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Fideiussione

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1114 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Clausola a prima richiesta: non è garanzia autonoma
Una banca ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che una garanzia con clausola a prima richiesta dovesse essere qualificata come contratto autonomo di garanzia, e non come fideiussione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che, nonostante la presenza della clausola a prima richiesta, è necessario valutare l'intero contenuto del contratto per determinarne la natura, e che tale clausola non esclude automaticamente l'applicazione delle tutele previste per il fideiussore, come l'art. 1957 c.c.
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Riconoscimento di debito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una garante, confermando che una lettera, sebbene indirizzata ai soci della società debitrice, costituisce un valido riconoscimento di debito verso la società creditrice. La Corte ha inoltre ribadito i termini perentori per il disconoscimento della sottoscrizione, rendendo irrilevante la successiva produzione di una perizia calligrafica. La decisione sottolinea come la chiara manifestazione di volontà di assumersi un'obbligazione prevalga sulla forma e sui destinatari formali della comunicazione, qualificandosi come riconoscimento di debito.
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Fideiussione consumatore: quando il socio è garante?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della fideiussione del consumatore, analizzando il caso di due soci che avevano prestato garanzia personale per un contratto d'appalto pubblico della loro società. A seguito della risoluzione del contratto e del fallimento della società, i garanti sono stati chiamati a rispondere. La Corte ha stabilito che, avendo agito in qualità di soci e nell'interesse dell'attività imprenditoriale, non potevano essere qualificati come consumatori. Pertanto, la specifica tutela consumeristica non era applicabile alla loro garanzia.
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Prova ricezione raccomandata: l’onere è del mittente
Una società garante si opponeva a un'ingiunzione di pagamento, sostenendo che il diritto del creditore fosse estinto per decorrenza dei termini. Il creditore affermava di aver inviato una raccomandata, ma senza produrre l'avviso di ricevimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di contestazione, la prova della ricezione della raccomandata spetta al mittente. La sola dimostrazione della spedizione non è sufficiente per attivare la presunzione di conoscenza. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Azione Revocatoria: quando sorge il credito?
Un imprenditore, dopo aver personalmente garantito un finanziamento aziendale con una fideiussione, vende i suoi principali beni immobili alla madre e alla compagna. Quando la società assicuratrice che ha concesso la garanzia è chiamata a pagare, agisce in revocatoria contro le vendite. La Corte di Cassazione conferma l'azione revocatoria, stabilendo che il credito del garante sorge al momento della concessione della fideiussione, non quando il pagamento viene richiesto. Le vendite, successive a tale momento, sono state quindi correttamente revocate data la consapevolezza del debitore e dei suoi familiari del potenziale danno al creditore.
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Azione revocatoria e giudicato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10527/2025, ha rigettato il ricorso di due fideiussori contro l'azione revocatoria di un fondo patrimoniale. La decisione si concentra sul rapporto tra l'azione revocatoria e il giudicato formatosi su un precedente decreto ingiuntivo. La Corte ha stabilito che il giudicato impedisce di ridiscutere l'esistenza del credito, ma ha anche chiarito che la parte ricorrente deve rispettare il principio di autosufficienza per far valere un giudicato esterno che estingua il debito. L'appello è stato quindi respinto per inammissibilità e infondatezza.
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Azione revocatoria: vendita tra familiari inefficace
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due fratelli e della loro madre contro una sentenza che aveva accolto l'azione revocatoria di una società creditrice. La vendita di immobili dai figli-fideiussori alla madre era stata giudicata pregiudizievole per le ragioni del creditore, poiché i debitori si erano spogliati dei loro beni. La Corte ha confermato che, in caso di atti dispositivi tra familiari, la consapevolezza del pregiudizio si presume, rendendo l'atto inefficace nei confronti del creditore.
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Azione revocatoria: senza credito la domanda è respinta
La Corte d'Appello di Firenze ha riformato una sentenza di primo grado, rigettando l'azione revocatoria promossa da una banca. La decisione si fonda sul principio che, se il credito a tutela del quale l'azione è stata intentata viene dichiarato inesistente con una sentenza passata in giudicato in un altro procedimento, viene a mancare il presupposto fondamentale dell'azione stessa. Di conseguenza, gli atti di disposizione patrimoniale del presunto debitore restano validi ed efficaci.
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Regresso fideiussore: inammissibile ricorso errato
Un co-fideiussore, dopo aver pagato una parte del debito garantito, ha agito in regresso contro un altro garante per ottenere la sua quota. Quest'ultimo ha proposto ricorso in Cassazione contestando la validità del debito originario verso la banca, anziché le regole sull'azione di regresso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché non criticava la 'ratio decidendi' della sentenza d'appello, che verteva proprio sul diritto di regresso fideiussore.
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Coobbligazione come garanzia: no regresso tra coniugi
Un marito ha richiesto alla ex moglie il rimborso del 50% delle rate di un finanziamento pagate. I tribunali di merito avevano stabilito che la firma della donna sul contratto costituiva una coobbligazione come garanzia e non un debito solidale primario. La Corte di Cassazione ha confermato questa interpretazione, dichiarando inammissibile il ricorso del marito. La Suprema Corte ha ritenuto plausibile e ben motivata la lettura del contratto effettuata dai giudici di merito, che identificava la moglie come mera garante, escludendo così il diritto di regresso del marito nei suoi confronti.
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Riscossione coattiva garanzia pubblica: è legittima?
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della riscossione coattiva nei confronti dei fideiussori di un finanziamento assistito da garanzia pubblica. L'ordinanza chiarisce che, quando il Fondo di Garanzia statale interviene per coprire un debito, il credito che ne deriva ha natura pubblicistica e non privata. Di conseguenza, lo Stato può utilizzare la procedura esattoriale, più rapida di quella ordinaria, per recuperare le somme. La Corte ha inoltre ribadito che la prova di una fideiussione non richiede forme rigide e può essere desunta anche da presunzioni.
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Termine di decadenza: Cassazione chiarisce la polizza
Una società acquirente ha richiesto l'escussione di una fideiussione bancaria a seguito dell'inadempimento della società venditrice. La Corte di Cassazione ha chiarito che la data indicata nella polizza era un termine di efficacia della garanzia e non un termine di decadenza per l'esercizio del diritto. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che la scadenza della polizza non comporta la perdita del diritto di escuterla per inadempimenti verificatisi durante la sua validità.
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Deroga art 1957 cc: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma sulla decadenza della fideiussione (deroga art 1957 cc) può essere modificata contrattualmente. Se le parti lo prevedono, anche implicitamente, una semplice richiesta di pagamento stragiudiziale inviata al garante è sufficiente per impedire l'estinzione della garanzia, senza la necessità per il creditore di avviare un'azione legale entro sei mesi dalla scadenza del debito principale. La decisione sottolinea la libertà delle parti di modellare gli obblighi della garanzia e l'importanza dell'interpretazione della loro volontà concreta da parte del giudice.
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Clausola di solidarietà eredi: è valida in garanzia?
La Corte di Cassazione esamina la validità di una clausola di solidarietà eredi inserita in un contratto di garanzia. Un'erede si era opposta alla richiesta di pagamento integrale del debito, sostenendo la nullità della clausola che derogava al principio di divisione del debito ereditario. La Corte d'Appello aveva ritenuto la clausola legittima. Data l'importanza della questione, che contrappone autonomia contrattuale e norme imperative in materia di successioni (come il divieto di patti successori), la Suprema Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione nomofilattica, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Azione revocatoria: cessione del credito e danno
Due garanti costituiscono un fondo patrimoniale. La banca creditrice agisce con un'azione revocatoria. Successivamente, il credito viene ceduto. Sorge la questione se l'azione revocatoria si trasferisca al nuovo creditore. La Corte di Cassazione, vista la rilevanza del quesito, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a pubblica udienza per un esame approfondito, senza decidere nel merito.
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Deroga art 1957 cc: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la semplice clausola di 'pagamento a semplice richiesta scritta' in un contratto di fideiussione non è di per sé sufficiente a configurare una deroga all'art. 1957 del codice civile. La Corte ha cassato la decisione d'appello che si era limitata a interpretare isolatamente tale clausola. Per accertare una valida deroga art 1957 cc, il giudice deve esaminare l'intero testo contrattuale per ricostruire la reale e comune volontà delle parti, evitando interpretazioni parziali e contraddittorie. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Provvigione mediatore immobile da costruire: quando?
La Cassazione stabilisce che la provvigione al mediatore per un immobile da costruire non è dovuta se il contratto è nullo per mancato rilascio della fideiussione obbligatoria (D.Lgs. 122/2005). Tale nullità, essendo 'di protezione', può essere rilevata d'ufficio dal giudice, invalidando il diritto al compenso dell'agenzia.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
In un caso di opposizione a un atto di precetto, i debitori contestavano sia la validità di un mutuo, sia la nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza fideiussione antitrust spetta esclusivamente alla Sezione Specializzata in materia di Impresa. Tuttavia, questa competenza speciale non attira le altre domande connesse, come l'opposizione al precetto, che restano di competenza del tribunale ordinario. La Corte ha quindi ordinato la separazione dei procedimenti, chiarendo che solo una connessione 'qualificata' può giustificare uno spostamento di competenza.
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Azione Revocatoria: Cassazione e la Prova Presuntiva
Una società debitrice cede le proprie partecipazioni societarie ad altre entità riconducibili alla stessa famiglia. Un creditore agisce con successo tramite un'azione revocatoria per rendere inefficaci tali atti. La Corte di Cassazione conferma la decisione, legittimando l'uso della prova presuntiva, basata su indizi come i legami familiari e la sproporzione del prezzo, per dimostrare il pregiudizio alle ragioni del creditore (eventus damni) e la consapevolezza di tale danno.
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Fideiussione obbligazioni future: nullità e limiti
Una società di logistica aveva prestato una garanzia per i canoni di noleggio di carrelli elevatori usati da una sua appaltatrice. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di tale garanzia, qualificandola come una fideiussione per obbligazioni future, poiché priva dell'indicazione dell'importo massimo garantito, requisito essenziale previsto dall'art. 1938 del Codice Civile. La Corte ha rigettato il ricorso della società di noleggio, la quale sosteneva che l'accordo fosse un contratto atipico più complesso e non una semplice fideiussione.
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