Un uomo, sottoposto agli arresti domiciliari con l'accusa di aver inviato denaro in Bosnia per il finanziamento del terrorismo, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La sua difesa sosteneva l'inutilizzabilità dei tabulati telefonici, acquisiti con una legge meno restrittiva di quella attuale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio importante: i dati raccolti legittimamente secondo la normativa vigente all'epoca restano utilizzabili se supportati da altri elementi di prova. La misura cautelare è stata quindi confermata, ritenendo sussistenti i gravi indizi del reato.
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