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Fideiussione

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1114 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Garanzie cessione quote: prescrizione e vizi dei beni
Una società acquirente ha contestato il minor valore del magazzino di un'azienda vinicola acquisita tramite cessione di quote, a causa della scarsa qualità del vino. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che le garanzie contrattuali sulla consistenza patrimoniale (c.d. business warranties) sono soggette alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella breve di un anno prevista per la vendita di beni. Questo principio si applica anche quando il vizio riguarda un bene specifico, come il vino in magazzino, poiché l'oggetto della vendita sono le partecipazioni sociali e non i singoli beni.
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Ratifica tacita: la Cassazione salva il processo
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di fideiussione bancaria, affrontando il tema del difetto di rappresentanza processuale. Viene stabilito che un mandato scaduto al momento del deposito di un ricorso non invalida il procedimento, se successivamente interviene una ratifica tacita da parte del soggetto legittimato. La Corte rigetta anche i motivi relativi alla presunta nullità totale della fideiussione per violazione della normativa antitrust, confermando il principio della nullità parziale limitata alle singole clausole illecite.
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Impugnazione ratio decidendi: l’errore che costa caro
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché non affrontava la specifica impugnazione ratio decidendi della sentenza di appello. Quest'ultima aveva già respinto il gravame per un vizio formale, ma il ricorrente ha discusso il merito della causa, ignorando la motivazione procedurale. La Corte ribadisce che il ricorso deve colpire il cuore della decisione impugnata, pena la sua inammissibilità.
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Onere della prova appello: documenti non depositati
Un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo ottenuto da una banca. Dopo aver vinto in appello perché la banca non aveva ridepositato i documenti del primo grado, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che l'onere della prova in appello ricade sempre sull'appellante, il quale deve produrre tutti i documenti necessari a fondare il proprio gravame, anche se originariamente depositati dalla controparte.
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Valore probatorio home banking: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2607 del 2024, ha stabilito l'importante principio sul valore probatorio dei documenti estratti dall'home banking. In un caso riguardante l'opposizione a un decreto ingiuntivo da parte di alcuni fideiussori, la Corte ha chiarito che la stampa dei movimenti contabili ottenuta tramite home banking costituisce piena prova, a meno che la banca non sollevi contestazioni chiare, circostanziate ed esplicite sulla loro non conformità ai dati conservati nei propri archivi. Una semplice negazione generica non è sufficiente a privare di efficacia tale documentazione. La sentenza di primo grado è stata cassata con rinvio, poiché aveva erroneamente negato il valore probatorio home banking sulla base di una contestazione generica dell'istituto di credito.
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Fideiussione immobili da costruire: nullità contratto
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto preliminare di permuta per la mancata consegna della fideiussione immobili da costruire. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo di garanzia, previsto dal D.Lgs. 122/2005, sussiste anche quando il corrispettivo non è una somma di denaro ma il trasferimento di un bene, come un terreno. La tutela per l'acquirente è inderogabile e la sua assenza rende il contratto nullo.
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Onere della prova bancario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2356/2024, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova bancario. Nel caso di un debito derivante da un conto anticipi collegato a un conto corrente, la banca ha l'obbligo di produrre la documentazione completa di entrambi i conti per dimostrare il proprio credito. La sola produzione parziale degli estratti conto non è sufficiente. La Corte ha accolto il ricorso dei fideiussori, cassando la sentenza d'appello e sottolineando che la contestazione della mancanza di prova è una mera difesa, non soggetta a preclusioni temporali.
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Prescrizione del credito: la firma è essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2335/2024, ha rigettato il ricorso di una società creditrice, confermando l'estinzione del suo diritto per intervenuta prescrizione del credito. Il caso verteva sull'efficacia di lettere di messa in mora non sottoscritte dal mittente. La Corte ha stabilito che la firma è un elemento essenziale dell'atto, la cui assenza impedisce di attribuire la paternità della dichiarazione e, di conseguenza, di produrre l'effetto interruttivo della prescrizione. Di conseguenza, il credito è risultato irrimediabilmente prescritto.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Cassazione stabilisce la corretta divisione della competenza per fideiussione antitrust in un'opposizione a decreto ingiuntivo. Il tribunale ordinario che ha emesso il decreto mantiene la competenza sull'opposizione, mentre la sezione specializzata imprese giudica solo la domanda riconvenzionale di nullità per violazione delle norme antitrust, con possibile separazione e sospensione dei giudizi.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti. Il caso di origine riguardava un'azione revocatoria promossa da una società creditrice per la vendita di due immobili effettuata da una fideiubente a favore della figlia. A seguito dell'accettazione della rinuncia da parte della società resistente, il processo si è concluso con la compensazione delle spese legali, rendendo definitiva la sentenza d'appello sfavorevole ai ricorrenti.
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Garanzia soci: firma ‘in proprio’ vincola anche loro
In un caso riguardante una garanzia soci, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'espressione 'in proprio' in un contratto crea un'obbligazione personale per i firmatari, distinta da quella della società che rappresentano. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dato un'interpretazione illogica e priva di significato alla clausola, violando i principi di interpretazione letterale e di conservazione del contratto. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
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Rimborso costi fideiussione: quando scatta il termine?
Una società ha richiesto il rimborso dei costi di una fideiussione prestata per la compensazione di un credito IVA di gruppo. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso considerandolo tardivo. La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di due anni per la richiesta di rimborso non decorre dal pagamento dei costi della polizza, ma dal momento successivo in cui si è verificato il presupposto per la restituzione, ovvero quando il credito d'imposta si è cristallizzato e la garanzia non era più escutibile. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso del contribuente, affermando il principio che il rimborso costi fideiussione è un diritto volto a tutelare l'integrità patrimoniale del contribuente.
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Fideiussione: Obiezioni e prescrizione del garante
Due garanti si opponevano al pagamento di un debito bancario, eccependo la prescrizione di alcune rimesse e la mancata prova del credito da parte della banca. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che nella fideiussione il garante può sollevare le stesse eccezioni del debitore principale, inclusi gli stessi termini di prescrizione. Ha inoltre ribadito che la prova del credito bancario può essere fornita anche con documenti diversi dagli estratti conto, la cui idoneità è valutata dal giudice di merito.
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Ricorso inammissibile: le conseguenze per le parti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due fideiussori contro una sentenza della Corte d'Appello. Il ricorso è stato giudicato carente dei requisiti di specificità e chiarezza. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati non solo al pagamento delle spese legali, ma anche a versare una somma aggiuntiva per abuso del processo, confermando la solidità della decisione impugnata riguardo la cessione del credito e la validità delle garanzie prestate.
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Regresso condizionale: sì all’azione prima del pagamento
Una compagnia assicurativa, che aveva prestato fideiussione per una società, si oppone a una cartella esattoriale e agisce in regresso contro la società garantita prima di pagare. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'opposizione perché notificata all'ente creditore invece che all'agente di riscossione. Tuttavia, accoglie il ricorso sulla domanda accessoria, affermando la legittimità dell'azione di regresso condizionale, esperibile anche prima del pagamento per motivi di economia processuale.
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Azione revocatoria: vendita tra parenti inammissibile
Una banca esercita un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile tra genitori e figlia, avvenuta dopo una richiesta di pagamento per una fideiussione. La Corte d'Appello accoglie la domanda della banca, presumendo la consapevolezza del debito da parte della figlia acquirente in virtù dello stretto legame familiare. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dei familiari, confermando che la valutazione delle prove e l'uso di presunzioni da parte del giudice di merito non sono sindacabili in sede di legittimità, se non per vizi logici macroscopici, qui non riscontrati.
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Cessione d’azienda: il destino della fideiussione
Un fideiussore aveva garantito i debiti di un'impresa individuale per forniture di merci. Quando l'impresa è stata conferita in una S.p.A., quest'ultima ha preteso di escutere la garanzia. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1453/2024, ha affrontato il tema della sorte della fideiussione in caso di cessione d'azienda. Pur affermando che il contratto di fideiussione si trasferisce automaticamente alla nuova società acquirente ai sensi dell'art. 2558 c.c., la Corte ha specificato due limiti cruciali: il credito di garanzia non può essere ceduto separatamente senza il consenso del garante e le sanzioni personali, come la penale per assegno protestato, non si estendono al fideiussore. La Corte ha quindi accolto parzialmente il ricorso, cassando la sentenza d'appello su questi ultimi due punti.
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Competenza per materia: fideiussione e usura
Un tribunale specializzato per le imprese ha sollevato un conflitto di giurisdizione in un caso che presentava sia una domanda di nullità di una fideiussione per violazione di norme antitrust, sia domande relative all'usura. La Corte di Cassazione ha stabilito la corretta competenza per materia, separando le cause: la questione antitrust rimane di competenza del tribunale specializzato, mentre le domande sull'usura sono state assegnate al tribunale ordinario, evidenziando la mancanza di una connessione processuale tra le due.
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Fideiussione omnibus ABI: nullità parziale confermata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 670/2024, ha annullato una decisione di merito che aveva dichiarato la nullità totale di una fideiussione contenente clausole anticoncorrenziali. In linea con un precedente orientamento delle Sezioni Unite, la Corte ha ribadito che la presenza di clausole derivanti da intese illecite, come quelle dello schema ABI, determina una nullità parziale, limitata alle sole clausole viziate. La nullità dell'intero contratto di fideiussione omnibus ABI è un'eccezione che richiede una prova rigorosa dell'essenzialità di tali clausole, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Simulazione assoluta: trasferimento tra coniugi nullo
La Corte di Appello di Firenze conferma la sentenza di primo grado che dichiara la simulazione assoluta di un trasferimento immobiliare tra coniugi. L'atto, privo di corrispettivo e giustificato da un patto fiduciario mai provato, era stato posto in essere dal marito, fideiussore di una società indebitata, al solo scopo di sottrarre il bene alla garanzia dei creditori. La Corte ha ritenuto prevalenti le prove presuntive (tempistica, rapporto di parentela, assenza di pagamento) rispetto alle difese degli appellanti.
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