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Fumus Commissi Delicti — Anno 2024

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418 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fumus Commissi Delicti

Provvedimenti

Sequestro preventivo demanio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un sindaco contro un sequestro preventivo demanio relativo a un locale nel porto. La difesa sosteneva la proprietà superficiaria del Comune, ma la Corte ha confermato la validità degli atti amministrativi che escludevano quel locale dalla concessione comunale, rendendo infondato il ricorso e confermando la sussistenza del 'fumus commissi delicti' per l'occupazione abusiva.
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Vincolo paesaggistico: fiumi e torrenti protetti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro il sequestro di un immobile commerciale costruito senza autorizzazione. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: per fiumi e torrenti, il vincolo paesaggistico sussiste per legge, a prescindere dalla loro iscrizione in elenchi pubblici, rendendo illegittima ogni costruzione realizzata a meno di 150 metri dalle sponde in assenza del necessario nulla osta.
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Occupazione abusiva: no reato se c’è subentro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro per occupazione abusiva immobile. Il caso riguardava persone subentrate in un alloggio popolare a seguito di uno scambio autorizzato dal Comune. La Corte ha stabilito che non si configura il reato di invasione di edifici (art. 633 c.p.) se non c'è un'introduzione arbitraria 'dall'esterno', ma un semplice subentro con il consenso del precedente assegnatario, anche se la procedura potesse avere vizi amministrativi.
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Sequestro probatorio: motivazione e presupposti
La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva invalidato un sequestro probatorio su alcuni veicoli. La Corte ha stabilito che la motivazione del provvedimento può essere sintetica nella fase iniziale delle indagini, a condizione che siano desumibili gli indizi di reato (il c.d. fumus commissi delicti) e le concrete finalità investigative. Il caso riguardava l'ipotesi di ricettazione di veicoli di provenienza illecita, importati dall'estero senza adeguata documentazione.
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Beni culturali: la presunzione di proprietà statale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una donna contro il sequestro di una scultura del XVI secolo da lei ereditata. La sentenza ribadisce il principio fondamentale della presunzione di proprietà statale per i beni culturali, specificando che il privato ha l'onere di fornire una prova rigorosa della legittima provenienza del bene, acquisito prima delle leggi di tutela del 1909, per poterne rivendicare la proprietà.
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Sequestro preventivo: perché il processo non lo revoca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei titolari di una società contro un sequestro preventivo. La Corte ha stabilito che le prove emergenti durante il processo di primo grado non sono sufficienti a giustificare la revoca della misura cautelare, a meno che non dimostrino in modo palese l'insussistenza del reato. La sentenza rafforza il principio della stabilità del sequestro preventivo fino alla conclusione del giudizio.
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Sequestro preventivo: quando è possibile la revoca?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di una società. La Corte chiarisce che le risultanze del dibattimento in corso non sono sufficienti a revocare la misura, salvo manifesta insussistenza del reato, confermando la stabilità del vincolo fino alla sentenza.
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Sequestro preventivo e prove nuove: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei titolari di quote di una società sottoposta a sequestro preventivo nell'ambito di un procedimento per reati associativi. I ricorrenti sostenevano l'insussistenza dei presupposti per la misura cautelare, basandosi su prove emerse nel dibattimento di primo grado. La Corte ha stabilito che la tendenziale stabilità del sequestro preventivo impedisce la sua revoca sulla base di un'istruttoria dibattimentale non ancora conclusa, salvo casi di manifesta evidenza dell'insussistenza del reato, non ravvisata nel caso di specie. Il sequestro preventivo resta quindi efficace fino alla conclusione del giudizio di primo grado.
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Bancarotta fraudolenta: sequestro del profitto del reato
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di oltre 400.000 euro nei confronti di un amministratore di fatto per bancarotta fraudolenta. La somma, mascherata da accordo transattivo, è stata ritenuta profitto del reato, distratta dal patrimonio sociale in vista del fallimento. La sentenza chiarisce i limiti della valutazione del 'fumus commissi delicti' in sede di riesame e la legittimità della misura cautelare reale anche sul profitto del reato fallimentare.
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Autonoma valutazione: il sequestro non si annulla
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo, stabilendo che la mancanza di una riscrittura originale da parte del GIP non invalida il provvedimento se esiste un vaglio critico di base. In questo caso, relativo all'impiego di titoli agricoli di provenienza illecita, la Corte ha confermato che il Tribunale del riesame può integrare la motivazione del GIP. La consapevolezza dell'illecito da parte del ricorrente è stata dedotta da gravi indizi, come legami di parentela e continuità aziendale tra le società coinvolte, rendendo legittima l'applicazione della misura cautelare basata sull'autonoma valutazione del quadro probatorio.
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Sequestro probatorio smartphone: la Cassazione decide
Un indagato per reati associativi e patrimoniali ricorre in Cassazione contro il sequestro di due smartphone, uno dei quali in uso alla moglie. Il ricorso contesta la legittimità e proporzionalità del sequestro probatorio dello smartphone. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, confermando la legittimità dell'acquisizione integrale dei dati del dispositivo se motivata da esigenze investigative, anche se l'analisi e la selezione dei dati pertinenti debbano avvenire in un secondo momento. La Corte ribadisce inoltre che il ritardo nel deposito dell'ordinanza del riesame non invalida un sequestro probatorio.
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Sequestro preventivo: la prova della buona fede del terzo
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo su un'autovettura, di proprietà di un terzo, ritenuta bene distratto dal patrimonio di una società fallita. La Corte ha stabilito che spetta al terzo acquirente fornire una prova rigorosa della propria buona fede e della legittimità dell'acquisto. La semplice presentazione di documenti non tradotti e la presenza di circostanze sospette (come dati assicurativi falsi) sono sufficienti a invalidare la presunzione di buona fede e a giustificare il mantenimento del sequestro preventivo.
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Falsa attestazione presenza: la Cassazione decide
Un tenente colonnello della Guardia di Finanza, accusato di falsa attestazione presenza per oltre 300 ore, ha impugnato il sequestro preventivo dei suoi beni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, anche se la falsificazione del foglio presenze non costituisce falso in atto pubblico, il sequestro è legittimo per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. La Corte ha inoltre confermato la piena utilizzabilità dei tabulati telefonici per accertare la posizione dell'indagato, in quanto la loro acquisizione è regolata da norme meno restrittive rispetto a quelle previste per le intercettazioni.
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Sequestro preventivo: i diritti del terzo proprietario
La Corte di Cassazione affronta il tema del sequestro preventivo, distinguendo due posizioni: quella dell'indagato non proprietario dei beni, il cui ricorso è inammissibile per carenza di interesse, e quella della società terza proprietaria. Con una decisione innovativa, la Corte stabilisce che la società ha il diritto di contestare non solo la titolarità dei beni, ma anche il merito del provvedimento, ovvero l'esistenza del 'fumus commissi delicti', ampliando significativamente le sue tutele difensive.
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Sequestro preventivo: quando è illegittimo annullarlo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore contro l'annullamento di un sequestro preventivo. Il caso riguardava una donna accusata di aver falsificato il testamento del marito. Il Tribunale del Riesame aveva annullato il sequestro, e la Cassazione ha confermato tale linea, stabilendo che il riesame deve valutare concretamente gli indizi e le tesi difensive, senza poter svolgere nuove indagini. Un ricorso in Cassazione non può limitarsi a criticare la motivazione del riesame, ma deve denunciare una violazione di legge.
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Sequestro preventivo: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per truffa aggravata. La sentenza chiarisce i limiti del ricorso, escludendo vizi di motivazione e confermando che l'incompatibilità del giudice non si applica alla fase del riesame cautelare.
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Sequestro preventivo autocarro: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di un autocarro di proprietà di un terzo, utilizzato dal figlio per commettere un reato ambientale. Nonostante la successiva regolarizzazione amministrativa del veicolo e la cessazione del rapporto di lavoro che faceva da sfondo al reato, la Corte ha ritenuto persistente il pericolo di reiterazione del crimine, poiché l'autocarro rimaneva nella disponibilità della famiglia. Il ricorso della proprietaria è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Compro Oro: la licenza non è reato penale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31122/2024, ha stabilito un'importante distinzione per gli operatori del settore Compro Oro. Esercitare l'attività senza la licenza del Questore, prevista dal TULPS, non costituisce più reato ma un semplice illecito amministrativo a seguito della depenalizzazione. Di conseguenza, viene a mancare il presupposto del 'fumus commissi delicti' per un sequestro penale su questa base. Tuttavia, la Corte ha confermato che l'omessa iscrizione nell'apposito registro degli operatori (O.A.M.), come richiesto dal D.Lgs. 92/2017, rimane un reato a tutti gli effetti, giustificando il mantenimento delle misure cautelari per questa specifica violazione.
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Frode in commercio: marchio CE e origine dei prodotti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro il sequestro di prodotti con marchio CE ma di origine extra-europea. La sentenza conferma che il marchio CE non attesta solo la conformità a standard di sicurezza, ma anche la provenienza europea del bene. L'apposizione del marchio su prodotti importati può quindi configurare il reato di frode in commercio, poiché inganna il consumatore sull'origine del bene, a prescindere dalla sua effettiva conformità tecnica.
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Destinazione d’uso: parcheggio su area vincolata
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro di un'area vincolata trasformata in parcheggio. Il cambio di destinazione d'uso, anche senza opere evidenti, richiede il permesso di costruire se altera permanentemente il territorio e ricade in una diversa categoria urbanistica.
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