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Fumus Commissi Delicti — Anno 2024

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418 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fumus Commissi Delicti

Provvedimenti

Sequestro preventivo: legittimo anche senza gravi indizi
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro preventivo disposto sui beni di una società per truffa aggravata. La Corte ha stabilito che la misura è valida se sussiste il 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato), anche se le misure cautelari personali nei confronti degli amministratori sono state revocate per assenza di 'gravi indizi di colpevolezza'. Viene così chiarito che i presupposti per le misure reali e personali sono differenti e indipendenti.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo un nuovo stop
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari contro un secondo sequestro preventivo per abusi edilizi. La Corte ha chiarito che il principio del 'ne bis in idem' non si applica se il nuovo provvedimento si basa su fatti e violazioni diversi o emersi successivamente, anche se riguardano gli stessi beni. Il caso in esame ha confermato la legittimità del sequestro preventivo, sottolineando i limiti del ricorso in Cassazione, che non può riesaminare nel merito le valutazioni su 'fumus' e 'periculum'.
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Omessa vigilanza rifiuti: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'azienda i cui dipendenti creavano una discarica abusiva. Gli amministratori sono stati ritenuti responsabili per omessa vigilanza rifiuti, poiché la condotta sistematica del dipendente era espressione di una prassi aziendale volta a smaltire illecitamente i rifiuti commerciali.
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Lottizzazione abusiva in zone urbanizzate: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per il reato di lottizzazione abusiva. La sentenza chiarisce che la costruzione di nuovi edifici in un'area già parzialmente urbanizzata può comunque costituire reato se l'intervento, per la sua consistenza, trasforma notevolmente il territorio e viene realizzato in assenza di un idoneo piano attuativo, rendendo così il permesso di costruire illegittimo.
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Interesse ad impugnare: quando l’indagato non può ricorrere
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato, legale rappresentante di una società, contro il sequestro di beni aziendali. La decisione si fonda sulla mancanza di un personale e concreto interesse ad impugnare, poiché l'eventuale dissequestro andrebbe a vantaggio della società e non dell'individuo che ha agito in proprio.
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Fumus commissi delicti: contanti e ricettazione
La Cassazione conferma il sequestro di circa 600.000 euro in contanti trovati in possesso di una donna con redditi minimi. La Corte ha ritenuto sussistente il fumus commissi delicti del reato di ricettazione con presupposto di evasione fiscale, basandosi su un quadro indiziario grave, preciso e concordante, nonostante l'assenza di una prova diretta sull'origine del denaro.
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Sequestro per sproporzione: oneri del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un terzo che rivendicava la proprietà di una somma di denaro soggetta a sequestro per sproporzione. La sentenza chiarisce che il terzo estraneo al reato non può contestare i presupposti della misura cautelare (come il 'periculum in mora'), ma deve limitarsi a provare la propria titolarità del bene e la sua estraneità ai fatti illeciti. In assenza di tale prova, il ricorso è destinato al fallimento.
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Periculum in mora: quando il sequestro è legittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La Corte ha ritenuto adeguatamente motivato il 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei proventi del reato, basandosi sulla natura transnazionale del narcotraffico, sulla cittadinanza estera dell'imputato e sulla sua accertata incapacità patrimoniale a fronte di ingenti profitti illeciti.
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Confisca allargata: sproporzione reddito-patrimonio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro finalizzato alla confisca allargata. La sentenza ribadisce che, per questa misura, il presupposto fondamentale non è il nesso diretto tra i beni e il reato, ma la chiara sproporzione tra il patrimonio dell'indagato e il suo reddito lecito dichiarato, unita alla mancata giustificazione della provenienza dei beni.
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Sequestro preventivo per fatture false: la decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati fiscali. La sentenza chiarisce i requisiti di specificità dell'accusa in fase cautelare e la corretta quantificazione del profitto del reato derivante dall'uso di fatture per operazioni inesistenti.
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Contrabbando auto: rientro in UE è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di un'auto per il reato di contrabbando. Il veicolo, con targa provvisoria tedesca per l'esportazione, era uscito dal territorio UE verso la Tunisia e poi rientrato. La Corte ha stabilito che, una volta uscito dall'UE, il veicolo perde lo status di bene comunitario e diventa 'merce extra-UE'. Il suo rientro senza dichiarazione doganale e pagamento dei dazi costituisce reato di contrabbando auto, e l'ignoranza della legge doganale non è una scusante valida.
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Sequestro probatorio nullo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva convalidato un sequestro probatorio. La Corte ha ritenuto il provvedimento di sequestro probatorio nullo per totale assenza di motivazione, in quanto si limitava a elencare le norme di legge violate senza descrivere, neanche sommariamente, la condotta criminosa ipotizzata. Questa mancanza ha impedito qualsiasi controllo sul nesso di pertinenzialità tra i beni sequestrati e i reati contestati, configurando il sequestro come un'indagine meramente esplorativa.
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Sequestro preventivo: valido anche con reato incerto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo su somme di denaro. La Corte ha stabilito che, ai fini della misura cautelare, è sufficiente che il fatto storico possa essere inquadrato in una delle fattispecie di reato che consentono il sequestro (come furto o appropriazione indebita), anche se la qualificazione giuridica non è ancora definitiva. Il 'fumus commissi delicti' sussiste a prescindere dal 'nomen iuris' esatto. Inoltre, il 'periculum in mora' è stato ritenuto provato dalla sproporzione tra l'ingente somma, profitto del reato, e le capacità reddituali e patrimoniali dell'indagata.
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Soglia di punibilità 316-ter: la fattura decide
Un commerciante otteneva indebiti rimborsi statali legati al "bonus docenti", presentando fatture cumulative che raggruppavano più buoni acquisto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per determinare il superamento della soglia di punibilità prevista dall'art. 316-ter c.p., si deve considerare l'importo totale della fattura presentata per il rimborso e non il valore del singolo buono. La Corte ha inoltre confermato che l'ordine di sequestro preventivo emesso in appello è immediatamente esecutivo.
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Appello PM su sequestro: inammissibile senza periculum
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore Europeo avverso l'annullamento di un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla carenza di interesse del ricorrente, il quale aveva basato il proprio appello esclusivamente sulla sussistenza del 'fumus commissi delicti' (l'apparenza del reato), omettendo completamente di argomentare in merito al 'periculum in mora' (il rischio di dispersione dei beni). La Corte ha ribadito che, per ottenere il ripristino di una misura cautelare reale, l'accusa deve dimostrare la presenza di entrambi i requisiti, pena l'inammissibilità dell'impugnazione.
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Sequestro probatorio smartphone: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro il rigetto della richiesta di restituzione del suo smartphone, sottoposto a sequestro probatorio per un'ipotesi di reato legata agli stupefacenti. La Corte ha stabilito che il sequestro del dispositivo è lo strumento corretto per acquisire messaggi e dati, e che il mantenimento del vincolo era giustificato dalla necessità di completare la copia forense e l'analisi dei dati, nel rispetto del principio di proporzionalità.
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Motivazione per relationem: legittima nel sequestro?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22495/2024, ha rigettato il ricorso di due indagati contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il caso verteva sulla legittimità di una motivazione per relationem a un precedente provvedimento, annullato per vizi formali. La Corte ha stabilito che l'annullamento per un vizio di procedura, e non di merito, non impedisce l'emissione di un nuovo provvedimento che faccia riferimento alle argomentazioni del precedente, purché l'atto sia noto alle parti e il vizio formale sia stato superato.
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Sequestro gasolio agricolo: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro gasolio agricolo, stabilendo che il carburante legalmente acquistato e stoccato in un deposito non può essere sequestrato senza prove concrete di un'imminente destinazione illecita. La semplice scoperta di altro carburante utilizzato impropriamente in alcuni veicoli aziendali non è sufficiente a giustificare il sequestro di tutto lo stock presente.
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Sequestro probatorio nullo senza avvocato: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un sequestro probatorio di materiale pirotecnico. La Corte ha stabilito che la mancata comunicazione all'indagato del suo diritto di essere assistito da un difensore durante le operazioni di sequestro costituisce una nullità procedurale. La sentenza chiarisce che le garanzie difensive devono essere sempre rispettate, distinguendo le procedure ordinarie da quelle speciali in materia di armi ed esplosivi.
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Interesse ad impugnare: appello del PM inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad impugnare, poiché il PM aveva contestato solo il 'fumus commissi delicti' (la sussistenza del reato), omettendo completamente di argomentare sul 'periculum in mora' (il pericolo di dispersione dei beni). Secondo la Corte, per ottenere un risultato pratico, l'impugnazione deve affrontare entrambi i requisiti necessari per la misura cautelare, altrimenti risulta priva di un'utilità concreta.
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