La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31587/2023, ha rigettato il ricorso di un'impresa edile che chiedeva il saldo di un contributo europeo per la costruzione di un albergo. La Corte ha stabilito che, per la corretta prova della spesa fondi UE, non sono sufficienti documenti contabili basati su prezziari standard, poiché non dimostrano l'effettivo costo sostenuto. La decisione, in linea con l'interpretazione della Corte di Giustizia UE, sottolinea la necessità di una documentazione che fornisca un quadro fedele e preciso delle spese realmente effettuate, confermando l'interpretazione restrittiva della deroga alle fatture quietanzate.
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