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Fattispecie Della Lieve Entità

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una norma che descrive un reato di minore gravità, punito con una pena più bassa rispetto all'ipotesi base. Nel caso di stupefacenti, si applica a fatti che, per mezzi, modalità, quantità e qualità delle sostanze, presentano una minima offensività.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fattispecie lieve entità: no se c’è professionalità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di applicazione della fattispecie lieve entità è stata respinta poiché la Corte d'Appello aveva correttamente evidenziato elementi di professionalità e non estemporaneità nell'attività criminosa, ritenendoli sufficienti a escludere la minima offensività del fatto.
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Lieve entità stupefacenti: i criteri di valutazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 47711/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, che chiedeva il riconoscimento della lieve entità stupefacenti. La Corte ha ribadito che la valutazione deve essere complessiva e che anche un solo elemento negativo, come la professionalità nell'attività di spaccio, è sufficiente per escludere l'applicazione della fattispecie di minore gravità.
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Fatto di lieve entità: la valutazione del giudice
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si contestava il mancato riconoscimento del fatto di lieve entità. La Corte ha confermato che la valutazione deve essere complessiva, considerando tutti gli indici (mezzi, modalità, quantità e qualità della sostanza), e che anche un solo elemento negativo, come la professionalità dell'azione, può escludere l'attenuante.
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Fatto di lieve entità: quando è escluso? La Cassazione
La Corte di Cassazione conferma una condanna per spaccio di stupefacenti, respingendo la richiesta di qualificare il reato come fatto di lieve entità. La sentenza chiarisce che la valutazione deve essere complessiva e che anche un solo elemento negativo, come la professionalità dell'attività, è sufficiente per escludere l'ipotesi attenuata. L'appello è stato dichiarato inammissibile anche perché richiedeva un riesame dei fatti, compito non spettante alla Corte di Cassazione.
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Spaccio lieve entità: la quantità non è tutto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47305/2024, ha respinto il ricorso di una donna condannata per spaccio di 30 grammi di marijuana. I giudici hanno chiarito che per qualificare lo spaccio di lieve entità non basta considerare la modesta quantità di droga. È necessaria una valutazione complessiva che tenga conto anche dell'organizzazione, come la disponibilità di più immobili e di materiale per il confezionamento (bilancini, taglierino), elementi che in questo caso indicavano una certa professionalità e premeditazione, incompatibili con la fattispecie della lieve entità.
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Fatto di lieve entità: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La difesa chiedeva il riconoscimento del fatto di lieve entità, ma la Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano escluso tale ipotesi in ragione degli elementi di professionalità e non estemporaneità dell'attività di spaccio. La sentenza ribadisce che la valutazione deve essere complessiva e che anche un solo elemento negativo può giustificare l'esclusione della fattispecie attenuata.
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