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Ex Tunc — Anno 2025

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135 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ex Tunc

Provvedimenti

Responsabilità avvocato: dovere di dissuasione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un legale alla restituzione totale dei compensi per responsabilità avvocato. L'ordinanza stabilisce che il professionista ha un dovere non solo di informare, ma anche di dissuadere attivamente il cliente dall'intraprendere azioni legali palesemente infondate o con scarse probabilità di successo. La violazione di questo dovere costituisce un grave inadempimento che giustifica la risoluzione del contratto e la restituzione di tutte le somme percepite.
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Compenso custode giudiziario: la Cassazione decide
Una società di custodia giudiziaria ha richiesto un maggior compenso per i veicoli sequestrati, basandosi su una sentenza della Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittime le tariffe forfettarie. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il diritto era prescritto. Il mancato ricorso contro il decreto di liquidazione originale entro il termine di 20 giorni ha reso il rapporto giuridico "esaurito", impedendo qualsiasi successiva pretesa, nonostante la declaratoria di incostituzionalità. La parola chiave è: compenso custode giudiziario.
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Compenso deposito: la Cassazione sui rapporti esauriti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10057/2025, ha stabilito che il diritto al giusto compenso deposito per veicoli sequestrati non si estingue per la mancata impugnazione del provvedimento amministrativo di liquidazione. Se la norma su cui si basa il calcolo forfettario viene dichiarata incostituzionale, il custode ha diritto a richiedere le differenze secondo le tariffe ordinarie, purché non sia decorso il termine di prescrizione decennale del suo diritto di credito. La Corte ha chiarito che il rapporto non può considerarsi "esaurito" solo perché l'atto amministrativo non è stato contestato, distinguendo la posizione di diritto soggettivo del creditore da quella legata alla legittimità dell'atto stesso.
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Restituzione somme avvocato: l’obbligo dopo la cassa
Un avvocato riceve un pagamento diretto durante una procedura esecutiva, dichiarandosi antistatario. La sentenza posta a fondamento dell'esecuzione viene successivamente cassata. La Corte di Cassazione chiarisce che l'obbligo di restituzione somme avvocato ricade direttamente sul legale che ha materialmente percepito il denaro (accipiens), anche se non era stato indicato come antistatario nella sentenza di merito originaria, poiché la cassazione del titolo esecutivo travolge tutti gli atti dipendenti.
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Esdebitazione negata per mancata collaborazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare il beneficio dell'esdebitazione a un imprenditore fallito. La ragione principale del diniego non è stata la bassa percentuale di soddisfacimento dei creditori (4,76%), ma la mancata collaborazione del fallito. Quest'ultimo non aveva fornito al curatore informazioni corrette sul valore di una quota societaria, che si è poi rivelata molto più alta a causa di beni immobili non dichiarati. Questo comportamento è stato considerato una violazione del dovere di cooperazione, rendendo inammissibili gli altri motivi del ricorso.
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Atto nullo praticante avvocato: cosa dice la Cassazione
Una causa per un abito da sposa difettoso, dopo due gradi di giudizio, viene completamente annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo è un vizio insanabile: l'atto introduttivo era stato firmato da un praticante non ancora iscritto all'albo. La Corte ha stabilito che si tratta di un atto nullo del praticante avvocato, una nullità assoluta che non può essere sanata, travolgendo l'intero procedimento fin dall'origine.
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Divieto di licenziamento: nullo se in cambio appalto
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di due licenziamenti per giustificato motivo oggettivo avvenuti durante un cambio d'appalto. La decisione si basa sul fatto che il licenziamento è stato intimato il 18 marzo 2020, quando era in vigore il divieto di licenziamento assoluto previsto dalla normativa emergenziale Covid, senza le deroghe introdotte successivamente. La Corte ha stabilito che la legge applicabile è quella in vigore al momento del recesso e che la potenziale riassunzione da parte della nuova azienda non sana la violazione della norma imperativa.
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Cessione del contratto: no tutela per licenziamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione del contratto di lavoro dichiarata illegittima con sentenza passata in giudicato, il rapporto di lavoro svolto presso l'azienda cessionaria si qualifica come un rapporto di mero fatto ai sensi dell'art. 2126 c.c. Di conseguenza, il lavoratore ha diritto alla retribuzione per il periodo lavorato, ma non può beneficiare delle tutele contro il licenziamento illegittimo, né reali né indennitarie, poiché queste presuppongono l'esistenza di un valido contratto di lavoro. La sentenza della Corte d'Appello che aveva concesso un'indennità risarcitoria è stata cassata con rinvio.
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Notifica nulla: la costituzione sana sempre il vizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che una notifica nulla, a causa di un errore sul luogo di destinazione, viene sanata con efficacia retroattiva dalla costituzione in giudizio della controparte. Questo principio si applica anche se la parte si costituisce al solo fine di eccepire il vizio, salvando così l'atto dalla inammissibilità.
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Revoca misura alternativa: illegittima dopo fine pena
Un condannato, in detenzione domiciliare, viola le prescrizioni. Tuttavia, prima che il Tribunale di Sorveglianza decida sulla revoca della misura, la sua pena si estingue per liberazione anticipata. La Corte di Cassazione stabilisce che la revoca misura alternativa è illegittima se interviene dopo il completamento della pena, distinguendo tra l'atto sanzionatorio della revoca (che presuppone una misura in corso) e la valutazione finale dell'esito del percorso trattamentale.
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Operazioni Baciate: Nullità e Sorte del Mutuo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la nullità di un'operazione di acquisto di azioni proprie finanziata dalla banca stessa (le cosiddette "operazioni baciate") si estende anche al contratto di mutuo collegato. Questa nullità può essere fatta valere dal cliente anche nei confronti della banca cessionaria che ha acquisito gli attivi dell'istituto di credito originario. La legge speciale che protegge la banca acquirente dalle passività pregresse non si applica in questo caso, poiché la nullità è un vizio originario del credito (un attivo ceduto) e non una passività esclusa dalla cessione.
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Valutazione area edificabile: la perizia del contribuente
Un gruppo di eredi ha contestato un accertamento ICI su un'area fabbricabile, sfidando il metodo di stima del Comune. L'ente aveva basato il suo calcolo su una perizia giurata presentata in precedenza dal defunto contribuente per un'altra imposta, semplicemente aggiornandone il valore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso degli eredi, confermando che l'utilizzo della perizia del contribuente per la valutazione dell'area edificabile è legittimo, a patto che i criteri di stima siano conformi alla legge. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni procedurali sulla notifica e sulla motivazione dell'atto.
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Notifica PEC errata: nullità sanabile secondo la Corte
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha dichiarato la nullità di un ricorso a causa di una notifica PEC inviata a un indirizzo dell'Avvocatura dello Stato non presente nel registro pubblico ReGIndE. La Corte ha stabilito che solo l'indirizzo iscritto in tale registro costituisce il 'domicilio digitale' valido. Tuttavia, ha chiarito che tale vizio è sanabile 'ex tunc', ordinando al ricorrente di rinnovare la notifica all'indirizzo corretto e di integrare il contraddittorio verso le altre parti necessarie entro 60 giorni.
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Distanze legali: D.M. 1444/68 non si applica senza PRG
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di distanze legali tra costruzioni. In una controversia riguardante un edificio costruito a meno di dieci metri dal confine, la Corte ha chiarito che le prescrizioni del D.M. 1444/1968, inclusa la distanza minima di 10 metri, non sono direttamente applicabili nei rapporti tra privati in assenza di un valido strumento urbanistico locale (come il Piano Regolatore Generale - PRG) che definisca le zone territoriali omogenee. Poiché il PRG del comune in questione era stato annullato con effetto retroattivo, la costruzione, avvenuta in quel periodo, non poteva essere soggetta a tale norma. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Rimborso addizionale energia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13742 del 2025, ha stabilito il diritto dei consumatori finali al rimborso dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica. La decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale (n. 43/2025) che ha dichiarato l'illegittimità della norma istitutiva di tale imposta per contrasto con il diritto dell'Unione Europea. Il consumatore può quindi agire direttamente contro il fornitore di energia per ottenere la restituzione delle somme indebitamente versate.
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Rimborso Accise Energia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13740/2025, ha stabilito il diritto del consumatore finale a ottenere il rimborso delle accise sull'energia elettrica non dovute, specificamente l'addizionale provinciale. La decisione si fonda su una recente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma istitutiva del tributo. Di conseguenza, il consumatore può agire direttamente contro il fornitore di energia, anche se il pagamento era stato effettuato a una società di factoring, per la restituzione di quanto pagato senza causa giuridica.
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Omessa notifica udienza: nullità assoluta della revoca
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di revoca di una misura alternativa alla detenzione a causa di una grave irregolarità procedurale. L'interessato non aveva ricevuto la notifica dell'udienza, un vizio che configura una nullità assoluta e insanabile. A causa della omessa notifica udienza, il provvedimento è stato annullato con rinvio al Tribunale di Sorveglianza per un nuovo esame.
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Recesso del socio: quando perdi lo status di socio?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15087/2025, affronta il tema del recesso del socio da una s.p.a. Viene chiarito che, sebbene il recesso produca effetti immediati facendo perdere lo status di socio, tale effetto è subordinato a una condizione risolutiva. Se la società, entro 90 giorni, revoca la delibera che ha legittimato il recesso, quest'ultimo diventa inefficace retroattivamente. Di conseguenza, il socio riacquista pienamente il suo status e ha il diritto di impugnare la stessa delibera di revoca, in quanto decisione che incide sulla sua riacquisita posizione sociale.
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Revoca semilibertà: annullata per fatti antecedenti
La Corte di Cassazione annulla la revoca semilibertà disposta da un Tribunale di Sorveglianza. La decisione era basata su un'ordinanza cautelare per reati commessi anni prima della concessione del beneficio. La Corte ha stabilito che la revoca non può essere automatica, non deve avere efficacia retroattiva (ex tunc) ed è inutile se la pena principale è già stata scontata. Questa sentenza rafforza la necessità di una valutazione globale del percorso rieducativo del condannato.
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Mandato d’arresto europeo: consenso dello Stato emittente
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'appello che rifiutava la consegna di un cittadino italiano al Belgio sulla base di un mandato d'arresto europeo, disponendo l'esecuzione della pena in Italia. La Suprema Corte, applicando una recente sentenza della Corte di Giustizia UE, ha stabilito che l'esecuzione della pena nello Stato di residenza è possibile solo con il consenso formale dello Stato emittente del mandato. In assenza di tale consenso, la consegna deve essere effettuata per evitare l'impunità del condannato.
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