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Finanziamenti Infruttiferi

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Prestiti concessi senza la previsione di un interesse a carico del debitore. Nel contesto societario, si tratta di versamenti effettuati dai soci alla società senza che questa debba corrispondere un interesse.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Obbligo dichiarativo investimenti esteri: Fisco vince in Cassazione
Un contribuente ha ricevuto sanzioni per oltre 41.000 euro per non aver dichiarato investimenti esteri. Si è difeso sostenendo che i trasferimenti erano tracciabili (bonifici) e gli investimenti infruttiferi. La Corte di Cassazione ha respinto la sua difesa, stabilendo un principio chiaro: l'obbligo dichiarativo per investimenti esteri sussiste sempre. È irrilevante che l'Amministrazione Finanziaria possa già conoscere i dati o che gli investimenti non producano reddito. La legge presume la loro fruttuosità e impone la dichiarazione per facilitare i controlli. La vittoria è andata all'Amministrazione Finanziaria.
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Finanziamenti soci: quando non sono ricavi occulti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che riteneva i finanziamenti soci infruttiferi come ricavi non contabilizzati. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano ritenuto plausibile che la provvista dei finanziamenti derivasse da un precedente rimborso IVA, valorizzando la coincidenza degli importi e ritenendo insufficiente la sola annotazione contabile a fondare la presunzione di maggior reddito.
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Bancarotta fraudolenta: prestiti a controllanti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per bancarotta fraudolenta. La condotta contestata consisteva nell'aver concesso ingenti finanziamenti infruttiferi a società controllanti, depauperando il patrimonio della società poi fallita. La Corte ha ribadito che, per il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione, non è necessario un nesso causale diretto tra l'atto distrattivo e il fallimento, essendo sufficiente il depauperamento dell'impresa. Inoltre, ha chiarito che tali finanziamenti, privi di giustificazione economica, costituiscono distrazione e non possono essere equiparati alla distribuzione di dividendi.
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Finanziamenti infruttiferi soci: prova degli utili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17082/2024, ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento per omesse ritenute su dividendi. Il caso riguardava dei finanziamenti infruttiferi soci che l'Amministrazione Finanziaria ha considerato una dissimulazione di distribuzione di utili non dichiarati. La Corte ha stabilito che la mancanza di logica economica dell'operazione, unita a un quadro indiziario solido, è sufficiente a provare l'esistenza di un meccanismo elusivo, invertendo di fatto l'onere della prova a carico del contribuente.
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Finanziamenti infruttiferi soci: elusione fiscale
La Corte di Cassazione conferma un accertamento fiscale, stabilendo che i finanziamenti infruttiferi soci a una società, se privi di logica economica, possono dissimulare una distribuzione di utili non dichiarati. La Corte ha ritenuto che tale operazione costituisse uno stratagemma elusivo per evitare il versamento delle ritenute sui dividendi, respingendo il ricorso dei contribuenti e validando l'operato dell'Agenzia delle Entrate.
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Finanziamenti infruttiferi e transfer pricing: la Cassazione
Una società italiana aveva concesso finanziamenti infruttiferi a controllate estere. L'amministrazione finanziaria ha contestato l'operazione, applicando le norme sul transfer pricing e imputando interessi attivi tassabili calcolati al 'valore normale'. La Corte di Cassazione ha confermato che la disciplina del transfer pricing si applica anche ai finanziamenti infruttiferi, in quanto la finalità della norma è di tassare le operazioni infragruppo secondo il principio di libera concorrenza, a prescindere dalla gratuità pattuita. La Corte ha però cassato la sentenza di merito per aver determinato il tasso di interesse in base al saggio legale anziché a quello di mercato, accogliendo su questo punto il ricorso dell'Agenzia.
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