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Forma Scritta Convenzionale

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È la forma scritta che le parti decidono di adottare per i loro futuri accordi. Se non specificato diversamente, si presume che sia richiesta per la validità stessa dell'accordo (ad substantiam).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Modifica tacita del contratto di appalto: batte la forma scritta?
Un'impresa edile chiede il pagamento di lavori extra eseguiti durante la ristrutturazione di una villa. La Committente si oppone, sostenendo che le modifiche non sono state autorizzate per iscritto come previsto dal contratto. I giudici di merito avevano riconosciuto la validità della modifica tacita del contratto di appalto, basandosi sul comportamento della Committente. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha ancora deciso. Ritenendo la questione di fondamentale importanza per il diritto, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per stabilire un principio chiaro: il comportamento delle parti può superare un accordo che impone la forma scritta per le modifiche contrattuali?
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Forma Scritta del Contratto: Accordo Verbale Non Obbliga a Pagare
Una società di produzione teatrale chiedeva a un'altra società di partecipare alle perdite economiche di uno spettacolo, sostenendo l'esistenza di un accordo di coproduzione. Tuttavia, il contratto originale prevedeva che ogni accordo di coproduzione dovesse essere confermato per iscritto. In questo caso, la conferma scritta mancava. La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta era infondata. Anche se in passato le parti avevano concluso accordi verbali per altre stagioni, questi episodi non erano sufficienti a modificare la regola della forma scritta del contratto. Di conseguenza, senza un accordo scritto, non esisteva alcun obbligo di partecipare alle perdite. La società di produzione ha perso la causa.
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Patto di non concorrenza: la forma scritta è derogabile
Una società ha contestato il pagamento di un'indennità per patto di non concorrenza al suo ex agente, sostenendo che un accordo tacito di risoluzione anticipata del contratto fosse invalido perché il contratto stesso richiedeva modifiche scritte. La Corte di Cassazione ha respinto tale tesi, affermando che la forma scritta convenzionale per le modifiche può essere derogata tacitamente dalle parti. Di conseguenza, il patto di non concorrenza rimane efficace. Il caso è stato rinviato per ricalcolare l'importo dell'indennità, poiché era stato erroneamente trascurato il fatto che l'agente avesse fornito prove del suo status di monomandatario.
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Modifica contrattuale tacita: quando perdi i diritti
Una società di trasporti ha citato in giudizio un suo importante cliente per risarcimento danni, a seguito dello spostamento unilaterale di un centro di distribuzione che ha aumentato i costi operativi. Il contratto originale prevedeva che ogni modifica dovesse avvenire in forma scritta. La Corte di Cassazione, confermando le sentenze precedenti, ha respinto il ricorso. La Corte ha stabilito che, proseguendo l'attività per due anni senza interrompere il servizio, la società di trasporti ha di fatto accettato la modifica contrattuale tacita, rinunciando implicitamente alla clausola della forma scritta e, di conseguenza, al diritto di chiedere un risarcimento per i maggiori costi.
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Forma scritta appalto: quando può essere derogata?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21330/2025, ha stabilito che la forma scritta appalto, pattuita contrattualmente per eventuali varianti, può essere derogata tacitamente. Se il committente accetta l'esecuzione di lavori extracontratto e non contesta i costi, si configura una rinuncia implicita alla forma scritta. Il caso riguardava una società di costruzioni che chiedeva il pagamento di opere aggiuntive a una ditta committente. La Corte ha rigettato il ricorso di quest'ultima, confermando le decisioni dei giudici di merito e consolidando il principio secondo cui i comportamenti concludenti delle parti prevalgono sulla forma convenzionale.
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