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Fideiussione — Anno 2024

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239 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fideiussione

Provvedimenti

Fideiussione omnibus inammissibilità: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due garanti contro un decreto ingiuntivo milionario. La decisione si fonda sulla tardività delle eccezioni sollevate, come la qualità di consumatore e la nullità della fideiussione omnibus per violazione della normativa antitrust, e sulla mancanza di specificità delle censure. Viene confermato il principio della "doppia conforme" che limita il riesame dei fatti.
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Ricorso inammissibile: onere della prova e requisiti
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di fideiussione su modulo in bianco. La Corte ha stabilito che i ricorrenti non hanno rispettato i requisiti di forma dell'atto, non specificando gli atti e i documenti a fondamento del ricorso. Inoltre, ha confermato che l'onere della prova dell'abusivo riempimento spetta a chi lo denuncia.
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Fideiussione: la deroga agli artt. 1956-1957 c.c.
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società garante, confermando la sua obbligazione di pagamento. Il caso verteva su una fideiussione a garanzia di un finanziamento. La Corte ha stabilito che la pattuizione di una specifica deroga contrattuale alle tutele previste dagli artt. 1956 e 1957 c.c. è valida, impedendo la liberazione del fideiussore anche in caso di concessione di credito al debitore principale. Inoltre, ha chiarito che una semplice dilazione di pagamento non costituisce novazione del debito, mantenendo in vita la garanzia originaria.
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Eccezione tardiva: Cassazione chiarisce i limiti
Un fideiussore proponeva un'eccezione tardiva per l'estinzione della garanzia. Per rimediare all'errore, avviava un secondo giudizio identico chiedendone la riunione al primo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le decadenze processuali non possono essere sanate attraverso l'introduzione di un nuovo procedimento, confermando l'inammissibilità dell'eccezione.
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Clausola fideiussoria nulla: la Cassazione decide
Una banca ha ottenuto un'ingiunzione di pagamento contro una società cooperativa e i suoi garanti per un finanziamento non rimborsato. I garanti si sono appellati in Cassazione, sostenendo che una clausola fideiussoria nulla nel loro contratto avrebbe dovuto liberarli dall'obbligo. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che tale nullità è solo parziale e che i ricorrenti non avevano sollevato e provato i fatti necessari nei gradi di merito per far valere la loro tesi. La decisione sottolinea l'importanza degli oneri di allegazione e prova nel processo civile.
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Nullità fideiussione ABI: onere della prova in appello
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28455/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni garanti che contestavano la validità di una fideiussione basata su uno schema ABI ritenuto anticoncorrenziale. La decisione si fonda su motivi procedurali: i ricorrenti non hanno assolto al proprio onere della prova, producendo tardivamente in appello la documentazione necessaria a sostegno della tesi di nullità. La Corte ha ribadito che, sebbene la nullità sia rilevabile d'ufficio, i fatti costitutivi devono essere allegati e provati ritualmente nel primo grado di giudizio, confermando l'inammissibilità delle nuove prove in appello e il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione.
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Competenza fideiussione antitrust: la Cassazione decide
Un garante si oppone a un decreto ingiuntivo eccependo la nullità della garanzia per violazione delle norme antitrust. La Cassazione, risolvendo un conflitto, stabilisce che la competenza sulla fideiussione antitrust spetta al giudice ordinario che ha emesso il decreto, e non alla sezione specializzata impresa, quando la nullità è sollevata solo come eccezione difensiva e non con una domanda autonoma.
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Riconoscimento di debito: prova nel fallimento
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione di due crediti in una procedura fallimentare. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il Tribunale aveva errato a non considerare prove decisive come un riconoscimento di debito e una fideiussione, entrambi dotati di data certa anteriore al fallimento, rendendoli opponibili alla curatela.
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Spese legali: chi paga se sei citato in giudizio?
Una donna viene citata in giudizio in una complessa vicenda di fideiussioni, pur non avendo mai firmato alcun documento. I tribunali di primo e secondo grado compensano le spese processuali, ma la Corte di Cassazione ribalta la decisione. Viene stabilito che, in base al principio di causalità, chi viene ingiustamente evocato in giudizio ha diritto al rimborso delle spese legali sostenute, a prescindere dall'interesse della parte attrice ad avere una sentenza opponibile a tutti.
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Crediti dei terzi: quando sono ammessi al passivo?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi presentati da alcuni creditori, familiari di un soggetto condannato, che chiedevano l'ammissione dei loro crediti al passivo di società i cui beni erano stati confiscati. I crediti, derivanti da fideiussioni, canoni di locazione e prestiti obbligazionari, sono stati respinti. La Corte ha ribadito che per l'ammissione dei crediti dei terzi è fondamentale dimostrare la buona fede e la non strumentalità del credito rispetto all'attività illecita che ha causato la confisca, sottolineando che i fatti costitutivi del credito devono essere antecedenti al provvedimento di sequestro.
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Nullità fideiussione ABI: tardiva la prova in appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che la documentazione comprovante la nullità di una fideiussione, basata sullo schema ABI e sulla normativa antitrust, non può essere presentata per la prima volta in appello. La Corte ha accolto il ricorso incidentale della società creditrice, affermando che l'eccezione di nullità, pur rilevabile d'ufficio, deve fondarsi su fatti e prove già introdotti nel giudizio di primo grado. La tardiva produzione documentale rende la prova inammissibile e, di conseguenza, la domanda di nullità deve essere respinta per mancanza di prova.
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Deducibilità perdita su crediti: il nesso con l’attività
Un'azienda tessile concede una fideiussione milionaria a un'altra società, sostenendo fosse parte di una strategia commerciale. A seguito del fallimento della società garantita, l'azienda paga il debito e deduce la perdita. L'Agenzia delle Entrate nega la deducibilità, ritenendo l'operazione estranea all'oggetto sociale. La Cassazione conferma, sottolineando che l'azienda non ha fornito prove concrete del collegamento tra la garanzia e la propria attività d'impresa, rendendo la deducibilità della perdita su crediti illegittima.
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Deducibilità perdita su crediti: il nesso di inerenza
La Corte di Cassazione nega la deducibilità di una perdita su crediti derivante da una fideiussione. Una società aveva garantito un'altra entità sperando in una futura collaborazione commerciale, ma l'accordo non si è mai concretizzato. La Corte ha stabilito che, in assenza di prove documentali solide che dimostrino il nesso di inerenza con l'attività d'impresa, la perdita non può essere dedotta fiscalmente, poiché l'operazione appare come una scelta finanziaria slegata dall'oggetto sociale e priva di adeguate garanzie.
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Nullità fideiussione ABI: l’onere della prova in giudizio
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una fideiussione, respingendo l'eccezione di nullità fideiussione ABI. La decisione sottolinea che spetta al garante provare la conformità del contratto allo schema antitrust vietato, producendo in giudizio i documenti necessari, che non possono essere considerati fatti notori né rientrano nel principio iura novit curia.
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Fideiussione e onere della prova: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di fideiussione, rigettando il ricorso di due garanti. La Corte chiarisce che l'eccezione sulla qualità di "consumatore" deve essere sollevata tempestivamente e non in fase avanzata del processo. Inoltre, si conferma che la motivazione della sentenza d'appello non è contraddittoria se espone correttamente i fatti e le difese, anche quando nega la fondatezza delle argomentazioni dei ricorrenti riguardo la presunta inerzia del creditore.
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Onere della prova nel mutuo: chi deve dimostrare il prestito?
Un creditore ha citato in giudizio due persone per la restituzione di una somma versata per loro conto a fronte di un mutuo, sostenendo che si trattasse di un prestito. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, affermando che il creditore non ha adempiuto all'onere della prova del mutuo, non avendo dimostrato l'esistenza di un obbligo di restituzione. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che chi eroga il denaro deve provare non solo la consegna della somma, ma anche il titolo giuridico (il contratto di mutuo) che obbliga chi la riceve a restituirla.
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Eccezione di compensazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva erroneamente respinto l'eccezione di compensazione sollevata da alcuni fideiussori. La controversia nasceva da un affitto d'azienda, per il quale i fideiussori avevano opposto in compensazione un credito per indennità di avviamento. La Suprema Corte ha stabilito che la Corte d'Appello ha commesso un errore di omessa pronuncia, ritenendo tardiva un'eccezione che invece era stata correttamente formulata fin dal primo grado, spogliandosi così del proprio potere di decidere nel merito.
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Accettazione e benestare: quando vale come garanzia
Un consulente societario, firmando un documento di garanzia bancaria con la dicitura 'per accettazione e benestare', si è trovato obbligato in solido con il debitore principale. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che tale formula, valutata nel contesto complessivo dell'operazione, costituisce una valida assunzione di un'obbligazione di garanzia. La decisione sottolinea come l'interpretazione dei fatti da parte dei giudici di merito non sia sindacabile in sede di legittimità se plausibile e ben motivata.
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Onere della prova: fideiussore informato perde l’appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori contro un istituto di credito. I giudici hanno chiarito che, in tema di onere della prova, se le contestazioni al debito sono specifiche e i fideiussori sono anche soci o amministratori della società debitrice, non possono lamentare la mancata informazione da parte della banca. Le nuove contestazioni sollevate in appello sono state ritenute inammissibili.
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Estinzione del giudizio: l’errore che costa caro
L'appello di un garante in Corte di Cassazione è stato respinto a causa di un vizio di procedura. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio perché il ricorrente non ha presentato la necessaria istanza di decisione prevista dall'art. 380-bis c.p.c. Questo caso sottolinea l'importanza cruciale delle norme procedurali, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese legali.
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