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Fuga

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La fuga è una forma musicale polifonica basata sull'elaborazione contrappuntistica di un'idea tematica (a volte due o tre), che viene esposta e più volte riaffermata nel corso della ricerca di tutte le possibilità espressive e/o contrappuntistiche da essa offerte. La struttura della fuga e i procedimenti imitativi e canonici in essa applicati si sono consolidati tra il XV e il XVII secolo. Dalla seconda metà del Seicento alla prima metà del Settecento (quindi nel momento di massimo splendore del Barocco) la fuga è stata la più importante forma contrappuntistica strumentale. Per le sue caratteristiche, la fuga è stata scritta soprattutto per strumenti polivoci (in grado cioè di produrre contemporaneamente due o più suoni) ma anche per vari insiemi strumentali o vocali. È considerata una delle più importanti espressioni del contrappunto nella storia della polifonia occidentale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Regolamento Dublino III e competenza italiana
Un cittadino straniero ha contestato l'estensione del termine per il suo trasferimento in Germania, inizialmente prorogato a 18 mesi per una presunta fuga. Il Tribunale di Milano ha stabilito che la semplice irreperibilità telefonica non configura la fattispecie di fuga ai sensi del Regolamento Dublino III, dichiarando pertanto la competenza dell'Italia per l'esame della domanda di protezione internazionale.
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Omissione di soccorso: condannata anche se torna sul posto
Un'automobilista, dopo aver causato un incidente con feriti invadendo la corsia opposta, si dava alla fuga. Pur ripassando sul luogo circa mezz'ora dopo, non si fermava. La difesa ha invocato la non punibilità per la particolare tenuità del fatto, ma la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. I giudici hanno stabilito che la condotta complessiva, inclusa la fuga e la mancata assistenza, è incompatibile con la lieve entità. La Corte ha quindi confermato la condanna per omissione di soccorso stradale, rendendola definitiva e condannando la ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Omicidio stradale: rigore della Cassazione sulla fuga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a otto anni di reclusione per un conducente responsabile di omicidio stradale plurimo. L'imputato, viaggiando a velocità elevata, ha effettuato un sorpasso vietato urtando un altro veicolo e causandone la fuoriuscita di strada. Il sinistro ha provocato il decesso di quasi tutti gli occupanti del mezzo colpito. La Corte ha ritenuto legittimo l'aumento di pena per la fuga del conducente, sottolineando che il mancato soccorso ha impedito ogni possibilità di intervento tempestivo per le vittime.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di omicidio e distruzione di cadavere. La decisione si fonda sulla presenza di gravi indizi di colpevolezza, derivanti dal fatto che l'uomo sia stato l'ultimo a incontrare la vittima e dalla sua successiva fuga all'estero. La Suprema Corte ha ritenuto logica e coerente la ricostruzione dei giudici di merito, respingendo le tesi difensive che miravano a una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Omissione di soccorso: i rischi della fuga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omissione di soccorso a carico di un automobilista che, dopo aver urtato un ciclomotore, si era allontanato senza prestare aiuto. Nonostante l'imputato si fosse fermato a breve distanza, la mancata discesa dal mezzo e l'assenza di identificazione hanno integrato il reato. La Suprema Corte ha ribadito che il dolo può essere eventuale, bastando la percezione di un incidente idoneo a produrre lesioni. È stata negata l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, data la gravità della frattura riportata dalla vittima e l'indifferenza mostrata dal conducente.
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Omissione di soccorso: il concorso con il reato di fuga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un automobilista che, dopo aver causato lesioni a un motociclista, si è allontanato dal luogo del sinistro. La sentenza ribadisce che l'aggravante della fuga e il reato di **omissione di soccorso** possono coesistere. La sosta momentanea non esclude la responsabilità penale se non permette l'identificazione del conducente e la ricostruzione della dinamica, poiché la legge tutela sia l'accertamento dei fatti che la salute dei feriti.
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Reato di fuga: quando scatta la condanna penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di fuga a carico di un automobilista che, dopo un incidente con un ciclista, si è allontanato prima dell'arrivo della Polizia Municipale senza fornire i propri dati. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché contestava valutazioni di merito già adeguatamente motivate dai giudici precedenti. La Corte ha inoltre confermato l'esclusione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche a causa dei precedenti penali dell'imputato, ribadendo che il reato di fuga si configura anche se il conducente si ferma inizialmente ma poi si dilegua.
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