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Fumus Commissi Delicti — Anno 2026

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360 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fumus Commissi Delicti

Provvedimenti

Inutilizzabilità prove fiscali: la Cassazione decide
Una società edile impugna un sequestro, sostenendo l'inutilizzabilità delle prove fiscali basata su una sentenza della Corte EDU. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, affermando che la violazione sistemica rilevata dalla Corte EDU non comporta l'automatica inutilizzabilità delle prove raccolte in passato.
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Sequestro probatorio: motivazione, limiti e validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro probatorio di un'area usata per l'autodemolizione. La motivazione del provvedimento, anche se concisa, è valida se è funzionale a compiere accertamenti sui fatti, come la classificazione dei rifiuti per verificare l'ipotesi di reato.
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Sequestro preventivo: legittimo se il denaro è sproporzionato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro il sequestro preventivo di 22.600 euro, rinvenuti insieme a un ingente quantitativo di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, nei reati di droga, il sequestro è legittimo non solo per impedire l'uso del denaro per commettere altri reati, ma anche in funzione della confisca per sproporzione. Quest'ultima non richiede un nesso diretto tra il denaro e il singolo reato, ma si basa sulla sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato, presumendo un'origine illecita che l'indagato non ha saputo giustificare.
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Vendita cannabis light: quando è reato per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato una misura cautelare per un imprenditore accusato di spaccio tramite la sua attività di vendita cannabis light. La Corte ha ribadito che la commercializzazione di infiorescenze di canapa è reato se la sostanza possiede una concreta efficacia drogante, a prescindere dalle basse percentuali di THC. La sentenza si allinea al principio stabilito dalle Sezioni Unite, sottolineando che la Legge 242/2016 non legalizza la vendita al dettaglio di tali prodotti.
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Sequestro preventivo riciclaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo per riciclaggio di oltre 120.000 euro in contanti. La decisione non si basa solo sull'ingente somma, ma su ulteriori indizi quali le modalità di occultamento, le dichiarazioni mendaci dell'imputata, la sua situazione economica e precedenti penali, che insieme costituiscono un quadro indiziario sufficiente per ipotizzare l'origine illecita del denaro.
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Periculum in mora: sequestro annullato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo su un grande complesso immobiliare. Il caso riguardava un'ipotesi di lottizzazione abusiva legata alla trasformazione di un edificio da uso turistico a residenziale. La decisione si fonda sulla mancata motivazione del 'periculum in mora', ovvero il pericolo concreto che giustifica l'anticipazione della confisca. Secondo i giudici, non è sufficiente accertare la probabilità del reato (fumus commissi delicti), ma è necessario spiegare perché non si possa attendere la fine del processo per sequestrare il bene, anche in caso di reati che prevedono la confisca obbligatoria.
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Sequestro probatorio: quando è legittimo? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società rivenditrice di auto contro un'ordinanza di sequestro probatorio di tre veicoli. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro, ritenendolo giustificato dalla necessità di accertare i fatti relativi a un'ipotesi di appropriazione indebita. È stata inoltre confermata la validità della querela presentata e l'irrilevanza della proprietà formale dei beni ai fini del reato contestato.
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Sequestro probatorio: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro probatorio emessa nell'ambito di un'indagine per contrabbando. La sentenza chiarisce che il ricorso per cassazione non può trasformarsi in un'occasione per riesaminare i fatti, ma deve limitarsi alla violazione di legge. In particolare, le censure relative all'esecuzione del sequestro o alla valutazione del materiale probatorio esulano dalla cognizione del giudice di legittimità, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Trasferimento fraudolento di valori: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di tre esercizi commerciali. Il caso riguarda un'ipotesi di trasferimento fraudolento di valori, dove un soggetto attribuiva fittiziamente la titolarità delle attività a prestanome per eludere misure di prevenzione. La Corte ha stabilito che, una volta emesso il rinvio a giudizio, non è più contestabile il 'fumus commissi delicti' in sede cautelare. Inoltre, il ricorso non può limitarsi a criticare la valutazione del pericolo, ma deve dimostrare una violazione di legge.
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Confisca allargata: sequestro anche senza nesso diretto
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo su una somma di denaro, finalizzato alla confisca allargata, nei confronti di un individuo indagato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, per questo tipo di misura, non è necessario provare il nesso di pertinenzialità diretta tra il denaro e il reato, essendo sufficiente dimostrare la sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato dall'indagato, il quale non è riuscito a giustificarne la lecita provenienza.
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Sequestro probatorio: quando è legittimo il vincolo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava il sequestro probatorio di 40.000 euro. La sentenza chiarisce i presupposti per la legittimità della misura, focalizzandosi sulla nozione di 'fumus commissi delicti' e sulla finalità investigativa del vincolo, distinguendola nettamente dai requisiti del sequestro preventivo. Secondo la Corte, i precedenti penali degli indagati possono essere sufficienti a configurare l'astratta ipotizzabilità del reato di riciclaggio.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo di oltre 400.000 euro a carico di due soggetti, ritenendo sufficienti gli indizi raccolti. La decisione si fonda sulla presenza non solo dell'ingente somma di denaro, ma anche di macchinette contasoldi, banconote false e dichiarazioni spontanee degli indagati, elementi che insieme costituiscono un valido 'fumus commissi delicti' per i reati di riciclaggio e ricettazione, e un concreto 'periculum in mora'.
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Sequestro probatorio: i limiti su smartphone e PC
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava un sequestro probatorio di dispositivi informatici e banconote false. La Corte chiarisce che il ricorso sul sequestro di ingenti somme di denaro era infondato, poiché tali somme erano oggetto di un diverso provvedimento (sequestro preventivo). Sulla questione dei dispositivi elettronici, la Corte stabilisce che il sequestro probatorio è legittimo se finalizzato alla ricerca di prove pertinenti al reato ipotizzato e non si configura come una mera "ricerca esplorativa", a condizione che vengano rispettati il principio di proporzionalità e tempistiche ragionevoli per l'analisi dei dati.
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Riciclaggio in ricevitoria: sequestro legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo di attrezzature in una ricevitoria, i cui gestori erano accusati di riciclaggio aggravato. Secondo l'accusa, facilitavano il riciclaggio di denaro di provenienza illecita attraverso giocate al lotto per conto di pregiudicati. La Corte ha ritenuto sussistente sia il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato) sia il 'periculum in mora' (il pericolo di reiterazione), dichiarando inammissibile il ricorso degli indagati. La sentenza chiarisce che anche attività lecite, come la raccolta di scommesse, possono integrare il reato di riciclaggio in ricevitoria se usate per occultare l'origine criminale di fondi.
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Motivazione apparente: annullato sequestro preventivo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per riciclaggio a causa della motivazione apparente del Tribunale del riesame. La Corte ha stabilito che il giudice non può limitarsi a formule di stile, ma deve confrontarsi analiticamente con le specifiche censure difensive, specialmente riguardo la sussistenza del fumus commissi delicti e i presupposti per il sequestro per equivalente. La mancata risposta puntuale alle obiezioni della difesa ha reso il provvedimento invalido.
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Sequestro per equivalente: motivazione e annullamento
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro per equivalente in un caso di indebita compensazione di crediti fiscali. I ricorsi di due indagati sono stati accolti per difetto di motivazione individualizzata sul periculum in mora e sulla consapevolezza del reato, mentre i ricorsi di altri due sono stati dichiarati inammissibili. La sentenza ribadisce che il sequestro per equivalente richiede una motivazione specifica e non generica, basata sulla posizione concreta di ogni singolo indagato.
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Amministratore di fatto: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona indagata per reati tributari, alla quale era stato contestato il ruolo di amministratore di fatto di una società. La Corte ha confermato la validità di un sequestro preventivo, ribadendo i criteri per identificare la figura dell'amministratore di fatto, basati sull'esercizio continuativo di poteri gestori, e ha chiarito le regole sulla competenza territoriale per reati commessi da società fittizie.
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Associazione a delinquere: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di far parte di un'associazione a delinquere finalizzata a complesse frodi fiscali. La sentenza chiarisce i criteri per distinguere la partecipazione stabile a un sodalizio criminale dal mero concorso di persone in singoli reati, sottolineando come il ruolo operativo e la fiducia goduta all'interno del gruppo siano elementi sufficienti a dimostrare l'inserimento organico nell'associazione, giustificando così le esigenze cautelari.
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Intestazione fittizia di beni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo su tre tabaccherie, oggetto di un'ipotesi di intestazione fittizia di beni. La sentenza chiarisce un principio fondamentale: per il terzo intestatario fittizio non è richiesto il dolo specifico di eludere le misure di prevenzione, essendo sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza della finalità illecita perseguita dal reale proprietario. Il ricorso è stato rigettato, consolidando l'orientamento giurisprudenziale sul tema.
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Rivelazione segreto d’ufficio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di sequestro probatorio relativo alla copia forense di un cellulare. Il caso riguardava un'indagata accusata di aver ricevuto in anticipo le domande di un concorso pubblico. La Corte ha chiarito la distinzione fondamentale nel reato di rivelazione segreto d'ufficio (art. 326 c.p.): il comma 3 (utilizzo del segreto a fine di profitto) si applica solo al pubblico ufficiale (intraneus) che sfrutta personalmente l'informazione. La comunicazione a terzi (extraneus) integra invece il reato di cui al comma 1 (rivelazione). Poiché l'accusa era erroneamente formulata sul comma 3, è venuto meno il requisito del 'fumus commissi delicti', portando all'annullamento del sequestro.
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