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Ex Lege

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594 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Giudicato penale assolutorio: effetti nel processo
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha disposto il rinvio a nuovo ruolo di una causa fiscale relativa a un avviso di accertamento per esterovestizione. La decisione è motivata dalla necessità di attendere le pronunce delle Sezioni Unite e della Corte Costituzionale sull'efficacia del giudicato penale assolutorio nel processo tributario, dato che il contribuente era stato definitivamente assolto in sede penale per gli stessi fatti.
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Mediazione obbligatoria: onere della prova e ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una conduttrice che lamentava l'irregolare svolgimento della procedura di mediazione obbligatoria. La decisione si fonda sul mancato assolvimento dell'onere della prova da parte della ricorrente e sulla mancata impugnazione di una delle autonome ragioni che sorreggevano la sentenza d'appello, confermando l'importanza di una corretta impostazione processuale.
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Responsabilità soci società cancellata: la Cassazione
Un'ordinanza della Cassazione affronta il tema della responsabilità soci società cancellata. La Corte distingue tra la responsabilità successoria ex art. 2495 c.c., che sorge automaticamente con la qualifica di socio, e quella sussidiaria ex art. 36 D.P.R. 602/73, che richiede la prova della percezione di somme. Il caso è stato rinviato per verificare quest'ultima ipotesi.
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Procura speciale cassazione: quando è inammissibile?
Una società impugna in Cassazione una sentenza d'appello che aveva dichiarato la simulazione di una vendita di opere d'arte. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile perché la procura speciale cassazione era stata rilasciata cinque anni prima della sentenza impugnata, violando il requisito di posteriorità stabilito dalla legge e dalla giurisprudenza costante.
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Onere della prova: Cassazione su buoni postali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due risparmiatori contro un'importante società di servizi, relativo al presunto pagamento parziale di un buono fruttifero. I ricorrenti sostenevano che la società non avesse adempiuto al proprio onere della prova. La Corte ha ritenuto i motivi di ricorso inammissibili, in quanto miravano a una nuova valutazione dei fatti e delle prove, compito che non spetta al giudice di legittimità. La decisione sottolinea che non è possibile mascherare una contestazione fattuale come violazione di legge per ottenere un terzo grado di giudizio nel merito.
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Estinzione ente pubblico: quando avviene davvero?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla estinzione di un ente pubblico a seguito di una legge di riorganizzazione. La sentenza in esame ha stabilito che la soppressione di un consorzio pubblico non avviene 'ex lege' al momento dell'entrata in vigore della norma che ne dispone l'accorpamento in un nuovo ente. L'estinzione, e la conseguente perdita della capacità processuale, si verificano solo al termine dell'iter procedurale, con l'adozione del provvedimento amministrativo finale che trasferisce formalmente beni, personale e rapporti giuridici. Di conseguenza, è stato ritenuto ammissibile l'appello promosso dal consorzio originario durante la fase transitoria, cassando la decisione della Corte d'Appello che lo aveva erroneamente dichiarato inammissibile.
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Improcedibilità ricorso: omesso deposito sentenza
Un ente pubblico territoriale ricorre in Cassazione contro una condanna al risarcimento danni a favore di un motociclista. La Corte dichiara l'improcedibilità del ricorso perché l'ente non ha depositato, insieme al ricorso stesso, copia autentica della sentenza impugnata, violando un requisito formale essenziale. La decisione sottolinea l'importanza degli adempimenti procedurali, che prevalgono sull'esame del merito.
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Presunzione di beneficio: validità piani di classifica
Un consorzio di bonifica ha impugnato con successo una decisione che annullava avvisi di pagamento per contributi consortili. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dei piani di classifica per gli anni 2015 e 2016, stabilendo che la presunzione di beneficio per gli immobili sussiste in presenza di un piano valido, anche se reso efficace retroattivamente dalla legge. Il caso è stato rinviato alla corte di merito per un nuovo esame.
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Classamento catastale: ICI dovuta dai consorzi
Un consorzio di bonifica ha impugnato degli avvisi di accertamento ICI per gli anni 2009-2011, sostenendo che una variazione del classamento catastale ottenuta nel 2018 dovesse essere retroattiva e di non essere soggetto passivo del tributo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il nuovo classamento catastale non ha efficacia retroattiva e che i consorzi, in qualità di concessionari di beni demaniali, sono tenuti al pagamento dell'imposta, in linea con il diritto nazionale ed europeo.
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Consorzi di bonifica: IMU dovuta sui beni demaniali
Un consorzio di bonifica ha contestato un avviso di accertamento IMU per il 2013, sostenendo che i suoi immobili fossero esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la variazione catastale, che avrebbe garantito l'esenzione, ha effetto solo dall'anno successivo alla sua registrazione e non è retroattiva. Ha inoltre confermato che i consorzi di bonifica sono soggetti passivi IMU in quanto concessionari ex lege di beni demaniali, senza che ciò violi il diritto europeo.
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Giudicato esterno blocca il ricorso dell’Agenzia
La sentenza Cass. Civ., Sez. 5, n. 34582 del 30/12/2019 analizza il caso di un ricorso dell'Amministrazione finanziaria contro un Ente locale per un rimborso IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, non entrando nel merito della questione, ma accogliendo l'eccezione di giudicato esterno sollevata dall'Ente. Era infatti già presente una decisione definitiva tra le stesse parti su una questione identica, sebbene relativa a un'annualità fiscale diversa. La Corte ha stabilito che l'efficacia del giudicato esterno impedisce di rimettere in discussione la stessa questione di fatto e di diritto.
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Patrocinio vittime terrorismo: quando è inammissibile
La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile l'opposizione presentata contro il diniego del patrocinio per vittime di terrorismo. La decisione si fonda sulla distinzione tra il rigetto del beneficio all'interno della motivazione di una sentenza, impugnabile solo con i mezzi ordinari come il ricorso per cassazione, e il rigetto tramite un decreto di liquidazione, unico caso in cui è ammessa la procedura speciale di opposizione. Il ricorso è stato respinto per un errore procedurale, non essendo stato utilizzato il corretto strumento di impugnazione.
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Liquidazione compensi avvocato: l’errore si corregge
Un avvocato omette per errore di richiedere i compensi per la fase delle indagini preliminari in un caso di patrocinio a spese dello Stato. Il GIP rigetta la successiva richiesta correttiva, ma il Tribunale di Torino accoglie l'opposizione. La sentenza stabilisce che una mera svista non costituisce rinuncia al diritto al compenso. Questo caso chiarisce che è possibile integrare una richiesta di liquidazione compensi avvocato se l'omissione è frutto di un errore palese e non di una volontà di rinuncia.
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Indennizzo talidomide: nesso causale e prescrizione
Una persona con malformazione congenita ha richiesto l'indennizzo talidomide. La Corte d'Appello ha respinto la tesi della prescrizione, affermando che il termine decorre dalla conoscenza effettiva del nesso causale, non da una presunzione. Tuttavia, ha negato il diritto all'indennizzo perché la consulenza medica ha giudicato "improbabile" il legame tra la patologia e il farmaco, non raggiungendo lo standard probatorio del "più probabile che non".
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