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Finanziamento del terrorismo: fonti web generiche non bastano

Il Tribunale di Genova confermava la custodia in carcere per Il Referente di un’associazione benefica, accusato di associazione con finalità di terrorismo per il presunto finanziamento del terrorismo a favore del movimento Hamas. La difesa proponeva ricorso in Cassazione contestando l’uso di fonti aperte generiche e l’esclusione di una consulenza storica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che le informazioni da fonti aperte (come internet) non possono essere usate se indicate in modo generico e senza verificarne l’attendibilità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare, rinviando il caso al Tribunale di Genova per un nuovo esame che escluda o verifichi rigorosamente tali fonti.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 19364 Anno 2026
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Pubblicato il 9 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso: l’accusa di finanziamento del terrorismo tramite beneficenza

La vicenda nasce dall’arresto di un uomo, indicato come Il Referente di un’associazione benefica italiana. L’accusa ipotizzava il reato di associazione con finalità di terrorismo, sostenendo che l’indagato raccogliesse fondi umanitari per la popolazione palestinese per poi dirottarli a favore del movimento Hamas. Secondo l’accusa, questa attività integrava un vero e proprio finanziamento del terrorismo. Il Tribunale del riesame di Genova aveva confermato la custodia cautelare in carcere, basandosi su intercettazioni, dati informatici e notizie tratte da internet. La difesa ha impugnato questa decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando l’uso di prove non verificate e l’esclusione di una consulenza storica di parte.

Il problema delle fonti aperte nel processo penale

Nel processo penale, i giudici devono basare le loro decisioni su prove certe e verificate. Nel caso in esame, il Tribunale aveva utilizzato le cosiddette fonti aperte per ricostruire il ruolo dell’indagato e i suoi legami con soggetti pericolosi. Le fonti aperte sono le informazioni accessibili a chiunque, come articoli di giornale, video o notizie pubblicate sul web. La Cassazione ha chiarito che la libera disponibilità di un’informazione su internet non la rende automaticamente utilizzabile in un’aula di tribunale. Per usare queste notizie, il giudice deve indicare con precisione da dove provengono e valutarne l’attendibilità. Non è possibile richiamare genericamente il web senza specificare il sito o l’autore della notizia, poiché questo impedisce alla difesa di verificare la veridicità delle accuse.

Il ruolo e i limiti della consulenza tecnica di parte

La difesa aveva presentato una consulenza storica redatta da un’esperta per spiegare la complessa struttura di Hamas e distinguere le attività politiche e assistenziali da quelle puramente militari. Il Tribunale aveva dichiarato inammissibile questo documento. La Cassazione ha confermato la correttezza di questa esclusione. I giudici di legittimità hanno spiegato che la consulenza tecnica di parte non può introdurre valutazioni giuridiche o accertamenti autonomi che spettano solo al giudice. Inoltre, una consulenza deve basarsi su un metodo scientifico rigoroso, con fonti documentate e criteri oggettivi. Nel caso specifico, la relazione conteneva opinioni personali e valutazioni di diritto, superando i limiti consentiti dalla legge per questo tipo di atto.

Le motivazioni della sentenza sul finanziamento del terrorismo

Le motivazioni della Suprema Corte si concentrano sul rispetto delle regole di valutazione della prova. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso della difesa perché il Tribunale di Genova ha utilizzato fonti internet in modo del tutto generico e indefinito. L’ordinanza impugnata richiamava notizie web per dimostrare che l’indagato conosceva la destinazione illecita dei fondi e che i suoi contatti erano esponenti di spicco dell’organizzazione. Tuttavia, i giudici non hanno specificato quali testate giornalistiche o report istituzionali avessero consultato. Questo vizio di motivazione rende nullo il provvedimento. La Cassazione ha ricordato che il finanziamento del terrorismo richiede la prova della consapevolezza del donatore. Questa consapevolezza non può essere presunta sulla base di semplici voci correnti nel pubblico o notizie web non verificate.

Le conclusioni sul caso di finanziamento del terrorismo

La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ha rinviato gli atti al Tribunale di Genova. I giudici genovesi dovranno ora riesaminare il caso da capo. Nel nuovo giudizio, essi dovranno escludere le fonti aperte non verificate oppure indicarne con precisione l’origine e valutarne l’attendibilità. Il Tribunale dovrà accertare in modo rigoroso se i fondi raccolti dall’associazione benefica fossero realmente destinati ad agevolare attività terroristiche e se Il Referente avesse la piena consapevolezza di questa destinazione. Questo verdetto rappresenta una vittoria temporanea per l’indagato, che vede cancellata la precedente decisione cautelare in attesa di una nuova e più rigorosa valutazione delle prove da parte dei giudici di merito.

Cosa sono le fonti aperte nel processo penale?
Le fonti aperte sono informazioni accessibili a tutti, come notizie su internet, articoli di giornale o trasmissioni televisive, utilizzabili solo se verificate.

Si può essere condannati per terrorismo usando notizie tratte da internet?
No, le notizie tratte da internet possono essere usate solo se il giudice ne indica la fonte esatta e ne accerta rigorosamente l’attendibilità.

Qual è la differenza tra finanziare un’associazione e finanziare un singolo atto terroristico?
Il finanziamento all’associazione punisce il sostegno economico al gruppo in quanto tale, mentre il finanziamento di condotte terroristiche punisce l’aiuto a singoli atti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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