La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza pensione è determinata dalle norme in vigore al momento della maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi, non da quelle vigenti alla data di presentazione della domanda. Un professionista aveva maturato il diritto alla pensione di vecchiaia sotto una vecchia disciplina, che prevedeva l'inizio del trattamento dal mese successivo alla maturazione. La cassa di previdenza sosteneva invece l'applicazione di nuove regole, che legavano la decorrenza alla data della domanda, presentata dal professionista solo in un secondo momento. La Corte ha rigettato il ricorso della cassa, affermando il principio che la legge applicabile è quella del tempo in cui il diritto si è perfezionato, considerandolo un diritto già acquisito e non modificabile da norme successive.
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