Il Lavoratore, dopo essere stato assolto con formula piena dall'accusa di intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso, ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione per gli 842 giorni passati in custodia cautelare. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ravvisando una colpa grave nella condotta del richiedente. Quest'ultimo, infatti, pur essendo estraneo ai reati, aveva intrattenuto rapporti ambigui con esponenti della criminalità organizzata per l'acquisto di una gelateria. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che le frequentazioni consapevoli con soggetti pericolosi escludono il diritto all'indennizzo, poiché creano una situazione di allarme sociale che giustifica l'intervento dell'autorità giudiziaria.
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