La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale per diversi soggetti coinvolti in una sistematica turbativa d'asta riguardante forniture energetiche gestite da un consorzio. Il cuore della vicenda riguarda la manipolazione di procedure ad evidenza pubblica per favorire un gruppo societario specifico, sfruttando la natura ambigua del consorzio come centrale di committenza. La Corte ha ribadito che la qualifica di ente pubblico deve essere valutata secondo criteri sostanziali e funzionali, legati alle finalità di interesse generale perseguite, indipendentemente dalla forma privatistica assunta. Nonostante la prescrizione di alcuni capi d'imputazione, l'impianto accusatorio relativo all'associazione per delinquere e ai reati di falso è stato confermato.
Continua »