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Ex Tunc — Anno 2024

118 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ex Tunc

Provvedimenti

Revoca affidamento terapeutico: quando è retroattiva?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro la revoca affidamento terapeutico con effetto retroattivo (ex tunc). La decisione si fonda sul comportamento oppositivo e non collaborativo del soggetto, che vedeva la misura solo come un modo per evitare il carcere. La Corte ha inoltre chiarito che la nomina del difensore per la richiesta della misura non si estende automaticamente al procedimento di revoca.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16336/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La revoca è automatica e obbligatoria se il condannato commette un nuovo delitto nel quinquennio successivo alla prima condanna, a prescindere dalla possibilità di ottenere una seconda sospensione.
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Accesso NCC ZTL: Cassazione chiarisce la normativa
Una cooperativa NCC ha ricevuto multe per un non autorizzato accesso NCC ZTL. La Cassazione cassa la sentenza di merito, chiarendo che la norma sulle comunicazioni preventive (art. 5-bis L. 21/92) era sospesa nel 2015, ma i Comuni mantenevano il potere di regolamentare l'accesso secondo la normativa previgente.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo corretto
La Corte di Cassazione interviene sul tema della pensione lavoratori spettacolo, chiarendo le modalità di calcolo dell'anzianità contributiva per carriere a cavallo della riforma del D.Lgs. 182/97. La Corte ha stabilito che la nuova classificazione in gruppi (A e B) non ha efficacia retroattiva. Pertanto, i periodi lavorativi antecedenti al 1997 devono essere valutati secondo le norme allora vigenti, mentre solo per i periodi successivi si applica il criterio della prevalenza per determinare il gruppo di appartenenza e il calcolo finale.
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Indennità di mobilità: quando va restituita? Cassazione
Un lavoratore, reintegrato a seguito di una cessione di ramo d'azienda dichiarata inefficace, si è visto richiedere dall'ente previdenziale la restituzione dell'indennità di mobilità percepita. La Corte di Cassazione ha confermato che la somma va restituita. Secondo la Corte, il ripristino giuridico del rapporto di lavoro, anche se il datore di lavoro si rifiuta di riammettere il dipendente, fa venir meno lo stato di disoccupazione, presupposto essenziale per il beneficio. L'indennità diventa quindi un indebito previdenziale da rimborsare.
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Calcolo anzianità contributiva: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha chiarito le modalità di calcolo dell'anzianità contributiva per i lavoratori dello spettacolo la cui carriera si estende prima e dopo la riforma del D.Lgs. 182/1997. Un lavoratore si era visto riconoscere il diritto alla pensione sulla base di un calcolo unificato. L'ente previdenziale ha impugnato la decisione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che i periodi antecedenti al 1997 devono essere calcolati con le vecchie regole, mentre per i periodi successivi, in caso di passaggio tra gruppi contributivi diversi, si deve identificare il gruppo di prevalenza e riproporzionare i contributi versati nel gruppo non prevalente. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo calcolo.
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Anzianità contributiva spettacolo: calcolo pre-1997
Un lavoratore dello spettacolo ha contestato il calcolo della sua anzianità contributiva ai fini pensionistici. Il nodo della questione era se la riforma del 1997 (D.Lgs. 182/97) potesse essere applicata retroattivamente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la nuova disciplina non è retroattiva. Di conseguenza, l'anzianità contributiva spettacolo maturata prima del 1997 deve essere calcolata con le vecchie regole, mentre le nuove si applicano solo al periodo successivo. La decisione della corte d'appello è stata annullata con rinvio.
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Giudicato penale e licenziamento: quando è vincolante
Un dipendente pubblico, licenziato per falsa attestazione della presenza, viene assolto in sede penale con la formula "perché il fatto non sussiste". La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19514/2024, ha confermato la decisione di merito che annullava il licenziamento. Il principio chiave è che il giudicato penale di assoluzione è vincolante nel giudizio civile quando vi è una totale coincidenza tra i fatti contestati in sede disciplinare e quelli accertati in sede penale, e quando la sentenza penale esclude la materialità stessa dei fatti, non lasciando residuare alcun comportamento disciplinarmente rilevante.
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Prescrizione conversione lire: la Cassazione decide
Un cittadino ha richiesto la conversione di una cospicua somma in lire in euro ben oltre i termini previsti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19445/2024, ha stabilito che la declaratoria di incostituzionalità della norma che anticipava la scadenza non ha eliminato ogni termine. Si è invece creato un vuoto normativo, colmato dall'applicazione della prescrizione ordinaria decennale. Di conseguenza, il diritto alla conversione si è prescritto, poiché il termine di dieci anni, decorrente dal 28 febbraio 2002, era già spirato al momento della richiesta del cittadino. La Corte ha così rigettato il ricorso, definendo il quadro normativo sulla prescrizione conversione lire.
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Restituzione indennità disoccupazione e contratto
Un lavoratore, dopo aver percepito l'indennità di disoccupazione, otteneva una sentenza che convertiva retroattivamente il suo contratto a termine in uno a tempo indeterminato, con condanna del datore a un'indennità risarcitoria. L'ente previdenziale ha richiesto la restituzione dell'indennità di disoccupazione, sostenendo che, a causa della ricostituzione giuridica del rapporto, lo stato di disoccupazione non era mai esistito. A causa di un contrasto giurisprudenziale sulla questione, la Corte di Cassazione ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per stabilire un principio di diritto definitivo.
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Ricorso per cassazione incompleto: quando è sanabile?
La Corte di Cassazione dichiara improcedibile il ricorso di un'agenzia fiscale a causa della sua incompletezza. La sentenza chiarisce che la sanatoria per un ricorso per cassazione incompleto è possibile solo se l'originale depositato in cancelleria è completo e tempestivo. In questo caso, essendo anche l'originale mancante di alcune pagine, il vizio è stato ritenuto insanabile, portando alla conferma della decisione di secondo grado favorevole al contribuente.
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Notifica al portiere: valida senza raccomandata
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento effettuata direttamente dall'Agente della Riscossione a mezzo posta e consegnata al portiere è pienamente valida, anche in assenza della successiva raccomandata informativa. Secondo la Corte, a questa modalità di notifica semplificata si applicano le norme del servizio postale ordinario e non quelle più stringenti previste per le notifiche a mezzo ufficiale giudiziario. La sentenza ribalta la decisione di merito che aveva annullato l'atto per vizio di notifica.
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Giudicato progressivo: limiti del giudizio di rinvio
Un individuo, condannato per tentato omicidio, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il reato fosse prescritto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che, sebbene il giudice precedente avesse errato nel calcolo della prescrizione, la condanna per quel reato era già divenuta definitiva a seguito di una precedente decisione della Cassazione (giudicato progressivo). Il giudizio di rinvio era limitato a un'altra accusa, pertanto il giudice non aveva il potere di riesaminare la questione della prescrizione per il reato già definitivamente accertato.
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Revoca sospensione condizionale: quando è automatica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto contro la revoca della sospensione condizionale di tre pene. La Corte ha stabilito che la revoca sospensione condizionale è automatica e opera retroattivamente (ex tunc) quando, nel quinquennio dal passaggio in giudicato di una precedente condanna, l'imputato commette un nuovo delitto per cui riporta un'altra condanna. Essendo stata provata la commissione di un nuovo reato nel periodo di prova, la revoca dei benefici concessi in precedenza è stata ritenuta corretta.
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Sospensione atto impositivo: stop alla cartella esattoriale
Una contribuente aveva ottenuto la sospensione giudiziale di un avviso di liquidazione per l'imposta di successione. Nonostante ciò, l'Amministrazione Finanziaria aveva notificato la successiva cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso dell'ente impositore, stabilendo che la sospensione dell'atto impositivo presupposto impedisce all'amministrazione di procedere con gli atti successivi della riscossione, come l'emissione e notifica della cartella. Di conseguenza, la cartella emessa in violazione del provvedimento di sospensione è illegittima e deve essere annullata.
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Revoca affidamento in prova: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione del Tribunale di Sorveglianza sulla revoca affidamento in prova per un condannato. La motivazione risiede in comportamenti incompatibili con il percorso rieducativo, tra cui un grave reato. La revoca ha effetto parzialmente retroattivo e il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la genericità delle obiezioni.
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Revoca affidamento in prova: il reato post-periodo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato la cui misura di affidamento in prova era stata revocata. La decisione si fonda sulla commissione di un nuovo reato, di natura analoga al precedente, avvenuta dopo la fine del periodo di prova ma prima della valutazione finale del suo esito. La Suprema Corte ha confermato che tale condotta, seppur successiva, costituisce un valido indicatore sintomatico del fallimento del percorso rieducativo, legittimando la revoca affidamento in prova con effetto retroattivo.
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Esterovestizione veicoli: Cassazione e incostituzionalità
Un automobilista, sanzionato per esterovestizione veicoli (guida di un'auto con targa straniera da residente in Italia), ha visto annullate le sanzioni. Il Ministero dell'Interno ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte ha rigettato il ricorso, basando la decisione sulla sopravvenuta sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime le norme sull'esterovestizione. Di conseguenza, la pretesa sanzionatoria era priva di fondamento giuridico sin dall'origine.
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Caducazione contratto appalto: no all’automatismo
Una società si aggiudicava un appalto per un'opera strategica, ma il bando di gara veniva successivamente annullato. La Corte d'Appello dichiarava nullo il contratto, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che non esiste una automatica caducazione del contratto d'appalto in seguito all'annullamento degli atti di gara, specialmente per le opere strategiche, poiché la sorte del contratto deve essere valutata dal giudice caso per caso.
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Responsabilità professionale avvocato: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che negava il compenso a un legale, accusato di negligenza per aver intrapreso un'azione legale ritenuta inutile. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione della responsabilità professionale dell'avvocato deve basarsi su un giudizio 'ex ante', considerando la logicità della scelta al momento in cui è stata fatta, e non solo sul risultato ottenuto. Il caso riguardava un ricorso per il dissequestro di beni, che, sebbene respinto, non costituiva un errore inescusabile tale da giustificare l'azzeramento dell'onorario.
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