La Cassazione conferma la condanna per falso ideologico in atto pubblico a carico del titolare di un'autoscuola e di un impiegato della Motorizzazione Civile. Il titolare, avendo superato i 65 anni, aveva bisogno di un certificato della Commissione Medica Locale per il rinnovo della patente. Invece, inserì nel sistema informatico un codice falso, simulando di aver ottenuto tale certificato. L'impiegato della Motorizzazione, suo complice, omise dolosamente di verificare la corrispondenza tra i dati inseriti e i documenti cartacei, convalidando così la procedura illegittima. La Corte ha ritenuto l'impiegato pienamente responsabile in concorso, in quanto la sua omissione consapevole è stata determinante per il perfezionamento del reato.
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