Truffa per erogazioni pubbliche: sequestro salvo da prescrizione
L'Amministratrice di una società ha ottenuto indebitamente finanziamenti pubblici europei erogati in tre tranches tra il 2016 e il 2018, presentando false attestazioni. Il Tribunale ha disposto il sequestro preventivo dei beni per oltre un milione di euro. La difesa ha impugnato il provvedimento sostenendo la prescrizione delle prime quote e l'assenza di pericolo di dispersione dei beni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il sequestro. I giudici hanno stabilito che la truffa per erogazioni pubbliche a erogazione frazionata si consuma solo con l'ultimo pagamento, impedendo la prescrizione anticipata delle singole quote. Inoltre, il pericolo di dispersione è concreto poiché l'indagata è accusata anche di autoriciclaggio per aver trasferito i fondi illeciti a terzi.
Continua »
Sequestro preventivo impeditivo: cantiere bloccato col permesso
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo impeditivo dell'intero cantiere di un'azienda agricola. Il provvedimento era stato disposto a causa della demolizione e ricostruzione di un edificio storico tutelato dal piano regolatore locale, che consentiva solo interventi di restauro conservativo. L'azienda aveva ottenuto un permesso di costruire basato su false relazioni tecniche di un geometra, che nascondevano il vincolo storico-culturale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi del legale rappresentante e dell'azienda, stabilendo che il permesso di costruire illegittimo non esclude il reato e che il giudice penale non può sostituirsi al Comune per scindere le parti legittime da quelle abusive di un unico titolo edilizio. Di conseguenza, il cantiere resta sotto sequestro e i ricorrenti sono stati condannati alle spese.
Continua »
Tassazione delle criptovalute: tasse dovute prima della riforma
Un investitore ha subito il sequestro preventivo di oltre 138.000 euro per omessa dichiarazione dei redditi nel 2021, avendo nascosto plusvalenze da Bitcoin per oltre 530.000 euro. La difesa sosteneva che all'epoca mancasse una legge specifica, introdotta solo nel 2023, e che applicarla prima violasse il divieto di retroattività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassazione delle criptovalute era già obbligatoria prima della riforma del 2023. I guadagni da valute virtuali con finalità speculative rientravano infatti tra i redditi imponibili come strumenti finanziari. Di conseguenza, il sequestro è stato confermato, sancendo la piena legittimità del recupero fiscale anche per gli anni precedenti alla normativa specifica.
Continua »
Sequestro preventivo: la società schermo perde i beni elettronici
Una società di tecnologia ha impugnato il sequestro preventivo di 109 colli di materiale elettronico rinvenuti nella sua sede. I giudici hanno accertato che l'azienda era in realtà una società schermo gestita dallo stesso amministratore di un'altra società di servizi contabili, indagata per gravi reati fiscali. Quest'ultima pagava gli stipendi dei dipendenti e l'affitto della prima, gestendo i flussi finanziari in modo promiscuo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società di tecnologia: quando un'azienda è un mero schermo fittizio del reale autore del reato, i beni in sua disponibilità sono legittimamente sottoposti a sequestro preventivo, poiché acquistati con il risparmio d'imposta derivante dall'evasione fiscale continuativa.
Continua »
Sequestro preventivo: no al ricorso senza diritti sui beni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da tre indagati contro il sequestro preventivo del complesso aziendale di una società di scommesse e dei loro telefoni cellulari. I giudici hanno chiarito che i ricorrenti, agendo come persone fisiche, non vantavano diritti di proprietà o godimento sui beni societari sequestrati, né avevano dimostrato un interesse concreto e attuale alla loro restituzione. Riguardo ai telefoni, la Corte ha confermato il vincolo poiché gli apparecchi erano utilizzati per gestire le scommesse illecite ed erano quindi destinati alla confisca obbligatoria. Di conseguenza, il sequestro preventivo è stato interamente confermato e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sottrazione fraudolenta: sequestro valido anche senza cartella
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di beni e aziende nei confronti di un nucleo familiare. Il Gestore di Fatto, reale amministratore di diverse ditte individuali fittizie, utilizzava uno schema di aperture e chiusure sistematiche per accumulare oltre due milioni di euro di debiti erariali, intestando fittiziamente i beni a parenti. La difesa contestava l'assenza di debiti tributari diretti in capo all'indagato. La Suprema Corte ha chiarito che per il reato di sottrazione fraudolenta non serve una formale cartella esattoriale intestata al gestore occulto. Essendo un reato di pericolo, basta l'esistenza di un debito tributario superiore a cinquantamila euro riferibile all'attività gestita, rendendo legittimo il blocco dei beni trasferiti fraudolentemente.
Continua »
Crediti d’imposta inesistenti: arresti domiciliari confermati
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un professionista accusato di associazione per delinquere finalizzata alla creazione di crediti d'imposta inesistenti per la "Formazione 4.0". Il sodalizio vendeva tali crediti fittizi a imprenditori per consentire loro compensazioni fiscali illecite. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso della difesa, evidenziando la solidità del quadro indiziario basato su intercettazioni telefoniche, assenza di documentazione reale sui corsi e tentativi di inquinamento probatorio, come l'ordine di cancellare le chat. La Suprema Corte ha confermato il pericolo di reiterazione del reato tramite prestanome e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sequestro preventivo per bancarotta: inutile lo schermo fittizio
L'Amministratore di una società fallita ha distratto la somma di 870.000 euro, ottenuta tramite finanziamento bancario, trasferendola a una seconda società di cui era socio unico. Il Tribunale ha disposto il sequestro preventivo per bancarotta finalizzato alla confisca delle somme. L'Amministratore ha impugnato il provvedimento, sostenendo l'estinzione del debito e contestando il legame fittizio con la società beneficiaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la misura cautelare. I giudici hanno stabilito che nel giudizio di rinvio non è possibile ridiscutere la sussistenza del reato se su questo punto si è già formato il giudicato interno. La seconda società costituiva un mero schermo fittizio dell'indagato, effettivo beneficiario del denaro sottratto alla fallita.
Continua »
Sequestro preventivo: da club di poker a bisca clandestina
I Gestori di un locale adibito a club di poker ricorrono contro il provvedimento che ha confermato il sequestro preventivo di oltre 125.000 euro e dell'intero immobile. La difesa sostiene la liceità del poker sportivo e l'uso parziale dell'edificio per attività lecite, oltre alla proprietà di un terzo in buona fede. La Corte di Cassazione dichiara i ricorsi inammissibili. I giudici confermano che il locale funzionava di fatto come una bisca clandestina per giochi d'azzardo vietati (come blackjack e punto e banco), come provato da video, fiches e ingenti somme in contanti incompatibili con gli incassi del bar. Inoltre, i ricorrenti non possono far valere i diritti del proprietario terzo. Di conseguenza, il sequestro preventivo viene interamente confermato e i ricorrenti vengono condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Truffa sul Superbonus: finto condominio ma il sequestro è vero
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di oltre 10 milioni di euro nei confronti di un'impresa edile e di diversi privati. Gli indagati avevano costituito un condominio fittizio e stipulato contratti preliminari simulati con parenti stretti a prezzi irrisori. L'obiettivo era aggirare i limiti di legge per ottenere indebitamente i crediti d'imposta del Superbonus 110%, preclusi alle società commerciali. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, ribadendo la sussistenza della truffa sul Superbonus e del pericolo di dispersione dei beni. La presenza di un patrimonio immobiliare capiente in capo agli indagati non esclude il rischio di alienazione dei beni prima della confisca, giustificando così la misura cautelare d'urgenza.
Continua »
Sequestro preventivo: i contanti in casa non provano lo spaccio
Durante una perquisizione domiciliare a carico dell'Indagato, le forze dell'ordine hanno rinvenuto 0,37 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e la somma di 4.500 euro in contanti nascosta in un armadio. Il Giudice ha disposto il sequestro preventivo del denaro, ritenendolo profitto dell'attività di spaccio. L'Indagato ha impugnato il provvedimento contestando la mancanza di prove sul legame tra il denaro e il reato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato il sequestro. I giudici hanno stabilito che, per sequestrare somme di denaro, è indispensabile dimostrare un nesso di pertinenzialità diretto e specifico con il reato contestato, escludendo che si possa basare la misura su semplici supposizioni o su generiche attività di spaccio passate.
Continua »
Sequestro preventivo annullato: l’imprenditore batte il Fisco
L'Amministratore di un'azienda subisce un sequestro preventivo di oltre trecentomila euro per l'asserito utilizzo di fatture false emesse da una presunta società cartiera. Il Tribunale del Riesame conferma la misura cautelare senza valutare i numerosi documenti e le testimonianze prodotte dalla difesa a dimostrazione dell'effettiva operatività della società fornitrice. La Corte di Cassazione annulla l'ordinanza con rinvio. I giudici di legittimità stabiliscono che il giudice non può limitarsi a una verifica astratta delle accuse, ma deve esaminare in modo puntuale e coerente le prove difensive per verificare la sussistenza del presupposto del reato. L'Amministratore ottiene così l'annullamento del provvedimento e un nuovo giudizio.
Continua »
Sequestro probatorio: i contanti in casa e l’onere della prova
Durante una perquisizione nell'abitazione di una coppia, le forze dell'ordine hanno sequestrato 9.100 euro in contanti trovati nella camera da letto. Il denaro apparteneva alla donna, ma il compagno era indagato per associazione a delinquere e spaccio. Il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro, sostenendo che la donna non avesse dimostrato la provenienza lecita della somma. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il sequestro probatorio di denaro richiede che l'accusa dimostri il nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato, nonché le specifiche esigenze investigative. I giudici non possono invertire l'onere della prova pretendendo che il terzo dimostri la liceità del denaro. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte: auto sequestrata
Il Tribunale di Ravenna ha confermato il sequestro preventivo di un'auto di lusso intestata a un prestanome, ma utilizzata dal reale gestore di un laboratorio tessile. Quest'ultimo aveva accumulato un debito fiscale di oltre due milioni di euro attraverso un meccanismo di imprese fittizie intestate a terzi. Il prestanome ha fatto ricorso sostenendo che il debito non fosse formalmente intestato al reale gestore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il sequestro. I giudici hanno stabilito che, per configurare il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, non serve che il debito sia formalmente intestato all'amministratore di fatto, potendo il giudice penale accertare chi sia il reale debitore dietro lo schermo dei prestanome.
Continua »
Abuso edilizio nel parco giochi: confermato il sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro probatorio di un'area di 1500 metri quadri adibita a parco giochi, dove erano stati realizzati tre manufatti permanenti senza autorizzazione. La Titolare del parco sosteneva che la normativa speciale sugli spettacoli viaggianti escludesse la necessità di titoli edilizi. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che le opere (tra cui un capannone e un alloggio) superavano ampiamente lo spazio concesso e avevano carattere stabile, configurando un vero e proprio abuso edilizio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »