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Fideiussione — Anno 2024

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239 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Fideiussione

Provvedimenti

Recupero crediti garanzia pubblica: la Cassazione
Dei garanti si opponevano a una cartella esattoriale per un finanziamento aziendale assistito da garanzia pubblica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il credito, una volta escussa la garanzia, assume natura pubblicistica. Di conseguenza, il recupero crediti garanzia pubblica tramite iscrizione a ruolo è legittimo non solo verso il debitore principale ma anche nei confronti dei garanti. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile l'introduzione di nuove eccezioni nel corso del giudizio.
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Amministratore di fatto: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta di un ex amministratore, ritenuto amministratore di fatto della società fallita. La sentenza chiarisce che la responsabilità penale sussiste quando, nonostante le dimissioni formali, l'imputato continua a gestire la società attraverso l'uso di prestanome, compiendo operazioni dolose che portano al fallimento, come l'omissione sistematica del versamento di imposte e la sottrazione delle scritture contabili.
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Polizza fideiussoria e accise: la Cassazione decide
Una compagnia assicurativa si è opposta all'escussione di una polizza fideiussoria da parte dell'Agenzia delle Dogane per accise non versate da una distilleria a seguito di un furto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia, confermando che il contratto era una fideiussione accessoria e non una garanzia autonoma, e che la prova dell'estraneità della distilleria al furto, fornita tramite decreti di archiviazione penale, era sufficiente per ottenere l'abbuono d'imposta.
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Azione revocatoria notifica: la Cassazione decide
Una banca agisce con azione revocatoria contro una donazione immobiliare tra madre (garante) e figlio, per tutelare il proprio credito. I debitori contestano la validità della notifica dell'atto introduttivo e, in appello, la nullità della fideiussione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. Viene stabilito che ai fini della validità dell'azione revocatoria notifica, prevale la dimora effettiva sulla residenza anagrafica e che l'eccezione di nullità della fideiussione, sollevata tardivamente, è inammissibile.
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Verificazione della sottoscrizione: l’onere del creditore
Un garante disconosceva la firma su una fideiussione. La Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che in caso di disconoscimento, il creditore ha l'onere di produrre l'originale del documento entro i termini di legge per procedere alla verificazione della sottoscrizione. La produzione tardiva rende la verifica inammissibile. La Corte ha anche ribadito che grava sul creditore l'onere di provare di aver ottenuto l'autorizzazione del fideiussore prima di concedere nuovo credito a un debitore in difficoltà.
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Cessione credito garanzia: la Cassazione decide
Un caso riguardante una cessione credito garanzia. Un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo, sostenendo che il debito principale era estinto. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la nullità della cessione non può essere eccepita per la prima volta in sede di legittimità se i fatti non sono stati allegati univocamente nei gradi di merito e che la valutazione delle prove è compito esclusivo del giudice di merito.
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Giudicato interno: quando blocca l’appello
Una garante si è opposta a un decreto ingiuntivo, eccependo la nullità di alcune clausole fideiussorie. La Corte d'Appello ha respinto il gravame ritenendo formato un giudicato interno sulla qualificazione del contratto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile poiché i motivi non contestavano adeguatamente la formazione del suddetto giudicato interno, precludendo di fatto ogni ulteriore esame nel merito.
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Azione di regresso fideiussore: la guida completa
Un socio uscente, che aveva agito come garante per un debito della società, ha saldato tale debito dopo aver ceduto le proprie quote. Successivamente, ha intentato una causa per ottenere il rimborso dalla società e dai nuovi soci. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sua richiesta deve essere inquadrata come un'azione di regresso del fideiussore (art. 1950 c.c.) e non come una questione legata agli accordi interni sulla cessione delle quote. La Corte ha chiarito che il giudice di appello ha commesso un errore nel concentrarsi sul contratto di cessione anziché sulla relazione tra garante e debitore principale. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione basata sui corretti principi giuridici.
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Fondo patrimoniale: inefficace se lede il creditore
La Cassazione conferma l'inefficacia di un fondo patrimoniale costituito in danno dei creditori. Rigettate le eccezioni sulla successione nel credito, sull'abuso del processo e sulla nullità della fideiussione per clausole ABI. L'azione revocatoria è uno strumento valido per tutelare la garanzia patrimoniale del creditore.
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Estinzione fideiussione: quando sollevare l’eccezione
In una controversia su un contratto di locazione, un garante ha eccepito l'estinzione della fideiussione solo in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'estinzione fideiussione ai sensi dell'art. 1957 c.c. costituisce un'eccezione in senso stretto, da sollevare tassativamente in primo grado. La Corte ha inoltre confermato che la confessione del debitore principale può essere liberamente valutata dal giudice come prova anche nei confronti del garante.
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Decadenza beneficio termine: la rinuncia della banca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni debitori che sostenevano l'estinzione del loro debito per prescrizione. I debitori ritenevano che il termine di prescrizione fosse iniziato a decorrere da una diffida del 2000 con cui la banca chiedeva il pagamento dell'intero importo residuo, invocando la decadenza dal beneficio del termine. Tuttavia, i giudici di merito prima, e la Cassazione poi, hanno stabilito che il comportamento successivo della banca (accettazione di pagamenti, riavvio del piano di ammortamento) costituiva una rinuncia implicita a tale decadenza. La valutazione di questo comportamento è una questione di fatto non sindacabile in sede di legittimità.
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Fideiussione in bianco: la firma non basta, è nulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7891/2024, ha stabilito l'invalidità di una fideiussione in bianco, ossia firmata senza l'indicazione dell'importo massimo garantito. Il caso riguardava due garanti che avevano firmato un modulo per una banca, credendo di garantire un importo limitato, mentre l'istituto di credito lo aveva poi compilato per una somma molto superiore. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, affermando che la mancanza dell'importo massimo al momento della firma viola l'art. 1938 c.c. e che il comportamento della banca è contrario al principio di buona fede, non potendo un accordo verbale sanare tale nullità.
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Responsabilità intermediario: quando il cliente sa
Una società si rivolge a un intermediario per una fideiussione necessaria a un finanziamento pubblico. L'intermediario fornisce una garanzia formalmente non idonea, ma la Corte di Cassazione esclude la sua responsabilità perché il cliente era pienamente consapevole del difetto e ha accettato ugualmente la prestazione. L'analisi si concentra sulla responsabilità dell'intermediario assicurativo e sul valore della consapevolezza del mandante.
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Fideiussione antitrust: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7834/2024, ha rigettato il ricorso di un istituto di credito contro la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato la nullità di una clausola in un contratto di fideiussione. Il caso riguarda una garanzia stipulata sulla base di uno schema ABI, dichiarato anticoncorrenziale dalla Banca d'Italia. La Suprema Corte ha confermato che la tutela contro le pratiche anticoncorrenziali si estende a tutti i soggetti del mercato, non solo ai consumatori. Ha inoltre stabilito che la nullità della clausola che deroga all'art. 1957 c.c. opera anche per i contratti stipulati prima dell'accertamento formale dell'intesa, se questa era già in atto. Questa decisione rafforza la tutela del garante in caso di fideiussione antitrust.
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Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7633/2024, ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi garanti contro un istituto bancario. Il caso verteva sulla validità di una fideiussione contenente clausole non conformi alla normativa antitrust. La Corte ha confermato il principio della nullità parziale fideiussione, stabilendo che solo le clausole illecite sono nulle, mentre il resto del contratto di garanzia rimane valido, a meno che il garante non dimostri che non avrebbe stipulato il contratto senza quelle specifiche clausole.
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Terzo datore di pegno: diritti e differenze con il fideiussore
Un soggetto aveva garantito il debito del fratello verso una banca costituendo un pegno sui propri titoli. Dopo aver pagato il debito per evitare l'escussione del pegno, ha chiesto il rimborso al fratello, il quale si è opposto sostenendo di non essere stato preavvisato del pagamento, perdendo così la possibilità di sollevare eccezioni contro la banca. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la figura del terzo datore di pegno non è assimilabile a quella del fideiussore e, pertanto, non è soggetta all'obbligo di preavviso previsto dall'art. 1952 c.c.
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Nullità fideiussione ABI: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 7329/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori che contestavano la validità di una garanzia bancaria. I ricorrenti lamentavano la nullità della fideiussione per conformità a uno schema ABI anti-concorrenziale e l'inefficacia probatoria dell'estratto conto. La Corte ha ribadito il principio della nullità parziale per tali fideiussioni e confermato che l'estratto conto ha piena efficacia probatoria anche verso il garante se non contestato dal debitore principale. Il ricorso è stato respinto per difetto di autosufficienza e perché contrario a principi giurisprudenziali consolidati.
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Insolvenza fraudolenta: la garanzia del fideiussore
La Cassazione conferma la condanna per insolvenza fraudolenta a carico del legale rappresentante di una società che aveva prestato fideiussione personale per un debito aziendale, dissimulando il proprio stato di insolvenza al momento della stipula della garanzia. Il reato si configura anche per il fideiussore solidale.
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Ricorso in Cassazione inammissibile: limiti del riesame
Una società ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione dopo che un tribunale ha parzialmente respinto la sua richiesta di risarcimento danni in una procedura fallimentare, relativa a vizi immobiliari e costi di urbanizzazione. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso in Cassazione inammissibile, stabilendo che il ricorso cercava impropriamente di ottenere un riesame dei fatti e della valutazione delle prove, un compito che esula dalla giurisdizione della Corte di Cassazione.
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Imposta sostitutiva: no doppia tassazione su garanzie
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6893/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia fiscale. Una garanzia (fideiussione) collegata a un'operazione di finanziamento, per la quale è già stata pagata l'imposta sostitutiva, non può essere nuovamente tassata con l'imposta di registro proporzionale solo perché viene menzionata (enunciata) in un successivo atto giudiziario. La Corte ha chiarito che il regime dell'imposta sostitutiva è onnicomprensivo e impedisce una doppia imposizione sullo stesso negozio giuridico, rigettando così la pretesa dell'Agenzia delle Entrate.
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