La Corte di Cassazione ha annullato la convalida di un fermo per omicidio, basato sul presupposto del pericolo di fuga. La Corte ha ritenuto illogico il ragionamento del giudice, il quale aveva fondato il pericolo di fuga sulla sola condizione di straniero irregolare dell'indagato, privo di fissa dimora e lavoro. Tale valutazione non teneva conto del comportamento dell'uomo che, nel mese successivo al delitto e prima del fermo, era sempre rimasto rintracciabile e disponibile alle convocazioni della polizia, senza mai tentare la fuga. La sentenza stabilisce che il pericolo di fuga deve basarsi su elementi concreti e attuali, e non può essere desunto automaticamente da una condizione personale preesistente.
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