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Fideiussione

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1114 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Notifica inesistente: quando un vizio è sanabile?
Una società garante ha impugnato una decisione della Corte d'Appello sostenendo che la notifica di un decreto ingiuntivo fosse inesistente. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo la distinzione fondamentale tra notifica nulla e notifica inesistente. Secondo la Corte, un vizio nel luogo di notifica la rende semplicemente nulla, un difetto sanabile con la costituzione in giudizio dell'opponente. La notifica è considerata inesistente solo in casi estremi, come la totale mancanza materiale dell'atto. La Corte ha anche esaminato e respinto altre censure relative alla validità di clausole contrattuali e alla forma del contratto di finanziamento.
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Escussione fideiussione: PEC non vale se pattuita A/R
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26488/2024, ha stabilito che se un contratto di fideiussione prevede una specifica modalità per l'attivazione della garanzia (escussione fideiussione), come la lettera raccomandata, l'utilizzo di un mezzo diverso, quale la Posta Elettronica Certificata (PEC), rende la richiesta inefficace. La Corte ha inoltre ribadito che il principio della scissione degli effetti della notifica non si applica agli atti di natura sostanziale come questo, ma solo a quelli processuali.
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Garanzia fideiussoria: quando copre i debiti futuri
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla portata di una garanzia fideiussoria. Una banca aveva garantito i debiti di un gestore di stazione di servizio verso una società petrolifera. La Corte ha stabilito che la garanzia copre le obbligazioni sorte durante il suo periodo di validità, anche se la scadenza per il pagamento è successiva. L'appello della banca è stato dichiarato inammissibile principalmente per un vizio procedurale: non aver riportato il testo integrale del contratto di garanzia, violando il principio di specificità del ricorso. Questa ordinanza ribadisce che, per determinare l'oggetto della garanzia fideiussoria, è fondamentale il momento in cui l'obbligazione sorge, non quando diventa esigibile.
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Trasformazione societaria fideiussione: no liberazione
Un garante ha richiesto la liberazione da una fideiussione a seguito della trasformazione della società debitrice da s.n.c. a s.r.l. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la semplice trasformazione societaria e la fideiussione non sono sufficienti a liberare il garante. È onere di quest'ultimo dimostrare un effettivo e noto peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore al momento della concessione di nuovo credito, prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Contratto autonomo di garanzia: no eccezioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni garanti, confermando la distinzione tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia. Quest'ultimo, caratterizzato dalla clausola di pagamento 'a prima richiesta', non consente al garante di opporre eccezioni relative al rapporto sottostante tra creditore e debitore principale. La Corte ha rigettato il ricorso per gravi carenze procedurali, tra cui la mancanza di chiarezza e di autosufficienza, ribadendo che il giudice di merito ha il potere di qualificare giuridicamente il contratto indipendentemente dal nome datogli dalle parti.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la garanzia
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni garanti contro una banca. I giudici di merito avevano qualificato il loro impegno come un contratto autonomo di garanzia, impedendo loro di sollevare eccezioni relative al debito principale. La Cassazione ha ritenuto il ricorso inammissibile per gravi vizi procedurali, tra cui la mancanza di chiarezza, specificità e autosufficienza, ribadendo che la forma del ricorso è fondamentale per la sua ammissibilità. La decisione finale ha incluso anche la condanna dei ricorrenti al pagamento di una somma alla cassa delle ammende.
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Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
Con l'ordinanza n. 26376/2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che una fideiussione contenente clausole anticoncorrenziali, conformi allo schema ABI, è soggetta a nullità parziale. La nullità colpisce unicamente le clausole illecite e non si estende all'intero contratto, a meno che la parte interessata non provi l'essenzialità di tali clausole. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva dichiarato la nullità totale d'ufficio, ribadendo che l'onere della prova per l'estensione della nullità grava sul garante.
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Contratto autonomo di garanzia: no mediazione obbligatoria
Una compagnia assicurativa ha contestato una richiesta di pagamento basata su una polizza fideiussoria, sostenendo la necessità di una mediazione obbligatoria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il contratto autonomo di garanzia non rientra tra le materie soggette a mediazione obbligatoria, poiché non è un contratto bancario o finanziario tipico. La Corte ha inoltre confermato la corretta qualificazione del contratto da parte dei giudici di merito.
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Giudicato esterno: effetti del decreto ingiuntivo
Un fideiussore, dopo non aver opposto un primo decreto ingiuntivo, contesta la validità della garanzia in un secondo giudizio. La Cassazione, applicando il principio del giudicato esterno, ha respinto il ricorso, stabilendo che la mancata opposizione al primo decreto ha reso definitiva la validità della fideiussione, precludendo ogni successiva contestazione.
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Produzione nuovi documenti: i limiti in appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust. La decisione si fonda su un punto procedurale cruciale: la tardiva produzione di nuovi documenti in appello. I ricorrenti avevano introdotto solo nel secondo grado di giudizio il provvedimento della Banca d'Italia e il modello ABI, prove essenziali per la loro tesi. La Corte ha ribadito che, sebbene la nullità sia rilevabile d'ufficio, i fatti a suo fondamento devono essere allegati e provati nei termini previsti dal primo grado, rendendo inammissibile la nuova documentazione.
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Fideiussione ABI: quando il ricorso è inammissibile
Un garante ha impugnato un decreto ingiuntivo basato su una fideiussione ABI, sostenendone la nullità totale per violazione delle norme antitrust. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che non affrontavano specificamente la motivazione della sentenza d'appello e non tenevano conto del principio di nullità parziale, ormai consolidato dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite.
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Opposizione a precetto: motivi e decisione del Giudice
Il Tribunale ha rigettato un'opposizione a precetto promossa da due garanti. Le eccezioni sulla nullità della procura speciale del creditore, sull'estinzione delle fideiussioni e sulla carenza di legittimazione attiva a seguito di una cessione in blocco sono state ritenute infondate. La corte ha stabilito che le contestazioni di merito dovevano essere sollevate contro il decreto ingiuntivo originario, ormai definitivo, e che il creditore aveva adeguatamente provato la propria titolarità del credito.
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Nullità fideiussione ABI: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di opposizione a decreto ingiuntivo basato, tra l'altro, sulla presunta nullità di una fideiussione per violazione della normativa antitrust (schema ABI). L'ordinanza rigetta il ricorso, dichiarando inammissibili gran parte dei motivi. La Corte ha ribadito che, per contestare la nullità fideiussione ABI, è necessario trascrivere le clausole specifiche nel ricorso per cassazione, in ossequio al principio di autosufficienza. Inoltre, ha confermato che la Corte non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Vizio di extrapetizione: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due fideiussori contro la sentenza d'appello che aveva confermato la loro condanna al pagamento di un debito. La Corte chiarisce che non sussiste il vizio di extrapetizione se il giudice fonda la sua decisione su documenti già presenti agli atti, anche se l'importo finale risulta diverso da quello inizialmente ingiunto, purché rientri nella posizione debitoria complessiva. Il ricorso viene rigettato anche per difetto di autosufficienza in merito alla valutazione delle prove.
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Nullità fideiussione ente pubblico: la Cassazione
Un gruppo di società in amministrazione straordinaria ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che confermava la nullità di una fideiussione di 12 milioni di euro emessa da una Regione a garanzia di un investimento privato. Le corti inferiori hanno ritenuto l'atto nullo in quanto non perseguiva un interesse pubblico e costituiva un indebitamento vietato. La questione centrale del ricorso riguarda il presunto potere del giudice ordinario di disapplicare una legge regionale ritenuta incostituzionale. Con ordinanza interlocutoria, la Corte di Cassazione ha rilevato la competenza della Prima Sezione Civile e ha disposto la trasmissione del ricorso a quest'ultima per la decisione.
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Patto di retrovendita nel leasing: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un patto di retrovendita a carico del fornitore di un bene in leasing. In caso di inadempimento dell'utilizzatore, il fornitore era obbligato a riacquistare il bene dalla società di leasing. La Corte ha rigettato il ricorso del fornitore, stabilendo che tale accordo non costituisce una clausola vessatoria che necessita di specifica approvazione scritta e che la valutazione del giudice di merito sulla volontà contrattuale delle parti è insindacabile in sede di legittimità, se correttamente motivata.
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Clausola penale leasing: Cassazione ne conferma validità
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della clausola penale in un contratto di leasing traslativo che, in caso di risoluzione per inadempimento dell'utilizzatore, obbliga quest'ultimo a versare tutti i canoni residui. La Suprema Corte, superando precedenti orientamenti, ha stabilito che tale pattuizione è una valida predeterminazione del risarcimento del danno, ferma restando la possibilità per il giudice di ridurne l'importo se manifestamente eccessivo, scomputando il valore del bene recuperato dalla società concedente.
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Appello incidentale: i termini per non sbagliare
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un istituto bancario, cassando la sentenza d'appello per vizi procedurali e di merito. La decisione chiarisce i termini perentori per la proposizione dell'appello incidentale, la cui tardività ne determina l'inammissibilità. Viene inoltre censurato il vizio di ultrapetizione, per aver la corte di merito condannato la banca a una restituzione non richiesta in appello, e l'errata applicazione retroattiva della normativa del 1998 a contratti di intermediazione finanziaria stipulati sotto la vigenza della legge del 1991.
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Imposta sostitutiva fideiussioni: no al registro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25338/2024, ha stabilito che le garanzie fideiussorie collegate a finanziamenti a medio-lungo termine, già assoggettate a imposta sostitutiva, non devono pagare nuovamente l'imposta di registro qualora vengano menzionate (enunciate) in un successivo atto giudiziario. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, affermando il principio secondo cui un atto che ha già scontato un'imposizione fiscale completa, come quella prevista per l'imposta sostitutiva fideiussioni, non può essere tassato una seconda volta per il solo fatto della sua menzione in un altro documento.
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Notifica avviso di udienza: rinvio per vizio
La Corte di Cassazione ha rinviato una causa a nuovo ruolo a causa di un vizio nella notifica dell'avviso di udienza al legale della parte controricorrente. La decisione, presa con ordinanza interlocutoria, sottolinea l'importanza di garantire il contraddittorio. Il caso di specie nasce da un'opposizione a un decreto ingiuntivo per il pagamento di una fideiussione, ma la Corte non è entrata nel merito, fermandosi all'aspetto procedurale.
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