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Fallimento

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263 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Dichiarazione di fallimento: l’ex amministratore perde in Cassazione
Un ex amministratore ha impugnato la `dichiarazione di fallimento` della sua società, sostenendo che la Corte d'Appello non avesse considerato bilanci favorevoli. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le argomentazioni fossero generiche e non contestassero specificamente le motivazioni della sentenza precedente. La Corte ha ribadito che la valutazione dello stato di insolvenza è un apprezzamento di fatto dei giudici di merito, insindacabile in Cassazione se ben motivato. L'ex amministratore dovrà affrontare le conseguenze della sentenza.
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Vendita Sottocosto e Conflitto di Interessi Amministratore: La Cassazione Ribalta
Il Fallimento di una Società (ex Ceramiche Girardi s.p.a.) ha contestato la vendita di un immobile, una villa, alla sua controllante (G.R.D. S.r.l.) a un prezzo inferiore al costo di mercato. La Società Fallita ha chiesto la nullità o l'annullabilità del contratto per **conflitto di interessi amministratore** e il risarcimento dei danni. I giudici di primo e secondo grado avevano respinto le richieste. La Cassazione, invece, ha accolto parzialmente il ricorso del Fallimento. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse errato nel non considerare il conflitto di interessi al momento della stipula del contratto, quando l'amministratore non aveva rispettato il prezzo minimo stabilito. Ha anche rilevato l'omissione di pronuncia sulla richiesta di risarcimento danni. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Leasing traslativo e fallimento: la Cassazione conferma l’Art. 1526 c.c.
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Leasing traslativo e fallimento. Un'Azienda di Leasing aveva chiesto di essere ammessa al passivo del Fallimento di un'altra Azienda per crediti derivanti da contratti di leasing traslativo risolti prima del fallimento. Il Tribunale aveva rigettato la richiesta, applicando l'articolo 1526 del Codice Civile, che prevede la restituzione dei canoni e un equo compenso. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che per i contratti di leasing traslativo risolti prima del fallimento dell'utilizzatore, e stipulati prima della Legge 124/2017, si applica l'articolo 1526 c.c. e non l'articolo 72-quater della Legge Fallimentare. Entrambi i ricorsi sono stati rigettati.
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Fideiussione ABI nulla: Fallimento revocato, nuova valutazione necessaria
Un'azienda in liquidazione è stata dichiarata fallita su richiesta di una Banca Creditrice. L'azienda aveva fornito una fideiussione per un debito di terzi. L'azienda ha contestato la decisione, sostenendo la nullità fideiussione ABI per clausole anticoncorrenziali. La Corte d'Appello ha confermato il fallimento senza esaminare questa eccezione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda. Ha stabilito che l'eccezione di nullità della fideiussione poteva essere sollevata anche in appello, poiché riguarda la legittimazione della Banca a chiedere il fallimento. La Cassazione ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione, considerando la potenziale nullità della garanzia.
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Inammissibilità Concordato Preventivo: Quando il Piano Non Salva dal Fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del concordato preventivo proposto da un'Azienda e la conseguente dichiarazione di fallimento. L'Azienda aveva contestato la decisione, sostenendo vizi procedurali e l'errata valutazione della fattibilità economica del piano. La Corte ha respinto i ricorsi, affermando che la proposta non rispettava la "fattibilità giuridica" a causa dell'irrisoria percentuale di soddisfazione offerta ai creditori chirografari (1,1%). Ha inoltre ritenuto infondate le doglianze sulla mancata comunicazione ai creditori, qualificandola come nullità relativa non rilevabile dall'Azienda.
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Crediti post-concordato: quando sono “atti di straordinaria amministrazione”?
Un'Azienda Creditrice ha chiesto di essere ammessa al passivo di un Fallimento per crediti derivanti da servizi. Parte di questi servizi è stata eseguita dopo la domanda di concordato preventivo. Il Tribunale ha ammesso solo i crediti pre-concordato, ritenendo i successivi "atti di straordinaria amministrazione" privi di autorizzazione. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la qualificazione di un atto come di straordinaria amministrazione dipende dal suo impatto negativo sul patrimonio del debitore e sull'interesse dei creditori, non solo dall'importo. Il ricorso dell'Azienda Creditrice è stato respinto.
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Asta Fallimentare: Pagamento Tardivo e Decadenza Aggiudicatario
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'azienda in liquidazione che ha venduto un ramo d'azienda tramite asta. L'Azienda Aggiudicataria ha versato il prezzo oltre il termine stabilito. L'Azienda Ricorrente ha contestato la legittimità della vendita, chiedendo la decadenza aggiudicatario asta fallimentare. Il Tribunale aveva respinto il reclamo, privilegiando l'interesse dei creditori. La Cassazione ha invece stabilito che le regole della gara, la cosiddetta 'lex specialis', sono inderogabili. Il ritardato pagamento del prezzo comporta la decadenza dell'aggiudicatario, anche nelle vendite fallimentari competitive, per garantire trasparenza e parità di trattamento tra i partecipanti. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Data Certa Contratto: Il Tribunale non può decidere senza contraddittorio
Un lavoratore ha chiesto di essere ammesso al passivo di un'azienda fallita per un credito derivante da un contratto di agenzia. Il Tribunale ha respinto la sua domanda, sostenendo che il contratto fosse privo di **data certa contratto** e che non fossero state fornite altre prove valide. La Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore. Ha stabilito che il Tribunale aveva violato il principio del contraddittorio, rilevando d'ufficio la mancanza di **data certa contratto** senza permettere alle parti di discutere la questione. La sentenza del Tribunale è stata annullata e il caso è stato rinviato per una nuova decisione.
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Fallimento Società: Quando la Sospensione del Processo Non è Dovuta
La Suprema Corte ha respinto il ricorso di una società dichiarata fallita. La Società contestava il fallimento sostenendo di essere una "interposizione fittizia" di un professionista e non un'entità commerciale autonoma. Chiedeva la **sospensione processo fallimentare** in attesa dell'esito di un contenzioso tributario sull'interposizione fittizia. La Corte ha stabilito che una società regolarmente iscritta è un imprenditore commerciale, assoggettabile a fallimento, indipendentemente dall'effettivo inizio dell'attività. Ha inoltre negato la sospensione, poiché il giudizio tributario non aveva una stretta pregiudizialità e coinvolgeva parti diverse, con debiti di entità molto superiore a quelli contestati in sede fiscale. Il fallimento è stato confermato.
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Attestazione Concordato Preventivo: Credito Escluso, Ricorso Inammissibile
Un professionista ha chiesto il pagamento per una relazione di "Attestazione concordato preventivo" redatta per un'azienda poi fallita. Il suo credito, di oltre 13.000 euro, era stato escluso dallo stato passivo del Fallimento. Il professionista ha impugnato la decisione, sostenendo che il Tribunale aveva erroneamente basato il rigetto su una presunta eccezione di inadempimento mai sollevata dai curatori. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'attestazione era generica e carente. La Corte ha inoltre rilevato che la questione dell'eccezione di inadempimento era stata sollevata per la prima volta in Cassazione, rendendo il motivo inammissibile. Il professionista ha perso, vedendo confermata l'esclusione del suo credito e dovendo pagare ulteriori oneri.
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Notifica Fallimento Società Cancellata: la PEC è valida entro l’anno
Una società, già cancellata dal registro delle imprese, ha contestato la validità della notifica del provvedimento di fallimento. La notifica era stata inviata al suo indirizzo PEC. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica fallimento società cancellata è valida se avviene entro un anno dalla cancellazione e viene inviata alla PEC registrata. Questo rende il reclamo della società tardivo e inammissibile, confermando la decisione di fallimento.
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IMU nel fallimento: la Cassazione conferma il primato sulle ipoteche
La Corte di Cassazione ha chiarito la posizione dell'IMU nel fallimento. Una Banca, creditore ipotecario, contestava la decisione di un Tribunale che aveva accantonato parte del ricavato dalla vendita di un immobile ipotecato per coprire l'IMU maturata dopo la dichiarazione di fallimento. La Banca sosteneva che il suo credito ipotecario dovesse prevalere. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della Banca. Ha stabilito che l'IMU successiva al fallimento è una spesa specifica per la conservazione e liquidazione del bene. Questa spesa rientra tra i crediti prededucibili e grava direttamente sul ricavato dell'immobile ipotecato, riducendo l'importo destinato al creditore garantito.
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Fallimento Appaltatore: Il Comune paga due volte i subappaltatori?
Un Comune aveva stipulato un contratto d'appalto per una palestra, prevedendo il pagamento diretto subappaltatori. L'appaltatore è fallito. Il Comune ha pagato il credito residuo al Fallimento, ma con riserva di ripetizione, temendo di dover pagare anche i subappaltatori. Questi ultimi hanno poi citato in giudizio il Comune, ottenendo la condanna al pagamento. Il Comune ha quindi chiesto al Fallimento la restituzione delle somme versate, sostenendo un indebito. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta del Comune. Ha stabilito che il fallimento dell'appaltatore scioglie il contratto e la clausola di pagamento diretto. I subappaltatori diventano creditori del fallimento. Il pagamento al Fallimento non era un indebito, poiché il Fallimento era il legittimo titolare del credito.
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Prededuzione concordato preventivo: quando il credito non è ammesso
Un professionista ha chiesto la prededuzione per le sue prestazioni professionali in favore di un'azienda, finalizzate alla presentazione di una domanda di concordato preventivo. La domanda di concordato è stata però dichiarata inammissibile, portando al successivo fallimento dell'azienda. Il Giudice Delegato e il Tribunale hanno negato la prededuzione, ritenendo che l'utilità per i creditori non fosse dimostrata. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che il credito per l'assistenza al concordato preventivo gode di prededuzione solo se la procedura viene effettivamente aperta e non è sufficiente la mera presentazione della domanda. La prededuzione è legata all'effettiva apertura della procedura.
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Prova del credito bancario nel fallimento: Cassazione rigetta ricorso
Una Banca ha chiesto di essere ammessa al passivo di un Fallimento per diversi crediti. Il giudice fallimentare ha inizialmente respinto la domanda per mancanza di documentazione adeguata. Il Tribunale ha poi parzialmente ammesso una somma minore come credito chirografario. La Banca ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il Tribunale non avesse valutato correttamente la documentazione e avesse applicato male l'onere della prova. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la `prova del credito bancario nel fallimento` richiede documentazione specifica e dettagliata, e che il ricorso della Banca era troppo generico, non descrivendo adeguatamente i fatti decisivi o la rilevanza probatoria dei documenti. La Banca non ha quindi soddisfatto il suo onere della prova.
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Usucapione vs Fallimento: la Competenza Foro Fallimentare
Un acquirente ha comprato un immobile da una venditrice che ne dichiarava l'usucapione, ma il bene era intestato a una società fallita nel 2004. Il Tribunale di Paola si è dichiarato incompetente a favore del Tribunale fallimentare di Cosenza, applicando la nuova disciplina sulla competenza foro fallimentare. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che per i fallimenti dichiarati prima del 2006 si applica la vecchia Legge Fallimentare. Questa esclude la competenza del foro fallimentare per le azioni reali immobiliari, come l'usucapione. La competenza spetta quindi al Tribunale di Paola, dove l'immobile si trova.
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Privilegio del Credito Pubblico: La Cassazione Tutela i Fondi Statali
Un ente che gestisce fondi pubblici ha concesso un finanziamento a una società, la quale è poi fallita dopo aver risolto il contratto per inadempimento. L'ente ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare con un privilegio del credito pubblico. I giudici di merito hanno negato il privilegio, ritenendolo applicabile solo in caso di revoca amministrativa o se esplicitamente richiamato nel contratto. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il privilegio del credito pubblico si applica anche in caso di risoluzione contrattuale per inadempimento del beneficiario, data la natura pubblica dei fondi, e non richiede un richiamo espresso della legge nel contratto.
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Fallimento Società in Liquidazione: Quando i Bilanci Contano
Un creditore ha chiesto il fallimento di una Società in liquidazione. La Società ha contestato la decisione, sostenendo di non rientrare nei requisiti di fallibilità e che la notifica dell'istanza di fallimento era viziata. La Corte di Cassazione ha confermato il fallimento. Ha stabilito che la Società non aveva fornito prove adeguate (bilanci rilevanti) per dimostrare la sua "non fallibilità" e l'esistenza di un attivo patrimoniale sufficiente a coprire i debiti. Ha anche ritenuto valida la notifica, anche se effettuata presso la casa comunale. Il ricorso della Società è stato dichiarato inammissibile.
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Modifica Concordato Preventivo: Chiarimento o Variazione Sostanziale?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso riguardante la **modifica concordato preventivo** di un'Azienda. L'Azienda aveva presentato una proposta di concordato, ma una Banca creditrice ne aveva contestato l'omologazione (approvazione). La contestazione riguardava alcune precisazioni sui crediti prededucibili, fornite dall'Azienda dopo la votazione dei creditori. La Corte d'Appello aveva ritenuto queste modifiche inammissibili, revocando l'omologazione e aprendo la strada al fallimento. La Cassazione ha invece stabilito che le variazioni erano semplici chiarimenti, non modifiche sostanziali. Ha dichiarato improcedibile il ricorso contro la revoca dell'omologazione a causa del fallimento sopravvenuto, ma ha accolto il ricorso contro la dichiarazione di fallimento, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame sulla natura delle modifiche apportate al piano di **concordato preventivo**.
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Restituzione Immobile Fallimento: Il Leasing Prevale sulla Sublocazione
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di restituzione immobile fallimento. Un'azienda di leasing aveva concesso un immobile in locazione finanziaria a un utilizzatore, che a sua volta lo aveva sublocato a un'azienda inquilina. A seguito del fallimento dell'utilizzatore e della risoluzione del contratto di leasing, l'azienda di leasing ha chiesto la restituzione dell'immobile anche all'azienda inquilina, anch'essa fallita. Il Tribunale ha accolto la domanda, ritenendo che il subcontratto di locazione fosse caducato. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del fallimento dell'azienda inquilina e ribadendo che l'immobile doveva essere restituito all'azienda di leasing, proprietaria del bene.
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